LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto di Famiglia

Pagina 40 di 50

Assegno divorzile: motivi di ricorso inammissibili
Un ex marito ricorre in Cassazione contro la sentenza che conferma l'assegno divorzile di 1.200 euro a favore della ex moglie, lamentando vizi procedurali e una valutazione economica errata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarando i motivi inammissibili per il mancato rispetto dei principi di specificità e autosufficienza richiesti per l'impugnazione, ribadendo le differenze tra rito ordinario e rito camerale.
Continua »
Spese processuali: la Cassazione sul reclamo provvisorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19286/2023, ha stabilito che la Corte d'Appello, nel decidere un reclamo contro un provvedimento provvisorio emesso in una causa di divorzio, non può liquidare le spese processuali di quella fase. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva che conclude il giudizio. Il ricorso straordinario è stato ritenuto ammissibile solo per impugnare la statuizione illegittima sulle spese, in quanto idonea a formare cosa giudicata.
Continua »
Assegno divorzile: cura figlia disabile e impossibilità
La Cassazione conferma l'assegno divorzile a una donna che per anni si è dedicata alla cura della figlia gravemente disabile. La Corte ha ritenuto oggettiva la sua impossibilità di procurarsi redditi, valorizzando il suo contributo familiare e rigettando il ricorso dell'ex marito.
Continua »
Addebito separazione: quando il ricorso è inammissibile
Un marito, a cui era stato imputato l'addebito della separazione, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove, l'assegno di mantenimento e una condanna al risarcimento danni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile, ribadendo che in sede di legittimità non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti. La decisione sottolinea come i motivi di ricorso debbano essere specifici e focalizzati su violazioni di legge, non sulla ricostruzione della vicenda.
Continua »
Affido esclusivo: quando è legittimo secondo la Cassazione
Un padre ricorre in Cassazione contro la decisione di affidare il figlio in via esclusiva alla madre. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il giudizio si è basato su una perizia tecnica (CTU) che ha evidenziato l'inidoneità genitoriale del padre. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge, confermando la legittimità dell'affido esclusivo quando è nel preminente interesse del minore.
Continua »
Opposizione all’esecuzione: comproprietà e casa coniugale
La Corte di Cassazione chiarisce che il coniuge comproprietario può presentare opposizione all'esecuzione per il rilascio dell'ex casa coniugale, anche se il provvedimento di assegnazione è stato revocato con sentenza definitiva. Il diritto di comproprietà è infatti un titolo di godimento autonomo e poziore, non precluso dal giudicato formatosi sulla revoca dell'assegnazione, la quale si basa su presupposti diversi (l'interesse dei figli).
Continua »
Donazione diretta: bonifico bancario senza atto notarile
A seguito della morte di un uomo, i suoi eredi hanno agito in giudizio contro la compagna del defunto per ottenere la restituzione di ingenti somme di denaro trasferite tramite bonifico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che un bonifico di importo non modico, effettuato per spirito di liberalità, costituisce una donazione diretta. Tale atto, per essere valido, necessita della forma dell'atto pubblico, altrimenti è nullo e le somme devono essere restituite alla massa ereditaria. La Corte ha escluso che tali trasferimenti potessero essere considerati adempimento di un'obbligazione naturale.
Continua »
Simulazione donazione: prova e azione di riduzione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'erede legittimario, per tutelare la propria quota di riserva, può dimostrare una simulazione donazione con testimoni e presunzioni, agendo come terzo rispetto all'atto. Questa agevolazione probatoria sussiste anche se l'azione di riduzione non è diretta contro la donazione dissimulata, purché l'accertamento sia funzionale alla reintegrazione della legittima. La Corte ha cassato la sentenza di merito per aver omesso di pronunciarsi su una domanda che avrebbe potuto modificare l'asse ereditario.
Continua »
Possesso beni ereditari: figli conviventi esclusi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1551/2026, ha stabilito un principio fondamentale in materia di successioni. I figli che continuano a vivere nella casa familiare dopo il decesso di un genitore, insieme al genitore superstite titolare del diritto di abitazione, non si considerano nel possesso di beni ereditari ai sensi dell'art. 485 c.c. Di conseguenza, non diventano eredi puri e semplici se non compiono l'inventario entro tre mesi. La Corte ha chiarito che la loro permanenza è giustificata dal rapporto familiare e non da un atto di possesso sull'eredità, cassando la decisione della Corte d'Appello che li aveva invece ritenuti eredi e quindi responsabili dei debiti ereditari.
Continua »
Riconoscimento di debito: quando è condizionato?
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del riconoscimento di debito in un accordo tra ex coniugi. Se la restituzione di una somma è legata al ricavato della vendita di un immobile, non si tratta di un'obbligazione incondizionata, ma di un impegno subordinato all'effettiva disponibilità economica. La Corte ha rigettato il ricorso di una ex moglie che chiedeva 50.000 euro, poiché la vendita della casa comune non aveva generato un'eccedenza dopo l'estinzione del mutuo.
Continua »
Presunzione di gratuità: l’accordo tra coniugi prevale
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi professionali alla moglie, anch'essa avvocato, per un'attività di difesa svolta in suo favore. La moglie si è opposta invocando la presunzione di gratuità della prestazione, data la loro relazione coniugale e professionale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che questi avevano errato nel non considerare un accordo specifico tra le parti. Tale accordo, che prevedeva la restituzione delle spese legali liquidate dal terzo soccombente, costituiva un fatto decisivo in grado di superare la generica presunzione di gratuità.
Continua »
Consenso tacito prelievi: il silenzio vale assenso?
In una controversia tra coniugi relativa a prelievi da un conto cointestato, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul consenso tacito. Un marito aveva citato in giudizio la moglie per la restituzione di ingenti somme prelevate dal conto comune, sostenendo che eccedessero la quota di spettanza di quest'ultima. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato ritenuto che il silenzio del marito, protratto per sei anni pur essendo a conoscenza dei prelievi, unito ad altri elementi come la prosecuzione del rapporto familiare e l'uso continuato del conto da parte sua, costituisse una prova presuntiva sufficiente del suo consenso tacito alle operazioni.
Continua »
Comunione legale: beni IACP e giuramento in appello
La Corte di Cassazione si pronuncia sullo scioglimento di una comunione legale tra ex coniugi. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: un immobile acquistato da un ente di edilizia popolare (ex IACP) durante il matrimonio rientra nella comunione, anche se pre-assegnato al genitore di uno dei coniugi. Inoltre, viene dichiarata l'inammissibilità del giuramento decisorio deferito in appello dal difensore senza procura speciale, confermando il rigore formale richiesto per tale atto. Entrambi i ricorsi, principale e incidentale, sono stati respinti.
Continua »
Lavoro tra coniugi: prova rigorosa per la subordinazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2364/2026, ha stabilito che il lavoro tra coniugi si presume gratuito. Per dimostrare l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, il coniuge-lavoratore deve fornire una prova rigorosa della subordinazione, come un orario fisso, una retribuzione mensile e la soggezione al potere direttivo dell'altro coniuge. Nel caso di specie, una donna che lavorava nella gioielleria del marito separato non è riuscita a fornire tale prova, vedendosi negato il riconoscimento del rapporto di lavoro e le relative spettanze economiche.
Continua »
Abuso del processo: quando il ricorso è temerario
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una figlia contro gli eredi del padre per la restituzione di un immobile concesso in comodato. Il ricorso, basato su motivi già decisi o nuovi e infondati, è stato qualificato come abuso del processo, comportando per la ricorrente una condanna al risarcimento del danno per lite temeraria, oltre al pagamento delle spese legali.
Continua »
Comodato precario: figlio deve lasciare la casa?
La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito: il figlio adulto deve restituire la casa concessa in comodato precario dai genitori. Non rileva il suo stato di bisogno, poiché l'uso gratuito dell'immobile era un atto di generosità volontaria, non l'adempimento di un obbligo di mantenimento.
Continua »
Comodato familiare: quando si può riavere la casa?
Una madre concede al figlio l'uso della propria casa per viverci con la compagna, configurando un comodato familiare. Anni dopo, la madre chiede la restituzione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'occupazione del figlio è legittima. In un comodato familiare, il proprietario può riottenere l'immobile solo dimostrando un 'urgente e impreveduto bisogno', cosa che non è avvenuta nel caso di specie, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
Continua »
Fondo patrimoniale: quando è revocabile per figli?
Un soggetto costituisce un fondo patrimoniale con trasferimento di immobili a favore di parenti. Anni dopo, avendo avuto un figlio, ne chiede la revoca. La Cassazione chiarisce che se il fondo è per una famiglia già esistente, non è una donazione obnuziale irrevocabile, ma un atto di liberalità revocabile per sopravvenienza di figli.
Continua »
Vendita beni ereditari minori: l’autorizzazione
Il Tribunale di Milano ha autorizzato una madre, in qualità di esercente la responsabilità genitoriale esclusiva, alla vendita di un'autovettura caduta in successione e di proprietà pro quota dei figli minori. La decisione si fonda sulla necessità e convenienza dell'operazione, finalizzata al pagamento dei debiti ereditari. Il decreto stabilisce precise condizioni per l'utilizzo del ricavato, a tutela del patrimonio dei minori, confermando l'importanza del controllo giudiziale nella gestione di una eredità accettata con beneficio di inventario, in particolare per la vendita beni ereditari minori.
Continua »
Giudicato esterno: la prova in Cassazione
In una causa di divisione immobiliare tra ex coniugi, la Corte di Cassazione affronta la questione cruciale della prova del giudicato esterno. L'ordinanza interlocutoria rimette alla pubblica udienza il dibattito sulla possibilità per il giudice di rilevare d'ufficio un giudicato, anche in assenza della certificazione formale, per evitare sentenze contrastanti. La controversia nasce dal rigetto, in appello, di una sentenza prodotta come prova perché priva dell'attestazione di passaggio in giudicato.
Continua »