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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla servitù

I Ricorrenti hanno impugnato la decisione della Corte d’Appello che negava loro i diritti di passaggio carraio e pedonale su un fondo di proprietà della Controricorrente. Successivamente, i Ricorrenti hanno presentato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, a cui la Controricorrente ha aderito. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità dell’atto ai sensi dell’articolo 390 del codice di procedura civile, ha dichiarato l’estinzione del giudizio e ha compensato le spese di lite tra le parti, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della servitù di passaggio.

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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 16941 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 16941/2023)

Come funziona la rinuncia al ricorso per cassazione in una lite di vicinato

La risoluzione di una controversia immobiliare può avvenire anche prima che i giudici si pronuncino sul merito della questione. Questo accade spesso quando le parti decidono di trovare un accordo o di non proseguire l’azione legale. Nel caso in esame, i proprietari di un immobile hanno deciso di presentare una formale rinuncia al ricorso per cassazione per chiudere definitivamente una lunga disputa legata a una servitù di passaggio.

La vicenda nasce dalla richiesta di due cittadini, qualificabili come I Ricorrenti, che rivendicavano il diritto di transito pedonale e carraio su un terreno confinante. La proprietaria del fondo servente, ovvero La Controricorrente, si era opposta fermamente a questa pretesa. I giudici di merito avevano inizialmente negato l’esistenza di questo diritto di passaggio, vietando di fatto il transito ai Ricorrenti. Di fronte a questa decisione sfavorevole, questi ultimi avevano deciso di rivolgersi alla Suprema Corte.

L’accordo tra le parti e la rinuncia al ricorso per cassazione

Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, lo scenario è mutato. I Ricorrenti hanno depositato un atto ufficiale con cui hanno dichiarato di voler rinunciare all’impugnazione. La Controricorrente ha prontamente aderito a questa scelta, depositando a sua volta un atto di accettazione.

Questo comportamento dimostra come le parti abbiano preferito evitare un ulteriore prolungamento dei tempi processuali. La rinuncia al ricorso per cassazione rappresenta uno strumento giuridico preciso che consente di estinguere il processo quando viene meno l’interesse a coltivare la causa. L’accordo tra i contendenti ha permesso di definire la questione in modo consensuale, senza attendere una sentenza che avrebbe potuto confermare o ribaltare i precedenti verdetti.

Le motivazioni della decisione sull’estinzione del giudizio

I giudici della Suprema Corte hanno analizzato la documentazione presentata dai difensori delle parti. La rinuncia al ricorso per cassazione deve rispettare requisiti formali molto rigidi stabiliti dal codice di procedura civile. In particolare, l’atto deve essere sottoscritto dalle parti o dai loro difensori muniti di apposita procura speciale.

La Corte ha accertato che l’atto di rinuncia e la relativa adesione della controparte rispondevano perfettamente a tutti i requisiti di legge. Di conseguenza, i magistrati non hanno dovuto esaminare la fondatezza del diritto di passaggio carraio o pedonale. La presenza di una valida rinuncia impedisce al giudice di entrare nel merito della controversia, imponendo l’immediata chiusura del fascicolo processuale. I giudici hanno quindi preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite.

Le conclusioni sul caso della servitù di passaggio

La decisione della Corte di Cassazione ha sancito l’estinzione del giudizio, confermando l’efficacia della rinuncia al ricorso per cassazione. Questo esito comporta che la precedente sentenza della Corte d’Appello, che negava il diritto di passaggio ai Ricorrenti, diventa definitiva e non più impugnabile.

Per quanto riguarda le spese legali, la Corte ha applicato la regola della compensazione. Ciascuna parte dovrà quindi farsi carico dei costi del proprio avvocato, senza dover rimborsare le spese sostenute dalla controparte. Questa soluzione rispecchia la richiesta congiunta formulata dai contendenti nei loro atti di rinuncia e adesione. La vicenda si chiude così con un accordo procedurale che evita ulteriori spese e incertezze per entrambe le famiglie coinvolte.

Cosa succede se si rinuncia al ricorso per cassazione?
Il giudizio davanti alla Suprema Corte si estingue immediatamente e la sentenza impugnata di secondo grado diventa definitiva.

Chi paga le spese legali in caso di rinuncia concordata?
Se le parti concordano la rinuncia e l’adesione richiedendo la compensazione, ognuna paga le spese del proprio avvocato.

La rinuncia al ricorso richiede l’accettazione della controparte?
L’adesione della controparte è necessaria per evitare la condanna alle spese a carico del rinunciante e per chiudere consensualmente il processo.

Termini giuridici

Rinuncia al ricorso
La dichiarazione formale con cui la parte che ha avviato il giudizio in Cassazione decide di rinunciare alla prosecuzione della causa.
Estinzione del giudizio
La chiusura anticipata del processo senza che il giudice si pronunci sul merito della controversia.
Compensazione delle spese
Il provvedimento con cui il giudice stabilisce che ogni parte deve pagare i costi del proprio avvocato, senza rimborsi reciproci.
Servitù di passaggio
Il diritto di transitare sul terreno di proprietà di un'altra persona per accedere al proprio fondo.
Controricorso
L'atto scritto con cui la parte resistente si difende dalle contestazioni sollevate dal ricorrente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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