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Attività prodromica

Definizione

Un'azione preparatoria che precede e serve a rendere possibile un'attività successiva e più complessa. In questo caso, l'identificazione di un telefono è prodromica a una eventuale intercettazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cantiere chiuso ed obbligo di repêchage: recesso illegittimo
Un lavoratore impugna un licenziamento verbale e un successivo licenziamento scritto per chiusura di cantiere, chiedendo anche straordinari e ferie non godute. L'Azienda eccepisce dimissioni di fatto e deduce l'impossibilità di ricollocazione. I giudici confermano l'inefficacia della prima risoluzione per violazione della forma scritta e dichiarano illegittimo il secondo recesso: la sola cessazione dell'appalto non esonera dall'obbligo di repêchage su tutta la rete aziendale, inclusa l'offerta di mansioni inferiori. Tuttavia, la Corte d'Appello accoglie parzialmente il ricorso del datore riducendo le differenze retributive, poiché la pausa pranzo non rientra nell'orario lavorativo. Il lavoratore ottiene le indennità risarcitorie e i compensi ricalcolati, mentre l'impresa deve rifondere le spese di lite.
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Destituzione del notaio: lo stop punisce gli atti preparatori
Un pubblico ufficiale subisce un procedimento disciplinare per aver svolto attività istruttorie durante un periodo di sospensione dall'esercizio della professione. Nello specifico, il professionista estrae cinquemila visure ipocatastali sostenendo ingenti costi, poi utilizzate da altri colleghi per stipulare rogiti. Gli organi disciplinari dispongono la destituzione del notaio. Il professionista ricorre sostenendo che la semplice consultazione dei registri non costituisca esercizio tipico della funzione notarile riservata e chiedendo una sanzione pecuniaria minore. La Corte di Cassazione respinge integralmente il ricorso e conferma la massima sanzione. I giudici affermano che la funzione notarile comprende ogni atto preparatorio e prodromico alla stipula. L'esecuzione sistematica di tali verifiche elude il divieto e vanifica la sanzione. Il professionista perde definitivamente il proprio ufficio e deve rifondere le spese processuali.
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Regime PEX e attività commerciale: no alle esenzioni facili
Un'Azienda vende le quote di una società partecipata ottenendo un consistente guadagno e applica lo sconto fiscale previsto dal regime PEX e attività commerciale per non pagare le imposte sulla plusvalenza. L'Amministrazione Finanziaria contesta il beneficio, sostenendo che la società ceduta non svolgesse un'effettiva attività d'impresa nei tre anni precedenti, ma soltanto atti preparatori ed edilizi mai completati. Dopo decisioni contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Fisco. I giudici stabiliscono che la semplice stipula di convenzioni o l'ottenimento di licenze non bastano per ottenere l'esenzione. Serve un'attività commerciale concreta e continuativa. La sentenza favorevole all'Azienda viene annullata e la vicenda dovrà essere riesaminata.
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Rilevamento impronte digitali: condanna per furto valida
Un uomo, condannato per furto aggravato grazie a una prova basata su un'impronta, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva la nullità della condanna perché il rilevamento impronte digitali, a suo dire un 'atto irripetibile', era avvenuto senza le garanzie per la difesa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: l'attività di raccolta e fissazione delle impronte sulla scena del crimine è una semplice operazione di messa in sicurezza della prova. Non rientra tra gli accertamenti tecnici irripetibili, che richiedono procedure complesse. La condanna è quindi definitiva.
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Utilizzo IMSI Catcher: Legale anche senza autorizzazione del Giudice
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso relativo all'utilizzo dell'IMSI Catcher nelle indagini per traffico di stupefacenti. Un indagato, sottoposto a custodia cautelare in carcere, contestava la validità degli indizi raccolti tramite questo strumento, sostenendo che fosse necessaria un'autorizzazione del giudice, come per le intercettazioni. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'utilizzo IMSI Catcher per la sola finalità di identificare i dispositivi telefonici presenti in una zona non è un'intercettazione di comunicazioni. Si tratta di un'attività investigativa preliminare, di osservazione e pedinamento elettronico, che rientra nei poteri della polizia giudiziaria e non richiede un decreto autorizzativo del giudice. Di conseguenza, gli elementi raccolti sono stati considerati pienamente utilizzabili per giustificare la misura cautelare.
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Bozza di atto e lite: la responsabilità del notaio è esclusa
Una coppia di acquirenti cita in giudizio un notaio, chiedendo un risarcimento. Sostengono che la bozza di un atto di vendita, predisposta dal professionista per un immobile con irregolarità edilizie, abbia causato una lite con la società venditrice. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che la responsabilità professionale del notaio non sorge per la semplice attività preparatoria, come la stesura di una minuta, se poi non segue la stipula dell'atto definitivo (rogito). Il dovere di consiglio del notaio è legato alla prestazione professionale effettivamente svolta, che in questo caso non si è mai concretizzata.
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