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Inammissibilità ricorso Cassazione: la decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso in Cassazione di due imputati. Il primo ricorso, sull’eccessività della pena, è stato respinto per la discrezionalità del giudice di merito. Il secondo, sulla responsabilità per rapina, è stato considerato una mera ripetizione di motivi già respinti in appello, rendendolo non specifico.

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Pubblicato il 12 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39043 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 39043/2024)

Inammissibilità Ricorso Cassazione: Analisi di un’Ordinanza

L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio dei requisiti di specificità richiesti per un ricorso in Cassazione, sottolineando come la genericità o la mera ripetizione di motivi già discussi porti inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità del ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha esaminato due distinti ricorsi, entrambi respinti per ragioni che meritano un’analisi approfondita.

I Fatti Processuali

Due soggetti avevano impugnato una sentenza della Corte d’Appello di Perugia, sollevando questioni differenti. Il primo ricorrente contestava l’eccessività della pena inflittagli, ritenendola sproporzionata. Il secondo, invece, metteva in discussione la correttezza della motivazione che aveva portato al suo giudizio di responsabilità per due episodi di rapina.

La Decisione della Corte: Focus sull’Inammissibilità del Ricorso

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, sebbene per ragioni parzialmente diverse, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Il Ricorso sull’Eccessività della Pena

Per quanto riguarda il primo ricorso, la Corte ha ribadito un principio consolidato: la determinazione della pena rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito. Tale potere non è sindacabile in sede di legittimità se esercitato nel rispetto dei parametri legali (artt. 132 e 133 del codice penale) e supportato da una motivazione adeguata. Nel caso di specie, i giudici hanno ritenuto che la Corte d’Appello avesse fornito una giustificazione congrua e logica per la pena applicata, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato.

Il Ricorso sulla Motivazione della Responsabilità

Il secondo ricorso è stato giudicato inammissibile perché i motivi presentati non erano altro che una “pedissequa reiterazione” di quelli già sollevati e puntualmente respinti nel giudizio d’appello. La Cassazione ha evidenziato che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica argomentata e specifica contro la decisione impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. L’assenza di una reale critica alla sentenza ha reso i motivi solo apparenti e quindi non meritevoli di esame.

Le Motivazioni della Suprema Corte

Le motivazioni alla base della decisione si fondano su due pilastri fondamentali della procedura penale. In primo luogo, il rispetto della discrezionalità del giudice di merito nella commisurazione della pena. La Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si può ridiscutere l’entità della sanzione, ma un organo di legittimità che verifica la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. Se il giudice ha spiegato in modo sufficiente perché ha scelto una determinata pena, il suo operato è insindacabile.

In secondo luogo, il principio di specificità dei motivi di ricorso. Un ricorso in Cassazione non può essere un copia-incolla dell’atto di appello. Deve confrontarsi criticamente con le ragioni esposte nella sentenza impugnata, individuandone le presunte falle logiche o giuridiche. Riproporre le stesse argomentazioni, ignorando le risposte fornite dal giudice precedente, svuota il ricorso della sua funzione tipica, rendendolo un esercizio sterile e, di conseguenza, inammissibile.

Conclusioni

Questa ordinanza rafforza l’importanza di una redazione attenta e mirata degli atti di impugnazione. Per evitare una pronuncia di inammissibilità del ricorso in Cassazione, è essenziale che i motivi siano specifici, pertinenti e critici nei confronti della sentenza che si intende contestare. Contestare la pena richiede di dimostrare una palese illogicità nella motivazione del giudice, mentre contestare la responsabilità impone di sviluppare argomenti nuovi o di evidenziare in modo preciso perché le ragioni della Corte d’Appello sono errate, superando la semplice riproposizione di tesi già respinte.

Quando un ricorso in Cassazione per eccessività della pena può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso basato sull’eccessività della pena è inammissibile e manifestamente infondato quando il giudice di merito ha esercitato la sua discrezionalità in modo adeguato, basando la decisione sui principi degli artt. 132 e 133 del codice penale e fornendo una motivazione congrua e non illogica.

Cosa significa che un motivo di ricorso è una ‘pedissequa reiterazione’?
Significa che il motivo di ricorso si limita a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte nel precedente grado di giudizio, senza formulare una critica specifica e argomentata contro la sentenza impugnata. Questo rende il motivo non specifico e, quindi, inammissibile.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro per ciascuno) in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione di un atto processuale, come un ricorso, che impedisce al giudice di esaminarlo nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Discrezionalità del giudice
Il potere conferito al giudice di prendere una decisione basandosi sulla propria valutazione dei fatti e delle circostanze, entro i limiti stabiliti dalla normativa.
Pedissequa reiterazione
La semplice e acritica ripetizione di argomenti o motivi già presentati e discussi in una fase precedente del processo, senza aggiungere nuovi elementi di critica.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che gestisce i proventi delle sanzioni pecuniarie penali e le somme derivanti dalle condanne alle spese processuali, destinandoli a programmi di reinserimento dei detenuti e al miglioramento delle strutture carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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