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Destituzione del notaio: lo stop punisce gli atti preparatori

Un pubblico ufficiale subisce un procedimento disciplinare per aver svolto attività istruttorie durante un periodo di sospensione dall’esercizio della professione. Nello specifico, il professionista estrae cinquemila visure ipocatastali sostenendo ingenti costi, poi utilizzate da altri colleghi per stipulare rogiti. Gli organi disciplinari dispongono la destituzione del notaio. Il professionista ricorre sostenendo che la semplice consultazione dei registri non costituisca esercizio tipico della funzione notarile riservata e chiedendo una sanzione pecuniaria minore. La Corte di Cassazione respinge integralmente il ricorso e conferma la massima sanzione. I giudici affermano che la funzione notarile comprende ogni atto preparatorio e prodromico alla stipula. L’esecuzione sistematica di tali verifiche elude il divieto e vanifica la sanzione. Il professionista perde definitivamente il proprio ufficio e deve rifondere le spese processuali.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 25537 Anno 2026
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Pubblicato il 27 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 25537 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 2 n. 25537/2026)

Destituzione del notaio per attività durante la sospensione

La destituzione del notaio costituisce la sanzione più severa dell’ordinamento disciplinare di categoria. Questa misura estrema interviene quando il professionista viola doveri fondamentali e compromette la pubblica fede. La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda di un professionista già sottoposto a sospensione disciplinare. Durante il blocco, il soggetto ha continuato a gestire pratiche immobiliari. L’estrazione massiva di documenti catastali ha svelato una cooperazione continuativa con altri colleghi. Tale condotta ha innescato un nuovo giudizio disciplinare con esito drastico.

La vicenda trae origine da una serie di accertamenti ispettivi promossi dall’ordine territoriale. Il consiglio notarile ha rilevato anomalie evidenti nella gestione dello studio durante la misura interdittiva. Il titolare sospeso ha acquisito cinquemila visure ipotecarie e catastali presso l’Agenzia delle Entrate. Questa operazione ha comportato esborsi documentati per oltre trentacinquemila euro. Molti colleghi hanno successivamente utilizzato questi dati per redigere atti notarili di compravendita e mutuo. Il professionista ha sostenuto spese rilevanti senza giustificare la provenienza degli incarichi né la fatturazione attiva.

Le verifiche immobiliari e il divieto di operare

Il professionista incolpato ha tentato di difendersi sminuendo la portata delle proprie azioni. La difesa ha sostenuto che l’estrazione di visure ipocatastali non integri l’esercizio della funzione notarile tipica. Chiunque può consultare i pubblici registri catastali e immobiliari senza possedere il titolo di notaio. Secondo questa tesi, il comportamento costituiva al massimo una violazione amministrativa minore punibile con una modesta sanzione pecuniaria. Il ricorrente ha inoltre contestato la regolarità delle indagini e ha eccepito conflitti di interesse tra i membri del consiglio distrettuale.

I giudici hanno disatteso ogni eccezione procedurale sollevata dal professionista. Gli organi inquirenti possono delegare accertamenti e acquisire prove documentali nel rispetto del contraddittorio. Inoltre, le regole sulla ricusazione e sull’astensione si applicano ai giudici della commissione regionale e non ai membri dell’organo promotore. L’assenza di contestazioni puntuali sui dati fattuali ha confermato l’esistenza di un servizio organizzato a favore di altri studi.

Le motivazioni: la destituzione del notaio per atti preparatori

Le motivazioni della Suprema Corte chiariscono i confini dell’esercizio delle funzioni vietate. Il divieto di operare durante la sospensione copre l’intero arco della prestazione professionale. La funzione notarile non si esaurisce nella redazione materiale del rogito o nella pubblica sottoscrizione. La legge include tutte le attività prodromiche, preparatorie e successive alla stipula. Lo studio delle pratiche, la visura dei titoli e l’ispezione ipotecaria formano parte integrante del ministero notarile.

Consentire al notaio sospeso di svolgere indagini preventive vanificherebbe l’effetto punitivo della sanzione. Il professionista potrebbe preparare le pratiche in anticipo o rifornire altri studi traendone vantaggio economico. Nel caso in esame, cinquemila visure rappresentano un volume d’affari incompatibile con una gestione passiva. Il notaio ha cooperato attivamente alla stipula di atti altrui creando una struttura parallela. Questa condotta elude il provvedimento di sospensione e realizza un abuso manifesto. Non trova applicazione la sanzione pecuniaria lieve, riservata soltanto al rilascio formale di copie o estratti di vecchi atti già a repertorio. L’ampiezza dell’elusione giustifica appieno la misura espulsiva.

Le conclusioni: la perdita definitiva dell’ufficio notarile

Le conclusioni della pronuncia confermano il rigetto del ricorso e la definitiva espulsione del professionista dai ruoli. La Suprema Corte ha convalidato la legittimità della destituzione e ha condannato il ricorrente alla rifusione delle spese legali. Chi riceve una sanzione disciplinare deve astenersi da qualunque segmento operativo connesso alla professione. L’interdizione impedisce sia la firma pubblica sia le indagini catastali preparatorie.

La decisione fissa un principio severo a presidio della trasparenza e della correttezza professionale. I giudici ribadiscono che i vincoli deontologici proteggono la dignità del ministero notarile e l’affidamento dei cittadini. La violazione sistematica dei divieti comporta l’irrogazione della massima pena disciplinare senza possibilità di sconti o attenuanti generiche.

Quali attività rientrano nel divieto di esercizio delle funzioni notarili durante una sospensione?
Il divieto copre non soltanto la stipula formale degli atti, ma anche tutte le attività preparatorie, prodromiche e successive, comprese le visure ipotecarie e catastali finalizzate ai rogiti.

Perché le semplici visure catastali possono causare la destituzione del notaio sospeso?
Le visure catastali, se estratte in modo massivo e sistematico a beneficio di atti rogati da colleghi, integrano una cooperazione vietata e configurano un esercizio mascherato della professione.

È possibile applicare una semplice sanzione pecuniaria per le indagini svolte durante la sospensione?
La sanzione pecuniaria si applica esclusivamente al rilascio di copie o certificazioni di vecchi atti già repertoriati, mentre l’attività istruttoria per nuove stipule comporta la destituzione.

Termini giuridici

Destituzione
Sanzione disciplinare massima che comporta la cessazione definitiva dall'esercizio della professione e la perdita del relativo status.
Sospensione disciplinare
Misura temporanea che vieta al professionista di esercitare le proprie funzioni e di compiere qualsiasi attività collegata all'ufficio.
Attività prodromica
Insieme di atti e verifiche preparatorie necessari prima di addivenire alla firma o alla conclusione formale di un contratto.
Ricusazione
Richiesta formale con cui una parte domanda la sostituzione di un giudice o componente giudicante per motivi di parzialità o incompatibilità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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