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Inammissibilità del ricorso in Cassazione penale

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti a carico di un’imputata, dichiarando l’inammissibilità del ricorso. La difesa aveva contestato la responsabilità penale denunciando un travisamento della prova, ma i motivi sono stati giudicati generici poiché riproponevano pedissequamente le stesse lamentele già respinte in appello. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito per rivalutare i fatti già accertati.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48971 Anno 2023
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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48971 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 48971/2023)

Inammissibilità del ricorso in Cassazione penale: i limiti del giudizio

L’inammissibilità del ricorso rappresenta uno dei principali filtri processuali che la Suprema Corte applica per garantire l’efficienza del sistema giudiziario. Nel caso in esame, la settima sezione penale ha affrontato il ricorso di un’imputata condannata per la cessione di cocaina ed eroina a numerosi soggetti, confermando la rigidità dei criteri di ammissibilità.

I fatti di causa

La vicenda trae origine da una condanna pronunciata dal Tribunale di Bologna e confermata dalla Corte d’Appello, che aveva inflitto alla ricorrente una pena di un anno, dieci mesi e venti giorni di reclusione, oltre a una multa di 4.500 euro. L’accusa riguardava il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, con l’aggravante della continuazione per aver ceduto droga a venticinque diversi acquirenti. La difesa ha proposto ricorso per Cassazione lamentando l’omessa motivazione e il travisamento della prova riguardo alla responsabilità penale.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno dichiarato l’inammissibilità del ricorso, sottolineando come le doglianze presentate fossero prive di specificità. La Corte ha rilevato che i motivi di impugnazione non erano altro che una ripetizione di quanto già dedotto e ampiamente smentito nel grado di appello. Tale mancanza di una critica argomentata verso la sentenza impugnata rende il ricorso meramente apparente e, dunque, non procedibile.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura stessa del giudizio di legittimità. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere alla Cassazione una “rilettura” degli elementi di fatto o l’adozione di nuovi parametri di valutazione delle prove. La Corte d’Appello aveva già fornito una spiegazione logica e coerente, basata su ampie indagini della polizia giudiziaria, mentre la ricorrente non aveva fornito alcun compendio probatorio a supporto della propria versione. Trasformare la Cassazione in un ennesimo giudice del fatto è giuridicamente impossibile.

Le conclusioni

Le conclusioni del provvedimento sanciscono la condanna definitiva della ricorrente. Oltre alla conferma della pena detentiva e pecuniaria, la Corte ha applicato l’articolo 616 del codice di procedura penale, condannando l’imputata al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione pecuniaria aggiuntiva sottolinea la responsabilità del ricorrente nel presentare un’impugnazione manifestamente infondata o generica, gravando inutilmente sul sistema giustizia.

Cosa rende un ricorso in Cassazione inammissibile per genericità?
Un ricorso è inammissibile se si limita a ripetere le stesse critiche già esposte in appello senza contestare i punti specifici della nuova sentenza o se richiede una rivalutazione dei fatti.

La Cassazione può valutare se le prove sono state interpretate correttamente?
La Cassazione può solo verificare se la motivazione del giudice di merito è logica e coerente con le norme di legge, ma non può sostituire la propria valutazione delle prove a quella del giudice precedente.

Quali sono i costi di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente deve pagare le spese del procedimento e una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, che in questo caso è stata fissata in tremila euro.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di una domanda a causa di vizi formali o sostanziali.
Travisamento
Errore del giudice nel percepire il contenuto di una prova, attribuendole un significato diverso da quello reale.
Legittimità
Ambito di competenza della Corte di Cassazione, limitato al controllo della corretta applicazione delle norme di legge.
Specificità
Requisito dei motivi di ricorso che devono contestare puntualmente e analiticamente i passaggi della sentenza impugnata.
Ammenda
Sanzione pecuniaria inflitta in caso di ricorsi dichiarati inammissibili per colpa del ricorrente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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