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Diritto di Famiglia

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Accertamento età minore straniero: documento vince
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale per l'accertamento età minore straniero non accompagnato. Un documento anagrafico, anche se suscita dubbi, ha la priorità sull'esame medico. Quest'ultimo è considerato 'extrema ratio'. Se il dubbio sull'età persiste, deve prevalere la presunzione di minore età. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva privilegiato l'esito di un accertamento socio-sanitario rispetto a un documento di nascita presentato dal ragazzo, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Delibazione sentenza ecclesiastica: No se l’altro ignora
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15142/2023, ha negato la delibazione di una sentenza ecclesiastica di nullità matrimoniale. La decisione si fonda sulla violazione dell'ordine pubblico, in quanto la moglie non era a conoscenza della condizione apposta dal marito alla validità del matrimonio (un futuro cambiamento del suo comportamento). La Corte ha ribadito che la tutela della buona fede e dell'affidamento incolpevole dell'altro coniuge è un principio fondamentale che osta al riconoscimento della sentenza canonica, se la riserva mentale non è stata manifestata o resa conoscibile.
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Dichiarazione di adottabilità: contraddittorio essenziale
Un padre, detenuto, si oppone alla dichiarazione di adottabilità dei suoi figli. La madre è assente. La Corte di Cassazione annulla la decisione per vizi procedurali: la madre, parte necessaria del processo, non è stata coinvolta nel giudizio di appello (mancata integrazione del contraddittorio). Inoltre, la Corte ha ritenuto invalide le ragioni per cui era stata respinta la richiesta del padre di riconoscere la paternità di uno dei figli e ha giudicato la motivazione sullo stato di abbandono troppo generica.
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Obbligo mantenimento ascendenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma l'obbligo di mantenimento degli ascendenti (nonni) nei confronti della nipote, a fronte del persistente e volontario inadempimento del padre, resosi irreperibile, e delle insufficienti capacità economiche della madre. L'ordinanza chiarisce che tale obbligo non è una surroga di quello paterno, ma una responsabilità sussidiaria che scatta quando entrambi i genitori non sono in grado di provvedere pienamente alle esigenze del minore. Pertanto, l'obbligo mantenimento ascendenti è stato ritenuto operante.
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Addebito separazione malattia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la malattia psichiatrica di un coniuge non esclude automaticamente l'addebito della separazione. Con l'ordinanza 10711/2023, ha cassato la decisione di merito che negava l'addebito a una moglie affetta da disturbo bipolare, ritenendo che il giudice debba sempre valutare concretamente la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La mera diagnosi non basta a giustificare comportamenti contrari ai doveri coniugali, specialmente se violenti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Indennità di accompagnamento e assegno di mantenimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10423/2023, ha stabilito che l'erogazione dell'indennità di accompagnamento in favore del figlio disabile non costituisce una circostanza idonea a giustificare la riduzione dell'assegno di mantenimento a carico del genitore. Tale prestazione ha natura assistenziale e non reddituale, essendo finalizzata a coprire le spese straordinarie legate alla disabilità e non a sollevare i genitori dai loro obblighi di mantenimento ordinario.
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Donazione modale: quando esclude l’obbligo alimentare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella contro il fratello, confermando che quest'ultimo non era tenuto a versare gli alimenti alla vedova del padre. La decisione si basa sul principio della donazione modale: poiché i beni ricevuti in donazione erano gravati da debiti di valore superiore, il valore netto della liberalità era negativo, annullando così l'obbligo alimentare previsto dalla legge.
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Assegno divorzile: contano anche i patrimoni nascosti
La Cassazione ha stabilito che per il calcolo dell'assegno divorzile si deve considerare l'intero patrimonio dell'ex coniuge, incluse partecipazioni societarie e immobili, non solo il reddito dichiarato. La Corte ha accolto il ricorso di una ex moglie, che lamentava la mancata valutazione della reale capacità economica del marito, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando per una nuova valutazione.
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Assegno divorzile compensativo: quando non è dovuto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9512/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di assegno divorzile compensativo. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso l'assegno a una ex coniuge, senza prima verificare se il suo cospicuo patrimonio personale, accumulato durante il matrimonio, fosse stato formato con i redditi dell'altro coniuge. In tal caso, il suo contributo alla vita familiare sarebbe già stato compensato, escludendo il diritto all'assegno.
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Stato di abbandono: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che dichiarava l'adottabilità di alcuni minori. La decisione si fonda sulla mancata valutazione, da parte del giudice di merito, dei significativi miglioramenti nelle condizioni di vita dei genitori (nuova casa, lavoro stabile) e del forte legame affettivo con i figli. La Suprema Corte ha ribadito che lo stato di abbandono, presupposto per l'adottabilità, deve essere accertato con una valutazione attuale e prognostica, non basata solo su difficoltà passate, e che la dichiarazione di adottabilità rappresenta una soluzione estrema da adottare solo quando ogni tentativo di recupero della capacità genitoriale è fallito.
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Spese legali nel reclamo: la Cassazione chiarisce
In un caso di divorzio, la Corte di Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello non può decidere sulle spese legali nel reclamo contro un'ordinanza provvisoria. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva. L'ordinanza che condannava il marito al pagamento delle spese è stata annullata perché i provvedimenti provvisori sono di natura cautelare e la liquidazione delle spese deve attendere la conclusione del giudizio di primo grado.
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Assegno divorzile: no a spesa per ristrutturazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo economico di un coniuge per la ristrutturazione della casa coniugale, di proprietà esclusiva dell'altro, rientra nei doveri di solidarietà familiare. Tale spesa, da sola, non è sufficiente a giustificare il riconoscimento di un assegno divorzile con funzione compensativa, per il quale è necessaria la prova di specifici sacrifici professionali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Assegno divorzile: quando spetta? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9014/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex marito contro la corresponsione di un assegno divorzile all'ex moglie. La Corte ha ribadito che l'assegno ha una funzione compensativa e perequativa per i sacrifici professionali fatti durante il matrimonio. Inoltre, ha chiarito che l'accoglimento di una domanda per un importo inferiore a quello richiesto non configura una soccombenza reciproca, pertanto le spese legali restano a carico della parte che ha perso la causa.
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Giurisdizione minori: residenza abituale prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 663/2023, ha stabilito che in materia di responsabilità genitoriale per minori con doppia cittadinanza, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato di residenza abituale dei bambini. Questo criterio, basato sul principio di vicinanza e sull'interesse superiore del minore, è inderogabile e non può essere modificato neanche con il consenso dei genitori. La Corte ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente affermato la giurisdizione italiana in un caso di separazione riguardante minori residenti negli Stati Uniti, chiarendo che le norme della Convenzione dell'Aja del 1961 prevalgono.
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Consenso del minore: quando è necessario per la paternità
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle azioni per la dichiarazione giudiziale di paternità, il consenso del minore che ha compiuto 14 anni è una condizione imprescindibile per la prosecuzione del giudizio. In un caso in cui una minore ha raggiunto tale età prima del ricorso in Cassazione, i giudici hanno annullato la decisione d'appello, rimandando il caso al giudice del merito affinché acquisisca il necessario consenso del minore, ritenendolo un requisito di procedibilità che deve essere verificato d'ufficio.
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Riconoscimento figlio e mantenimento dalla nascita
Una madre si è opposta al riconoscimento del figlio da parte del padre, adducendo un possibile pregiudizio per il minore a causa delle caratteristiche morali del genitore. La Corte di Cassazione ha respinto tale opposizione, stabilendo che il diritto alla bigenitorialità può essere sacrificato solo in casi di danno grave e irreparabile per il bambino. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo al mantenimento, chiarendo che l'obbligo economico del padre decorre dalla nascita del figlio, e non dalla data della sentenza di riconoscimento, garantendo alla madre il diritto di regresso per le spese sostenute.
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Assegno divorzile: no alla revoca per fatti noti
Un ex-marito ha chiesto la revoca dell'assegno divorzile a favore dell'ex-moglie, motivandola con la stabile convivenza di quest'ultima con un nuovo partner. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la modifica delle condizioni di divorzio è possibile solo per fatti nuovi, sopravvenuti dopo la sentenza. Poiché la convivenza era una circostanza già nota e considerata dalle parti nel loro accordo di divorzio del 2014, non può essere usata come motivazione per la revoca dell'assegno. La decisione sottolinea la stabilità degli accordi presi in sede di divorzio.
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Ascolto del minore: obbligatorio se passa tempo
In un caso di affidamento conteso, una madre si era vista revocare la custodia a favore del padre a causa di comportamenti ostruzionistici. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione perché la Corte d'Appello non aveva proceduto a un nuovo ascolto del minore, all'epoca di 9 anni, ritenendo sufficiente un'audizione avvenuta due anni prima. La Suprema Corte ha ribadito che l'ascolto del minore è un adempimento fondamentale, la cui omissione ingiustificata rende nulla la sentenza, specialmente quando il tempo trascorso ha inevitabilmente mutato la percezione e la maturità del bambino.
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Azione revocatoria: accordi di separazione a rischio
Una coppia effettua trasferimenti immobiliari nell'ambito di un accordo di separazione. Successivamente, la società del marito fallisce e il curatore avvia un'azione revocatoria per annullare tali trasferimenti. La Corte di Cassazione conferma che questi atti, pur essendo parte di un accordo omologato, non sono immuni dalla revocatoria se pregiudicano i diritti dei creditori. La consapevolezza del debitore dello stato di insolvenza è stata determinante per la decisione di annullare i trasferimenti, considerati atti a titolo gratuito volti a sottrarre beni alla garanzia dei creditori.
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Assegnazione casa familiare: l’interesse del minore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5738/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di assegnazione casa familiare. La revoca del godimento dell'immobile non può essere una conseguenza automatica dell'affido condiviso con frequentazione paritetica del minore. I giudici devono fornire una motivazione puntuale e rigorosa, basata esclusivamente sul preminente interesse del figlio a conservare il proprio habitat, specialmente se in tenera età. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva revocato l'assegnazione alla madre senza una specifica valutazione del benessere del minore.
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