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Fatto di Lieve Entità: No se le Dosi Ricavabili sono Oltre 600

Un uomo condannato per detenzione di circa 90 grammi di hashish e marijuana si è rivolto alla Cassazione chiedendo di riconoscere il reato come ‘fatto di lieve entità’. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: la quantità della droga è l’elemento decisivo. Poiché dalle sostanze si potevano ricavare quasi 600 dosi, i giudici hanno ritenuto impossibile applicare la norma più favorevole. L’elevato numero di dosi ha assorbito ogni altro elemento di valutazione, come le modalità della vendita o il comportamento dell’imputato, confermando così la condanna originaria senza sconti di pena.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 20469 Anno 2023
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Pubblicato il 11 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 20469 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 20469/2023)

Spaccio e Fatto di Lieve Entità: Quando la Quantità Conta

La legge sulla droga prevede pene diverse a seconda della gravità del reato. Una delle distinzioni più importanti è quella che riguarda il fatto di lieve entità, un’ipotesi di reato meno grave che permette di applicare sanzioni più miti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: la quantità di stupefacente posseduta può essere così elevata da escludere, da sola, qualsiasi possibilità di considerare il fatto come lieve. Questo caso specifico offre uno spunto chiaro per capire come i giudici valutano la gravità di un reato legato alla droga.

La Vicenda: Oltre 600 Dosi Potenziali

I fatti all’origine della vicenda sono semplici. Un uomo viene trovato in possesso di un quantitativo di droga non trascurabile: 87,64 grammi di hashish e 5 grammi di marijuana. Dalle analisi tecniche emerge che da queste sostanze si sarebbe potuto ricavare un numero molto alto di dosi: 597 dall’hashish e 33 dalla marijuana. L’uomo viene condannato per detenzione ai fini di spaccio. Durante il processo, la sua difesa sostiene che la sua condotta dovrebbe rientrare nel fatto di lieve entità, sostenendo che si trattava di spaccio ‘al minuto’ e che la droga era in parte per uso personale. La sua tesi, però, non convince i giudici.

Cos’è il Fatto di Lieve Entità?

L’articolo 73 del Testo Unico sugli Stupefacenti punisce la produzione e lo spaccio di droga. Il comma 5 dello stesso articolo, però, introduce una specifica attenuante per i fatti che possono essere considerati ‘di lieve entità’. Per stabilire se un caso rientra in questa categoria, il giudice deve valutare diversi elementi: i mezzi utilizzati, le modalità dell’azione, la qualità e la quantità delle sostanze. Se questi indicatori nel loro complesso suggeriscono una minore pericolosità sociale e una ridotta offensività, la pena viene notevolmente ridotta. Non esiste una quantità fissa per definire un fatto lieve; la valutazione è lasciata al prudente apprezzamento del giudice, caso per caso.

La Difesa e il Ricorso sul Fatto di Lieve Entità

L’imputato, non soddisfatto della condanna, presenta ricorso in Cassazione. I suoi avvocati insistono su due punti principali. Primo, contestano il calcolo delle dosi, ritenendolo inverosimile. Secondo, chiedono nuovamente di applicare l’ipotesi del fatto di lieve entità, sostenendo che i giudici non avrebbero considerato adeguatamente il suo comportamento processuale positivo, ovvero l’ammissione dei fatti. La difesa tenta di dipingere un quadro di micro-spaccio, sperando di ottenere una pena più mite. Tuttavia, la Corte di Cassazione adotta una linea molto rigorosa, basandosi su un criterio prevalente su tutti gli altri.

Le motivazioni: La Quantità come Elemento Assorbente

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. La motivazione è netta e si basa su un unico, decisivo elemento: l’elevato valore ponderale della sostanza. I giudici supremi spiegano che, di fronte a un quantitativo di droga dal quale è possibile ricavare un numero così elevato di dosi (oltre 600 in totale), tutti gli altri criteri di valutazione passano in secondo piano. La grande quantità, secondo la Corte, è un indice così forte di pericolosità da ‘assorbire’ ogni altra considerazione. Non importa se i mezzi usati erano rudimentali o se l’imputato ha ammesso i fatti. La potenziale diffusione della droga sul mercato è tale da rendere impossibile qualificare il reato come un fatto di lieve entità.

Le conclusioni: Nessuno Sconto di Pena

L’esito finale è la conferma della condanna. L’uomo non ottiene lo sconto di pena sperato e deve anche pagare le spese processuali e una multa alla Cassa delle ammende. Questa ordinanza rafforza un orientamento consolidato: nel valutare la lieve entità, la quantità di droga non è solo uno dei tanti parametri, ma può diventare l’elemento dominante. Quando il numero di dosi ricavabili è molto alto, la possibilità di ottenere il beneficio si riduce drasticamente. La sentenza serve da monito, chiarendo che la detenzione di quantitativi importanti di stupefacenti viene trattata con estremo rigore dal sistema giudiziario, rendendo molto difficile la strada per una pena più mite.

Cosa significa ‘fatto di lieve entità’ nello spaccio di droga?
È una versione meno grave del reato di spaccio, punita con pene più basse. Si applica a casi minori, valutando la quantità di droga, le modalità dell’azione e i mezzi usati.

La quantità di droga è l’unico criterio per decidere se un fatto è lieve?
No, ma è uno dei più importanti. Come dimostra questa sentenza, una quantità elevata, da cui si possono ricavare centinaia di dosi, può essere sufficiente da sola a escludere la lieve entità.

Ammettere i fatti aiuta a ottenere una pena più bassa?
Può essere un elemento a favore, ma non è decisivo. In questo caso, l’imputato ha ammesso il possesso ma ha dato una versione (uso personale) non credibile, quindi la sua ammissione non ha avuto peso nel ridurre la gravità del reato.

Termini giuridici

Fatto di lieve entità
Un reato di spaccio considerato meno grave per le sue modalità, la quantità di sostanza e i mezzi usati, che comporta una pena molto più bassa rispetto all'ipotesi base.
Principio attivo
La sostanza chimica contenuta nella droga che produce gli effetti psicotropi. La sua quantità è decisiva per calcolare il numero di dosi ricavabili.
Ricorso inammissibile
Quando un appello viene respinto dalla Corte di Cassazione non per il merito della questione, ma perché presenta difetti formali o si basa su motivi non consentiti dalla legge.
Trattamento sanzionatorio
L'insieme della pena (come reclusione e multa) decisa dal giudice per punire chi ha commesso un reato.
Valore ponderale
Si riferisce al peso e alla quantità della sostanza stupefacente. Un elevato valore ponderale indica una grande quantità di droga.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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