LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Servitù di passaggio: l’accordo verbale non cancella il rogito

Una società costruttrice ha contestato l’utilizzo di un tunnel e di una strada da parte di una società funiviaria, sostenendo che la modifica del tracciato della servitù di passaggio originaria fosse avvenuta senza atto scritto. La Corte d’Appello aveva ritenuto valido il nuovo percorso basandosi su accordi verbali e documenti collegati. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della società costruttrice, stabilendo che qualsiasi modifica del tracciato di una servitù di passaggio richiede obbligatoriamente la forma scritta a pena di nullità. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata, rinviando la causa alla Corte d’Appello per una nuova valutazione basata sul rispetto rigoroso della forma scritta.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 18137 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 15 giugno 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 18137 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 18137/2023)

La forma scritta nella servitù di passaggio

La gestione dei diritti reali sui beni immobili richiede sempre la massima attenzione, specialmente quando si parla di servitù di passaggio. Molto spesso, i proprietari di terreni confinanti modificano gli accordi originari in modo informale, convinti che una stretta di mano o un comportamento tollerato per anni sia sufficiente a rendere definitivo il cambiamento. Tuttavia, la legge italiana impone regole estremamente rigide per la costituzione e la modifica di questi diritti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito che non è possibile modificare il tracciato di un passaggio senza un atto scritto formale, annullando le decisioni dei giudici di merito che avevano ritenuto validi accordi verbali o comportamenti concludenti.

Il caso: il tunnel conteso tra la società costruttrice e l’azienda funiviaria

La vicenda nasce dal contrasto tra una società costruttrice, proprietaria di alcuni terreni, e una società funiviaria che gestiva un impianto di risalita. Inizialmente, un rogito notarile del 1991 aveva costituito una regolare servitù di passaggio su determinati mappali a favore della società funiviaria. Negli anni successivi, a causa dello sviluppo edilizio della zona e di vari frazionamenti dei terreni, le parti avevano realizzato un tunnel e una strada su un tracciato parzialmente diverso rispetto a quello originariamente stabilito nel rogito.

La società costruttrice ha quindi citato in giudizio l’azienda funiviaria, chiedendo che venisse accertata l’inesistenza di un valido diritto di passaggio sul nuovo tracciato e pretendendo la cessazione del transito, oltre al risarcimento per l’occupazione senza titolo di alcune aree destinate a parcheggio. La società funiviaria si è difesa sostenendo che il nuovo percorso era il frutto di un accordo esecutivo, sebbene non formalizzato in un unico contratto scritto, desumibile da una serie di documenti, faxes e progetti scambiati tra le parti e con il Comune.

La regola generale sulla modifica della servitù di passaggio

Il codice civile stabilisce che i contratti che costituiscono o modificano diritti reali immobiliari, come appunto la servitù di passaggio, devono essere stipulati per iscritto a pena di nullità. Questa regola risponde a un’esigenza di certezza dei rapporti giuridici e di tutela dei terzi acquirenti, i quali devono poter verificare nei registri immobiliari l’esatta estensione dei pesi che gravano sui beni che acquistano.

Nel caso specifico, i giudici di primo e secondo grado avevano ritenuto che la modifica del tracciato fosse valida perché derivante da un collegamento negoziale tra vari documenti scritti, tra cui planimetrie e comunicazioni, che dimostravano la volontà comune di spostare il passaggio nel tunnel. La Cassazione ha però ribaltato questo approccio, ricordando che il rigore formale non può essere superato da semplici interpretazioni di comportamenti o documenti non firmati congiuntamente con l’esplicita volontà di modificare il diritto reale.

Le motivazioni della sentenza sulla servitù di passaggio

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società costruttrice focalizzandosi sulla violazione delle norme sulla forma scritta dei contratti. I giudici di legittimità hanno chiarito che il trasferimento dell’esercizio di una servitù di passaggio in un luogo diverso da quello originario comporta una vera e propria modifica del contenuto del diritto. Di conseguenza, tale accordo deve rivestire necessariamente la forma scritta.

La Suprema Corte ha precisato che la forma scritta non deve per forza essere contenuta in un unico documento contrattuale, potendo risultare anche da testi separati. Tuttavia, è indispensabile che il giudice accerti l’esistenza di un collegamento inscindibile tra i diversi documenti, i quali devono essere tutti sottoscritti dalle parti e contenere in modo inequivocabile la volontà di modificare la servitù. Nel caso in esame, i giudici d’appello non avevano individuato alcun atto scritto sottoscritto da entrambi i proprietari che esprimesse chiaramente tale consenso, limitandosi a valorizzare un’operazione commerciale complessiva e accordi verbali poi eseguiti nei fatti.

Le conclusioni sul caso della servitù di passaggio

La decisione della Cassazione ristabilisce un principio fondamentale per la sicurezza delle transazioni immobiliari. Chiunque intenda modificare l’esercizio di una servitù di passaggio non può fare affidamento su intese verbali, progetti edilizi o comportamenti di tolleranza, ma deve formalizzare l’accordo tramite un atto scritto firmato da tutte le parti interessate.

La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d’Appello, la quale dovrà riesaminare la vicenda applicando il principio di diritto enunciato. La società costruttrice ottiene così una significativa vittoria, poiché l’azienda funiviaria non potrà invocare il diritto di passaggio sul nuovo tracciato in assenza di una prova scritta idonea, mentre sono state rigettate le altre richieste minori relative ai risarcimenti e alle spese per le barriere di protezione.

Si può modificare il percorso di una servitù di passaggio con un accordo verbale?
No, la legge prevede che qualsiasi modifica o costituzione di una servitù di passaggio debba essere stipulata per iscritto a pena di nullità.

È sufficiente uno scambio di lettere o progetti per modificare una servitù?
Solo se i documenti sono firmati da entrambe le parti e dimostrano in modo inequivocabile e inscindibile la volontà di variare il diritto reale.

Cosa succede se si utilizza un tracciato diverso senza un contratto scritto?
Il proprietario del terreno può richiedere in qualunque momento la cessazione del passaggio sul nuovo percorso, in quanto privo di un valido titolo giuridico.

Termini giuridici

Servitù prediale
Un diritto reale che consiste nel peso imposto sopra un terreno (fondo servente) per l'utilità di un altro terreno (fondo dominante) appartenente a un diverso proprietario.
Forma scritta ad substantiam
L'obbligo stabilito dalla legge di redigere un atto per iscritto (come un contratto o una scrittura privata) affinché sia valido e produca effetti giuridici.
Collegamento negoziale
Un legame tra due o più contratti diversi, che rimangono distinti ma sono coordinati tra loro per raggiungere un unico scopo economico complessivo.
Arricchimento senza causa
La situazione in cui un soggetto si arricchisce ingiustamente a danno di un altro, senza che vi sia una valida ragione giuridica che giustifichi lo spostamento di denaro o valore.
Rationes decidendi
Le ragioni e i motivi giuridici fondamentali su cui si basa la decisione del giudice all'interno di una sentenza.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)