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Concordato in Appello: Ricorso Inammissibile, Costi a Carico

La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da tre individui contro una sentenza che aveva applicato una pena concordata in appello. I ricorrenti contestavano tale decisione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha chiarito che, in caso di concordato in appello, le impugnazioni sono consentite solo per vizi specifici legati alla formazione dell’accordo o alla sua difformità dalla pronuncia del giudice, non per motivi a cui si è rinunciato o per la determinazione della pena, salvo che sia illegale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28815 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 28815/2022)

Il Concordato in Appello: Quando un Ricorso è Inammissibile

Il concordato in appello rappresenta uno strumento processuale importante nel diritto penale italiano. Permette alle parti di accordarsi su una pena, evitando un lungo processo di secondo grado. Tuttavia, la possibilità di impugnare queste decisioni in Cassazione non è illimitata. La recente ordinanza della Suprema Corte chiarisce i confini entro cui è possibile presentare un ricorso, evidenziando che non tutte le contestazioni sono ammissibili.

Il Caso: La Pena Concordata in Appello Sotto Esame

Tre individui avevano presentato ricorso contro una sentenza della Corte d’Appello di Napoli. Questa sentenza aveva applicato una pena concordata con il Pubblico Ministero, secondo quanto previsto dall’articolo 599-bis del Codice di Procedura Penale. Gli imputati, ora ricorrenti, contestavano la decisione. Essi chiedevano alla Corte di Cassazione di riesaminare il loro caso, sperando di ottenere un esito diverso.

Cos’è il Concordato in Appello?

Il concordato in appello è un meccanismo che consente all’imputato e al Pubblico Ministero di raggiungere un accordo sulla pena da applicare. Questo avviene durante la fase di appello. L’obiettivo è definire rapidamente il procedimento, spesso in cambio di una pena più mite. Il giudice valuta l’accordo e, se lo ritiene congruo, pronuncia una sentenza che lo recepisce. È una forma di patteggiamento estesa anche al secondo grado di giudizio.

I Limiti del Ricorso in Cassazione sul Concordato in Appello

La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale. Un ricorso in Cassazione contro una sentenza di concordato in appello è ammissibile solo per motivi molto specifici. Questi includono vizi relativi alla formazione della volontà della parte di aderire all’accordo. Riguardano anche il consenso del Pubblico Ministero alla richiesta. Infine, un ricorso è valido se il contenuto della sentenza del giudice è difforme dall’accordo raggiunto. Non sono invece ammissibili le doglianze relative a motivi a cui si è rinunciato. Non si possono contestare la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento (articolo 129 del Codice di Procedura Penale). Non sono ammissibili neanche i vizi sulla determinazione della pena, a meno che la sanzione inflitta non sia illegale, cioè fuori dai limiti edittali o diversa da quella prevista dalla legge.

Le Motivazioni della Cassazione sul Concordato in Appello

Nel caso specifico, la Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le contestazioni sollevate dai ricorrenti non rientrassero nei limiti stretti previsti dalla legge per l’impugnazione di una sentenza di concordato in appello. I motivi addotti dalla difesa non riguardavano vizi procedurali specifici o l’illegalità della pena. Piuttosto, sembravano attenere a questioni già rinunciate o a valutazioni sulla congruità della pena che non rientravano nelle eccezioni ammesse. La Corte ha quindi applicato rigorosamente il principio di diritto che limita l’accesso al giudizio di legittimità in questi casi.

Le Conclusioni: Ricorsi Inammissibili e Conseguenze

La decisione finale della Corte di Cassazione è stata chiara. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Questa dichiarazione è avvenuta senza formalità di procedura, come previsto dall’articolo 610 comma 5-bis del Codice di Procedura Penale. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Hanno dovuto versare anche una somma di Euro 4.000,00 a favore della Cassa delle Ammende. Questo esito sottolinea l’importanza di comprendere appieno le implicazioni di un concordato in appello e i limiti imposti dalla legge per eventuali successive impugnazioni.

Cos’è il concordato in appello?
Il concordato in appello è un accordo tra l’accusa e la difesa per stabilire la pena in secondo grado, evitando un processo completo e spesso ottenendo una sanzione più mite.

Quando si può ricorrere in Cassazione contro una sentenza di concordato in appello?
Si può ricorrere in Cassazione solo per vizi specifici, come problemi nella formazione dell’accordo, nel consenso del Pubblico Ministero o se la sentenza è difforme dall’accordo. Non si può ricorrere per motivi a cui si è rinunciato o per la determinazione della pena, a meno che questa non sia illegale.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Un ricorso dichiarato inammissibile comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, spesso, di una somma di denaro a favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Concordato in appello
Un accordo tra l'accusa (il Pubblico Ministero) e la difesa per definire la pena in appello, evitando un processo completo.
Inammissibile
Un atto legale che non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico alimentato dalle somme derivanti da multe e sanzioni pecuniarie in ambito penale.
Pena concordata
La sanzione penale stabilita tramite un accordo tra le parti processuali, anziché essere decisa unilateralmente dal giudice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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