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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio

Un’Azienda Sanitaria, condannata a risarcire un dirigente per la mancata graduazione delle funzioni, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la successiva rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, ha portato la Corte a dichiarare l’estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito.

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Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 28266 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 28266/2023)

Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Analisi di un Caso di Estinzione del Giudizio

La rinuncia al ricorso è un istituto processuale che consente a una parte di porre fine a un contenzioso legale già avviato. Con l’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dirette di tale atto, in particolare quando interviene nel giudizio di legittimità. Il caso analizzato offre uno spunto pratico per comprendere come e perché un processo possa concludersi senza una decisione sul merito della questione, ma con una declaratoria di estinzione.

I Fatti di Causa: una Controversia Retributiva nel Settore Sanitario

La vicenda trae origine dalla domanda di un dirigente medico veterinario contro l’Azienda Sanitaria Provinciale datrice di lavoro. Il professionista lamentava un inadempimento contrattuale da parte dell’ente, consistente nella mancata attuazione delle procedure di graduazione delle funzioni dirigenziali e di ‘pesatura’ degli incarichi. Queste procedure erano indispensabili per determinare e corrispondere la parte variabile della sua indennità di posizione.

A fronte di tale omissione, il dirigente chiedeva il risarcimento del danno, quantificato in un importo mensile per un periodo di circa cinque anni.

Il Percorso Giudiziario fino alla Cassazione

Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello avevano dato ragione al dirigente. I giudici di merito avevano accertato l’inadempimento colpevole dell’Azienda Sanitaria, riconoscendo il diritto del professionista al risarcimento del danno conseguente. L’Azienda, soccombente in entrambi i gradi di giudizio, decideva quindi di impugnare la decisione della Corte d’Appello presentando ricorso per Cassazione, affidato a due motivi di diritto.

La Svolta del Procedimento: La Rinuncia al Ricorso

Il colpo di scena si è verificato in prossimità dell’udienza fissata davanti alla Suprema Corte. La stessa Azienda Sanitaria ricorrente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. Questo atto è stato seguito dall’accettazione da parte del dirigente medico, il controricorrente. Questo scambio di dichiarazioni ha cambiato radicalmente le sorti del processo, spostando l’attenzione della Corte dalla valutazione dei motivi di ricorso alla presa d’atto della volontà delle parti di non proseguire la lite.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, non entra nel merito della controversia originaria (ossia la questione retributiva), ma si concentra esclusivamente sulle conseguenze processuali della rinuncia. In primo luogo, i giudici verificano la ritualità della rinuncia, confermando che è stata redatta nelle forme previste dall’art. 390 del codice di procedura civile. Di conseguenza, applicando l’art. 391 dello stesso codice, la Corte dichiara formalmente l’estinzione del giudizio di cassazione.

In secondo luogo, la Corte affronta la questione delle spese legali. Poiché la rinuncia è stata accettata personalmente dalla parte controricorrente, la Corte non procede a una statuizione sulle spese, come previsto dal comma 4 dell’art. 391 c.p.c. Questo significa che, in assenza di un diverso accordo tra le parti, ciascuna sopporta le proprie spese legali per il giudizio di Cassazione.

Infine, la Corte chiarisce che non sussistono i presupposti per l’applicazione della sanzione del ‘doppio contributo unificato’ (art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002). Tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, improponibilità o inammissibilità del ricorso, e non, come nel caso di specie, quando il giudizio si estingue per rinuncia.

Le Conclusioni

L’ordinanza dimostra come la volontà delle parti possa determinare la fine di un processo anche nell’ultimo grado di giudizio. La rinuncia al ricorso, quando formalmente corretta e accettata, comporta l’estinzione del procedimento. Questo significa che la sentenza impugnata (in questo caso, quella della Corte d’Appello favorevole al dirigente) diventa definitiva a tutti gli effetti, non potendo più essere messa in discussione. La decisione della Cassazione, pur essendo di natura puramente processuale, sancisce la conclusione della controversia e consolida gli effetti della pronuncia di merito precedente.

Cosa succede se una parte rinuncia al ricorso in Cassazione?
Se la rinuncia viene redatta nelle forme previste dalla legge e viene accettata dall’altra parte, la Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del giudizio. Di conseguenza, la sentenza impugnata diventa definitiva.

In caso di rinuncia al ricorso, chi paga le spese legali?
Secondo l’ordinanza, se la rinuncia viene accettata personalmente dalla controparte, la Corte non deve decidere sulla ripartizione delle spese legali del giudizio di Cassazione. Le parti presumibilmente si accorderanno autonomamente o ciascuna sosterrà le proprie.

La rinuncia al ricorso comporta il pagamento del cosiddetto ‘doppio contributo unificato’?
No. La Corte ha chiarito che l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato si applica solo nei casi di rigetto, improponibilità o inammissibilità del ricorso, ma non in caso di estinzione del giudizio per rinuncia.

Termini giuridici

Rinuncia al ricorso
Atto formale con cui la parte che ha presentato un'impugnazione (ricorrente) dichiara di non voler più proseguire il giudizio, abbandonando la propria domanda.
Controricorrente
La parte che in un giudizio di Cassazione si difende dall'impugnazione presentata dal ricorrente.
Estinzione del giudizio
La cessazione del processo prima che si arrivi a una sentenza che decida nel merito della controversia, a causa di eventi come la rinuncia agli atti o l'inattività delle parti.
Adunanza camerale
Udienza che si svolge nella camera di consiglio del giudice, senza la presenza del pubblico, per decidere su questioni procedurali o di rito.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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