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Lesione personale aggravata: condanna confermata e multa pesante

Il caso riguarda Il Ricorrente, condannato per il reato di lesione personale aggravata. La Corte di Appello aveva confermato la decisione di primo grado, ritenendo provata la sua responsabilità penale. Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una motivazione solo apparente da parte dei giudici di secondo grado in merito alla sua colpevolezza e alla severità della pena inflitta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, definendo i motivi di impugnazione manifestamente infondati. I giudici di legittimità hanno accertato che la Corte territoriale ha fornito una motivazione logica e adeguata. Di conseguenza, Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 9 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 26852 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 26852/2023)

Il reato di lesione personale aggravata e la conferma della condanna

Il reato di lesione personale aggravata rappresenta una delle fattispecie più severe a tutela dell’integrità fisica e psichica dei cittadini. Nel caso in esame, la Corte di Cassazione ha affrontato il ricorso presentato da un cittadino, precedentemente condannato nei primi due gradi di giudizio. Il Tribunale prima e la Corte di Appello poi hanno accertato la penale responsabilità dell’imputato per aver cagionato lesioni fisiche gravi a un altro soggetto. La gravità delle lesioni ha giustificato l’applicazione delle circostanze aggravanti, rendendo il quadro sanzionatorio particolarmente severo per i responsabili del gesto.

La difesa del condannato ha tentato di ribaltare la decisione presentando ricorso dinanzi ai giudici di legittimità, contestando la validità logica della sentenza d’appello. La vicenda trae origine da un violento scontro che ha causato danni fisici rilevanti alla vittima. I giudici di merito hanno ricostruito i fatti attraverso testimonianze e perizie mediche, giungendo alla conclusione che la condotta dell’imputato fosse pienamente colpevole. La difesa ha incentrato il proprio ricorso sulla presunta esistenza di una motivazione apparente. Questo concetto si riferisce a una sentenza che contiene parole e frasi prive di un reale contenuto logico o che non rispondono in modo specifico alle obiezioni sollevate dall’imputato.

Secondo la tesi difensiva, i giudici di secondo grado non avevano analizzato a fondo gli elementi di prova. Essi avevano confermato la condanna e la pena senza una reale giustificazione. La contestazione riguardava sia l’attribuzione della responsabilità penale sia la misura della sanzione applicata, ritenuta eccessiva e priva di adeguata spiegazione. L’imputato sosteneva che la Corte d’Appello avesse semplicemente copiato le argomentazioni del primo giudice, senza effettuare un autonomo esame delle prove e delle obiezioni presentate con l’atto di appello. Questo tipo di censura viene spesso sollevato nei ricorsi, ma richiede prove evidenti di un vuoto argomentativo da parte del giudice d’appello.

Le motivazioni della Cassazione sul rigetto del ricorso

I giudici della Suprema Corte hanno analizzato la sentenza della Corte di Appello e hanno respinto le tesi della difesa. La Cassazione ha stabilito che i giudici di secondo grado hanno svolto un lavoro completo e approfondito. La sentenza impugnata conteneva una spiegazione chiara, coerente e dettagliata dei fatti e delle prove. Non si poteva quindi parlare di motivazione apparente, poiché il percorso logico che ha condotto alla conferma della condanna era perfettamente ricostruibile e privo di contraddizioni.

I motivi del ricorso sono stati definiti manifestamente infondati, in quanto miravano a ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività vietata nel giudizio di legittimità. La Cassazione ha ricordato che il suo compito non è quello di rifare il processo, ma solo di verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione dei giudici precedenti sia logica e coerente. La Corte d’Appello ha risposto in modo adeguato a tutti i punti critici sollevati con l’atto di impugnazione, rendendo la decisione del tutto legittima e inattaccabile.

Le conclusioni della Suprema Corte e le sanzioni applicate

La Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. Questa decisione comporta conseguenze severe per il ricorrente dal punto di vista economico e legale. Oltre alla conferma della pena detentiva o pecuniaria stabilita nei precedenti gradi, il condannato deve farsi carico delle spese del processo. Inoltre, la legge prevede una sanzione aggiuntiva in caso di ricorsi manifestamente infondati.

I giudici hanno quindi condannato l’uomo al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia ribadisce l’importanza di presentare ricorsi basati su reali vizi di legittimità, evitando impugnazioni pretestuose che sovraccaricano inutilmente la giustizia penale. La decisione mette un punto fermo sulla vicenda, garantendo giustizia alla persona offesa che ha subito il danno fisico. La dichiarazione di inammissibilità preclude ogni ulteriore via di ricorso ordinario, rendendo la condanna definitiva e immediatamente esecutiva.

Cosa si intende per motivazione apparente in un processo penale?
Si verifica quando la spiegazione scritta dal giudice non rivela il reale percorso logico seguito per giungere alla decisione, risultando del tutto generica o inadeguata.

Quali sono le conseguenze se la Cassazione dichiara il ricorso inammissibile?
La condanna diventa definitiva, il ricorrente deve pagare le spese del processo e riceve una sanzione pecuniaria da versare alla Cassa delle ammende.

Si può chiedere alla Cassazione di riesaminare le prove del processo?
No, la Corte di Cassazione valuta solo la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione, senza poter riesaminare i fatti o le prove.

Termini giuridici

Inammissibilità
Impossibilità di esaminare nel merito un ricorso perché non rispetta i requisiti di legge.
Motivazione apparente
Una spiegazione del giudice che, pur esistendo graficamente, non spiega davvero le ragioni della decisione.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme pagate da chi perde i ricorsi.
Trattamento sanzionatorio
La determinazione della pena specifica applicata dal giudice al colpevole.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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