LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Fioriere sul passaggio: non è atto emulativo se lo spazio basta

La Corte di Cassazione ha stabilito che posizionare delle fioriere fisse su un’area soggetta a servitù di passaggio non costituisce un atto emulativo se viene lasciato uno spazio sufficiente (in questo caso, 120 cm) per il transito. Un proprietario aveva citato in giudizio i vicini, sostenendo che le fioriere rendessero il passaggio più scomodo. I giudici hanno respinto la sua richiesta, chiarendo che per configurare un atto emulativo è necessario dimostrare l’intento esclusivo di danneggiare, cosa che non è avvenuta. Poiché il passaggio rimaneva funzionale, l’azione dei vicini è stata considerata legittima e non finalizzata a creare un danno.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 aprile 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 7616 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 7616/2023)

Fioriere sul passaggio: quando un ostacolo non è un atto emulativo

I rapporti di vicinato sono spesso fonte di complesse questioni legali, specialmente quando riguardano diritti di passaggio. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato un caso emblematico, chiarendo i confini di quello che la legge definisce atto emulativo. La vicenda riguarda delle semplici fioriere, ma il principio di diritto stabilito è fondamentale per chiunque si trovi a gestire una servitù su una proprietà. La sentenza spiega che non ogni ostacolo o modifica costituisce un illecito, ma è necessario valutare l’intenzione di chi agisce e l’effettivo impatto sul diritto del vicino.

La vicenda: una servitù di passaggio ostacolata da fioriere

Il caso nasce dalla decisione di due proprietari di installare delle fioriere fisse sotto un portico. Quest’area, però, era gravata da una servitù di passaggio a favore del loro vicino. Quest’ultimo, sentendosi limitato nell’esercizio del suo diritto, ha deciso di portare la questione in tribunale. Secondo la sua tesi, le fioriere rappresentavano un ostacolo che rendeva il passaggio più difficile e scomodo, senza portare alcun beneficio reale ai proprietari del fondo.

Il vicino ha quindi chiesto al giudice di accertare la natura illegittima di questa azione e di condannare i proprietari a rimuovere le fioriere, oltre a risarcire i danni subiti. La sua richiesta si basava sull’idea che i vicini avessero agito non per un’reale utilità, ma al solo scopo di creargli un fastidio.

L’accusa: un presunto atto emulativo

Il cuore della disputa legale ruotava attorno al concetto di atto emulativo. Secondo il Codice Civile (art. 833), un proprietario non può compiere atti che non abbiano altro scopo se non quello di nuocere o recare molestia ad altri. In pratica, la legge vieta di abusare del proprio diritto di proprietà per danneggiare deliberatamente i vicini. Il proprietario del diritto di passaggio sosteneva proprio questo: le fioriere erano inutili per i vicini e servivano solo a ostacolarlo.

Egli lamentava che, a causa di questa delimitazione, il passaggio era diventato meno agevole. La sua azione legale mirava a dimostrare che l’installazione delle fioriere non rispondeva a nessuna esigenza pratica o estetica, ma nascondeva unicamente un’intenzione dispettosa.

Le motivazioni della Cassazione: perché non si tratta di atto emulativo

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici precedenti. I magistrati hanno spiegato in modo chiaro perché, in questo caso specifico, non si poteva parlare di atto emulativo. Il primo punto fondamentale è la prova dell’intenzione. Per configurare un atto emulativo, non basta che l’atto crei un fastidio; è necessario dimostrare che l’unico ed esclusivo scopo di chi lo compie sia quello di danneggiare. In questo caso, il vicino non è riuscito a fornire tale prova.

In secondo luogo, la Corte ha dato peso a un fatto oggettivo: le fioriere lasciavano libero uno spazio di 120 centimetri. Questa misura era stata ritenuta sufficiente in un precedente provvedimento e garantiva il passaggio. Le fotografie prodotte mostravano che era possibile transitare persino con mobili o un motociclo. Di conseguenza, l’esercizio della servitù, sebbene forse meno comodo di prima, non era stato impedito o reso eccessivamente difficile. L’azione dei proprietari, quindi, non era priva di una sua logica (delimitare lo spazio) e non aveva come unico fine il danno al vicino.

Le conclusioni: il vicino perde la causa e paga le spese

L’esito finale della vicenda è stato sfavorevole per chi aveva iniziato la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. Di conseguenza, la decisione della Corte d’Appello è diventata definitiva: le fioriere possono rimanere dove sono. Come previsto dal principio di soccombenza, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese legali sostenute dai vicini nel giudizio di Cassazione. Questa sentenza ribadisce che, nei rapporti di vicinato, non ogni fastidio è un illecito e che per vincere una causa basata sull’atto emulativo sono necessarie prove molto solide sull’intento esclusivamente dannoso della controparte.

Posso mettere vasi o fioriere in un’area dove un vicino ha un diritto di passaggio?
Sì, a condizione che non si agisca con l’unico scopo di danneggiare il vicino e che venga lasciato uno spazio sufficiente a garantire un passaggio comodo e agevole, come stabilito dalla legge o da accordi precedenti.

Cosa devo dimostrare per provare che l’azione del mio vicino è un atto emulativo?
Devi dimostrare due elementi: che l’atto del tuo vicino non gli porta alcuna utilità apprezzabile e che il suo unico ed esclusivo scopo è quello di crearti un danno o un fastidio.

Se un vicino restringe il mio passaggio, cosa posso fare?
È necessario raccogliere prove (foto, testimonianze) che dimostrino come l’ostacolo renda l’esercizio del passaggio più difficile o impossibile. Successivamente, è opportuno consultare un legale per valutare un’azione a tutela del proprio diritto di servitù.

Termini giuridici

Atto emulativo
Un atto compiuto dal proprietario di un bene che non ha alcuna utilità per sé, ma è realizzato con l'unico scopo di danneggiare o infastidire un'altra persona (ad esempio, un vicino).
Servitù di passaggio
Il diritto di una persona (proprietario del 'fondo dominante') di passare attraverso la proprietà di un'altra persona (proprietario del 'fondo servente') per accedere alla propria.
Ricorrente
La parte che presenta un ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la decisione di un tribunale di grado inferiore (come la Corte d'Appello).
Controricorrente
La parte che si difende in Cassazione, rispondendo al ricorso presentato dalla controparte e chiedendo la conferma della sentenza precedente.
Soccombenza
Il principio secondo cui la parte che perde la causa ('soccombente') è condannata a pagare le spese legali sostenute dalla parte che ha vinto.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)