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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile

Due donne, condannate per un reato di lieve entità legato a sostanze stupefacenti, hanno presentato ricorso in Cassazione. I loro ricorsi, incentrati sulla contestazione della responsabilità e sulla richiesta di attenuanti generiche, sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto che i motivi fossero una mera riproposizione di argomenti già respinti e che la valutazione dei giudici di merito sulla gravità del fatto e sulla congruità della pena fosse immune da vizi logici.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19477 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 19477/2024)

Attenuanti Generiche e Limiti del Ricorso in Cassazione: Analisi di un’Ordinanza

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, torna a pronunciarsi sui limiti del proprio sindacato in merito alla concessione delle attenuanti generiche e alla valutazione della congruità della pena. La decisione offre spunti importanti per comprendere quando un ricorso possa essere dichiarato inammissibile, specialmente in materia di reati legati agli stupefacenti.

I fatti del processo

Il caso riguarda due donne condannate in primo e secondo grado per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, seppur qualificato come fatto di lieve entità ai sensi dell’art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/90. Entrambe le imputate hanno deciso di impugnare la sentenza della Corte d’Appello, presentando ricorso per Cassazione.

I motivi del ricorso per Cassazione

Le difese hanno articolato diversi motivi di ricorso. La prima ricorrente lamentava la violazione di legge e il vizio di motivazione sia riguardo alla sussistenza degli elementi per la destinazione allo spaccio, sia per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La seconda ricorrente, invece, contestava la sua stessa affermazione di responsabilità, sostenendo una violazione delle norme sul concorso di persone nel reato e sui criteri di valutazione della prova. Inoltre, chiedeva il riconoscimento dell’attenuante della minima partecipazione al fatto e, anche lei, la concessione delle attenuanti generiche e una pena più mite.

La valutazione delle attenuanti generiche secondo i Giudici

Un punto centrale della decisione riguarda proprio le attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha confermato la correttezza della decisione dei giudici di merito nel negarle. La motivazione della Corte d’Appello, infatti, era stata chiara: la gravità del fatto e l’assenza di elementi positivi di valutazione non consentivano la concessione del beneficio.

La Suprema Corte ha colto l’occasione per ribadire un principio consolidato: ai fini del diniego delle attenuanti generiche, il giudice può limitarsi a considerare anche un solo elemento, tra quelli indicati dall’art. 133 del codice penale, che ritenga prevalente e sufficiente a giustificare la sua decisione. Pertanto, la valutazione sulla gravità del reato era, nel caso di specie, un argomento valido e non censurabile.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Di conseguenza, ha condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro ciascuna in favore della Cassa delle Ammende.

Le motivazioni

La Corte ha spiegato che i motivi di ricorso, in larga parte, erano una semplice riproposizione di doglianze già esaminate e correttamente respinte dalla Corte d’Appello con una motivazione congrua e priva di vizi logici. In particolare, per quanto riguarda la prima ricorrente, i motivi erano manifestamente infondati. Per la seconda, la Corte ha sottolineato come la sua partecipazione non fosse affatto marginale, avendo lei stessa noleggiato l’auto usata per il trasporto della droga, dimostrando così un interesse diretto nell’impresa criminale. La richiesta di una nuova valutazione della pena è stata giudicata inammissibile, poiché non è compito della Cassazione rivalutare la congruità della sanzione, a meno che non emerga un palese arbitrio o un’irragionevolezza manifesta, ipotesi escluse nel caso in esame.

Le conclusioni

Questa ordinanza è un chiaro monito sui limiti del ricorso per Cassazione. Non è una sede in cui si può ottenere una terza valutazione del merito dei fatti. I ricorsi che mirano a una riconsiderazione delle prove o della congruità della pena, senza evidenziare reali violazioni di legge o vizi logici macroscopici nella motivazione, sono destinati all’inammissibilità. La discrezionalità del giudice di merito, specialmente nella concessione delle attenuanti generiche, è ampia e può essere censurata solo in casi di palese irragionevolezza, confermando così la solidità dei principi che governano il giudizio di legittimità.

È possibile ottenere le attenuanti generiche anche se il fatto è considerato grave?
No, secondo questa ordinanza, la Corte di merito ha legittimamente negato le attenuanti generiche proprio in virtù della gravità del fatto e dell’assenza di altri elementi positivi di valutazione. Il giudice può basare la sua decisione anche su un solo elemento ritenuto prevalente, come la gravità del reato.

Un ricorso in Cassazione può essere utilizzato per chiedere una nuova valutazione della pena?
No, la Cassazione ha ribadito che la censura che mira a una nuova valutazione della congruità della pena è inammissibile, a meno che la determinazione della pena non sia frutto di mero arbitrio o di un ragionamento palesemente illogico, cosa che non è stata riscontrata nel caso di specie.

Quale tipo di contributo ad un reato esclude l’attenuante della minima partecipazione?
Nel caso esaminato, aver provveduto a noleggiare la vettura utilizzata per il trasporto dello stupefacente è stato considerato un apporto non marginale, ma funzionale all’impresa delittuosa, escludendo così il riconoscimento dell’attenuante della minima partecipazione (art. 114 c.p.).

Termini giuridici

Circostanze attenuanti generiche
Fattori non specificamente previsti dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, valutando la gravità del reato e la capacità a delinquere del colpevole, secondo i criteri dell'art. 133 del codice penale.
Ricorso inammissibile
Un'impugnazione che non può essere esaminata nel merito dalla Corte di Cassazione perché priva dei requisiti formali richiesti dalla legge o perché propone questioni di fatto o motivi non consentiti in quella sede.
Vizio di motivazione
Un difetto nella spiegazione logico-giuridica della sentenza, che la rende contraddittoria, illogica o carente su punti decisivi, e che può essere un valido motivo di ricorso per cassazione.
Cassa delle Ammende
Un ente pubblico finanziato con le somme derivanti da condanne pecuniarie, come quelle imposte in caso di ricorso inammissibile, che utilizza i fondi per progetti di reinserimento e miglioramento del sistema penitenziario.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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