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Servitù di passaggio: validità dell’accordo scritto

La Corte d’Appello ha esaminato un caso relativo all’uso di una rampa di accesso ai garage. Sebbene la rampa fosse di proprietà esclusiva di alcuni condomini, la Corte ha confermato l’esistenza di una servitù di passaggio a favore degli altri. Tale diritto è stato riconosciuto sulla base di un accordo scritto, individuato nella sottoscrizione di una Denuncia di Inizio Attività (DIA), con cui le parti avevano concordato lo spostamento del tracciato per migliorare l’accesso comune.

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Riferimento Sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila n. 247/2026 del 04/03/2026 (App. L'Aquila n. 247/2026)

Servitù di passaggio: la firma sulla DIA vale come contratto?

La questione della servitù di passaggio in ambito condominiale è spesso fonte di accese liti, specialmente quando riguarda rampe di accesso o spazi di manovra necessari per raggiungere le autorimesse private. Una recente sentenza della Corte d’Appello ha chiarito un punto fondamentale: la natura di un bene e la validità dei diritti di transito su di esso.

La disputa sulla rampa e la servitù di passaggio

Il caso ha visto protagonisti alcuni proprietari che rivendicavano l’esclusività di una rampa di accesso al piano interrato, contestando ai vicini il diritto di attraversarla. Gli attori chiedevano infatti l’accertamento negativo di ogni peso sul loro fondo, sostenendo che l’area non fosse condominiale ma parte della loro proprietà privata.

In primo grado, il Tribunale aveva rigettato la domanda applicando la presunzione di condominialità. Tuttavia, i proprietari hanno impugnato la decisione, sottolineando come l’area fosse stata acquistata come bene esclusivo e che la destinazione all’uso comune fosse sorta solo in un momento successivo.

Proprietà esclusiva vs presunzione di condominialità

La Corte d’Appello ha parzialmente corretto l’analisi del primo giudice. È stato infatti chiarito che per stabilire se un bene sia condominiale ai sensi dell’art. 1117 c.c., occorre verificare che il collegamento funzionale con le unità immobiliari sussista già al momento della nascita del condominio. Se una rampa viene costruita su un fondo privato solo successivamente, la presunzione di proprietà comune non può operare automaticamente.

Nonostante il riconoscimento della proprietà privata, la Corte ha comunque confermato il diritto dei vicini a utilizzare il passaggio. Come è possibile?

Accordo scritto e servitù di passaggio: il valore della DIA

Il punto di svolta risiede nella forma scritta necessaria per costituire o modificare una servitù di passaggio. I giudici hanno rilevato che, anni prima, i proprietari avevano sottoscritto congiuntamente una Denuncia di Inizio Attività (DIA) per spostare la rampa originaria sul nuovo tracciato.

Secondo la giurisprudenza, la sottoscrizione di un atto amministrativo che esprime in modo inequivocabile la volontà negoziale delle parti di creare un diritto di transito soddisfa il requisito della forma scritta. In sostanza, firmando quel documento per risolvere antichi problemi di viabilità, i proprietari hanno acconsentito alla creazione di un peso sul proprio fondo a favore degli altri condomini.

Le motivazioni

I giudici hanno fondato la decisione sul principio per cui il requisito della forma scritta può ritenersi soddisfatto anche quando la volontà delle parti è contenuta in documenti distinti, purché vi sia un collegamento inscindibile tra essi. La sottoscrizione della relazione tecnica allegata alla DIA, che menzionava espressamente lo spostamento della rampa per migliorare l’ingresso ai garage dell’intero fabbricato, è stata considerata una manifestazione formale di volontà diretta a costituire la servitù di passaggio. Negare tale diritto oggi significherebbe andare contro un impegno contrattuale già assunto e formalizzato, rendendo inaccessibili i garage degli altri condomini.

Le conclusioni

Il provvedimento stabilisce che, sebbene un’area possa risultare formalmente di proprietà esclusiva nei registri immobiliari, gli accordi sottoscritti tra le parti anche in sede amministrativa possono limitare tale diritto. La tutela della proprietà deve quindi cedere di fronte a una servitù di passaggio legittimamente costituita per iscritto, garantendo l’utilità comune e la funzionalità dell’edificio condominiale. La negatoria servitutis è stata dunque rigettata, confermando il diritto dei residenti di continuare a utilizzare l’unica via di accesso ai propri locali.

È possibile costituire una servitù di passaggio tramite una pratica edilizia?
Sì, se la sottoscrizione di documenti come la DIA esprime in modo chiaro e inequivocabile la volontà negoziale delle parti di creare un diritto di transito, soddisfacendo così il requisito della forma scritta.

Cosa succede se una rampa condominiale viene spostata su un terreno privato?
Se lo spostamento è frutto di un accordo scritto tra le parti, si costituisce una servitù di passaggio sul nuovo tracciato a favore degli altri proprietari, anche se il terreno resta di proprietà esclusiva.

La presunzione di condominialità si applica a tutte le rampe d’accesso?
No, la presunzione opera solo se il bene era destinato all’uso comune sin dalla nascita del condominio; se il collegamento funzionale sorge successivamente, serve un titolo specifico come un contratto o un accordo scritto.

Termini giuridici

Negatoria servitutis
Azione legale con cui il proprietario di un bene chiede al giudice di dichiarare l'inesistenza di diritti pretesi da altri sulla sua proprietà.
Servitù prediale
Un peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a un diverso proprietario.
Condominialità
Presunzione legale per cui alcune parti di un edificio si considerano di proprietà comune tra tutti i condomini.
Uti domini
Espressione latina che indica il possesso o l'uso di un bene comportandosi come se si fosse il legittimo proprietario.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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