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Sanzioni amministrative: illegittimi i limiti ZTL

Una società di trasporti ha impugnato diverse sanzioni amministrative ricevute per l’accesso alla ZTL lagunare. Il Comune limitava l’ingresso ai soli operatori autorizzati localmente, penalizzando quelli provenienti da altri territori. La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni, rilevando una discriminazione lesiva della concorrenza e un eccesso di potere regolamentare del Comune, che non può imporre restrizioni discriminatorie basate sulla provenienza geografica delle autorizzazioni.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 29725 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 29725/2023)

Sanzioni amministrative e ZTL: la Cassazione tutela la concorrenza

Il tema delle sanzioni amministrative legate all’accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) è spesso al centro di contenziosi tra operatori economici e amministrazioni locali. Recentemente, la Corte di Cassazione ha affrontato un caso emblematico riguardante la legittimità di regolamenti comunali che impongono restrizioni differenziate agli operatori di noleggio con conducente (NCC) in base all’ente che ha rilasciato l’autorizzazione.

Il caso delle sanzioni amministrative nella ZTL lagunare

La vicenda trae origine da una serie di verbali elevati dalla polizia municipale nei confronti di una società di trasporti e dei suoi conducenti. Le sanzioni erano state comminate per la violazione di un’ordinanza comunale che vietava l’accesso al centro storico e al Canal Grande in determinate fasce orarie. La particolarità del regolamento risiedeva nel fatto che tali limitazioni venivano applicate esclusivamente ai soggetti titolari di autorizzazioni rilasciate da Comuni diversi da quello lagunare. Gli operatori locali, al contrario, godevano di un regime di accesso molto più favorevole. Questa disparità di trattamento ha spinto la società a contestare le ordinanze-ingiunzioni, sostenendo la violazione dei principi di uguaglianza e di libera concorrenza.

La decisione della Suprema Corte sulle sanzioni amministrative

Dopo una sentenza di primo grado favorevole ai ricorrenti e una riforma totale in appello, la Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito la questione. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso, annullando le sanzioni amministrative. La Corte ha evidenziato come il potere regolamentare dei Comuni, pur essendo finalizzato alla tutela di interessi pubblici come la salvaguardia ambientale o la riduzione del moto ondoso, non possa tradursi in misure discriminatorie che alterano il mercato. La distinzione basata sulla provenienza territoriale dell’autorizzazione è stata giudicata priva di una base logica e giuridica valida, configurando un vero e proprio eccesso di potere.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sulla constatazione che la legge quadro statale (Legge 21/1992) e la normativa regionale non consentono ai Comuni di creare preclusioni all’accesso alla ZTL che favoriscano i propri autorizzati a discapito degli altri. Tale condotta viola l’articolo 3 della Costituzione sulla parità di trattamento e l’articolo 41 sulla libertà di iniziativa economica. Inoltre, è stato richiamato l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che aveva già segnalato come tali restrizioni costituissero distorsioni concorrenziali lesive per i soggetti operanti nel medesimo mercato. Il Comune, anziché limitarsi a regolare le modalità di svolgimento del servizio, ha introdotto barriere all’ingresso ingiustificate.

Le conclusioni

La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la tutela di interessi ambientali o monumentali non può giustificare la creazione di monopoli locali o regimi di favore per le imprese del territorio. Le sanzioni amministrative basate su regolamenti che discriminano gli operatori economici in base alla loro sede o alla provenienza del titolo abilitativo sono illegittime. Per le amministrazioni locali, ciò significa l’obbligo di ridisegnare le regole di accesso alle ZTL in modo equo e non discriminatorio, garantendo che ogni limitazione sia proporzionata e applicata uniformemente a tutti i professionisti del settore, indipendentemente dal Comune di appartenenza.

Un Comune può vietare l’accesso alla ZTL solo ai trasportatori autorizzati da altri enti?
No, tale distinzione crea una discriminazione ingiustificata tra operatori che offrono lo stesso servizio. La normativa deve garantire la parità di trattamento e la libera concorrenza nel mercato dei trasporti.

Cosa succede se un’ordinanza comunale limita la concorrenza per tutelare l’ambiente?
Se la limitazione non è strettamente correlata al servizio di trasporto ma persegue fini diversi in modo sproporzionato, l’atto è illegittimo. Il potere regolamentare del Comune non può superare i limiti imposti dalla legge statale e dai principi costituzionali.

È possibile annullare le sanzioni amministrative basate su regolamenti discriminatori?
Sì, il giudice può disapplicare i provvedimenti sanzionatori se derivano da norme locali che violano i principi di uguaglianza e libertà di iniziativa economica. La Cassazione conferma che la tutela della concorrenza è prevalente.

Termini giuridici

ZTL
Zona a traffico limitato, area urbana soggetta a restrizioni alla circolazione per motivi di interesse pubblico.
NCC
Noleggio con conducente, servizio di trasporto privato non di linea operato su autorizzazione.
Eccesso di potere
Vizio dell'atto amministrativo che persegue finalità diverse da quelle previste dalla legge.
Ordinanza-ingiunzione
Provvedimento con cui la pubblica amministrazione impone il pagamento di una sanzione pecuniaria.
Controricorso
Atto difensivo con cui la parte resistente risponde al ricorso presentato in Cassazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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