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Assolto ma fa Ricorso: Inammissibile per Carenza di Interesse

Un imputato, già assolto in Appello dal reato di danneggiamento, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando proprio la formula assolutoria. La Suprema Corte ha dichiarato l’impugnazione inammissibile. Il principio sancito è quello della inammissibilità del ricorso per carenza di interesse: non si può impugnare una decisione per ottenere un risultato che è già stato concesso. L’imputato, infatti, chiedeva ciò che la Corte d’Appello gli aveva già riconosciuto, ovvero l’assoluzione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 12217 Anno 2023
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Pubblicato il 30 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 12217 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 12217/2023)

Ricorso in Cassazione: Inutile se Manca l’Interesse ad Agire

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale del nostro sistema processuale: l’inammissibilità del ricorso per carenza di interesse. La vicenda, apparentemente paradossale, offre uno spunto chiaro per comprendere quando un’impugnazione legale è destinata a fallire ancora prima di essere esaminata nel merito. Il caso riguarda un imputato che, dopo essere stato assolto da una delle accuse a suo carico, ha deciso comunque di presentare ricorso alla Suprema Corte, contestando proprio quella decisione a lui favorevole.

La Vicenda all’Origine della Decisione

I fatti iniziano con un procedimento penale per diversi reati, tra cui lesioni personali e danneggiamento. La Corte d’Appello, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, aveva assolto l’imputato dall’accusa di danneggiamento. Nonostante questo esito positivo, l’imputato ha scelto di proseguire la sua battaglia legale, presentando un ricorso per cassazione. L’obiettivo del suo ricorso era ottenere una pronuncia di assoluzione che, di fatto, aveva già ottenuto nel grado precedente. Questa mossa processuale ha portato la questione di fronte ai Giudici della Suprema Corte, chiamati a valutare non il merito della vicenda, ma la stessa ammissibilità del ricorso.

L’Inammissibilità del Ricorso per Carenza di Interesse: Un Concetto Chiave

Per poter presentare un ricorso o un appello, la legge richiede un ‘interesse ad agire’. Questo significa che la parte che impugna deve avere un vantaggio concreto e reale da ottenere dalla modifica della sentenza. Non è sufficiente un interesse puramente teorico o astratto. L’obiettivo deve essere quello di rimuovere un ‘pregiudizio’, ovvero un effetto negativo causato dalla decisione del giudice. Se una sentenza è già completamente favorevole su un determinato punto, come un’assoluzione piena, viene a mancare qualsiasi pregiudizio e, di conseguenza, qualsiasi interesse a impugnarla. Tentare di farlo è un’azione giuridicamente inutile.

Le motivazioni: perché il ricorso è stato respinto

La Corte di Cassazione ha applicato questo principio in modo netto e diretto. I giudici hanno osservato che il ricorrente stava chiedendo alla Corte di riconoscergli qualcosa che già possedeva: una sentenza di assoluzione per il reato di danneggiamento. La richiesta era, in sostanza, una copia di quanto già deciso dalla Corte d’Appello. Poiché non vi era alcun risultato migliorativo che l’imputato potesse ottenere, il suo interesse a ricorrere era inesistente. La legge processuale, attraverso l’articolo 591 del codice di procedura penale, sanziona queste situazioni con l’inammissibilità. Il ricorso è stato quindi fermato sul nascere, senza alcuna discussione sul contenuto delle accuse originarie.

Le conclusioni: l’esito pratico della vicenda

L’ordinanza della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Questa decisione ha avuto due conseguenze pratiche immediate per il ricorrente. In primo luogo, la sentenza di assoluzione della Corte d’Appello è diventata definitiva. In secondo luogo, e come conseguenza diretta dell’inammissibilità, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. Questo caso dimostra che un’impugnazione non è un diritto da esercitare indiscriminatamente, ma uno strumento che presuppone un obiettivo giuridico valido e concreto, la cui mancanza porta non solo al rigetto ma anche a ulteriori costi.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile per carenza di interesse?
Significa che il ricorso viene respinto senza essere esaminato nel merito, perché chi lo ha presentato non otterrebbe alcun vantaggio concreto da un’eventuale modifica della sentenza, come nel caso di chi impugna una propria assoluzione.

Si può fare ricorso contro una sentenza di assoluzione?
In linea generale, l’imputato non ha interesse a impugnare una sentenza che lo assolve con formula piena. L’interesse potrebbe sorgere solo se la formula assolutoria, pur liberandolo dall’accusa, potesse avere per lui altre conseguenze negative.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, la legge prevede che il ricorrente sia condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità del ricorso
La decisione con cui un giudice rifiuta di esaminare un'impugnazione perché priva dei requisiti minimi previsti dalla legge, senza entrare nel merito della questione.
Carenza di interesse
Mancanza di un vantaggio pratico, concreto e attuale che deriverebbe al ricorrente da una modifica della sentenza impugnata. È una causa di inammissibilità.
Ricorso per cassazione
L'ultimo grado di giudizio, dove la Corte Suprema non riesamina i fatti, ma controlla solo che la legge sia stata applicata correttamente dai giudici precedenti.
Dispositivo (P.Q.M.)
La parte finale e decisiva di una sentenza o ordinanza in cui il giudice enuncia il suo comando (es. condanna, assoluzione, inammissibilità).

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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