LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Cumulo pensione e reddito da lavoro: stop ai divieti dell’ente

Il Pensionato, un giornalista professionista, ha contestato le trattenute effettuate dall’Ente Previdenziale sulla sua pensione a partire dal 2016. L’ente applicava un divieto assoluto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro, previsto dal proprio regolamento interno. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che all’ente previdenziale dei giornalisti, in quanto gestore di una previdenza sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria, si applica la stessa disciplina di totale cumulabilità prevista per la generalità dei lavoratori dipendenti (INPS). Di conseguenza, il divieto regolamentare interno deve essere disapplicato.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 17 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 24932 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 24932/2023)

Il diritto al cumulo pensione e reddito da lavoro per i giornalisti

Un importante pronunciamento della Corte di Cassazione fa chiarezza sui limiti dei regolamenti degli enti previdenziali privatizzati. La sentenza analizza il caso di un giornalista pensionato che ha subito trattenute sulla propria pensione a causa dello svolgimento di attività lavorativa. La Suprema Corte ha stabilito che il cumulo pensione e reddito da lavoro deve essere garantito anche agli iscritti alle casse professionali sostitutive, superando i divieti interni imposti dagli enti. Questa decisione rappresenta una svolta per la tutela dei diritti previdenziali dei professionisti dell’informazione.

Il caso del giornalista e il divieto imposto dall’ente previdenziale

Il Giornalista ha contestato le trattenute operate dall’Ente Previdenziale sulla sua pensione di vecchiaia. L’istituto di previdenza dei giornalisti applicava un articolo del proprio regolamento interno che vietava in modo assoluto la contemporanea percezione della pensione e di redditi da lavoro. I giudici di merito, in primo e secondo grado, avevano dato ragione all’ente previdenziale. Secondo la Corte d’Appello, l’ente godeva di un’autonomia tale da poter decidere autonomamente i requisiti di erogazione delle prestazioni per garantire l’equilibrio di bilancio. Il Giornalista ha quindi proposto ricorso in Cassazione per far valere i propri diritti, ritenendo ingiusta la penalizzazione economica subita rispetto agli altri lavoratori pensionati.

La natura sostitutiva della previdenza dei giornalisti

La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti. I giudici di legittimità hanno ricordato che l’ente previdenziale dei giornalisti, nonostante la sua natura di fondazione privata, gestisce una forma di previdenza sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria. Questa particolare natura differenzia l’istituto dalle altre casse dei liberi professionisti. L’ente svolge infatti funzioni pubbliche e riceve anche finanziamenti dallo Stato. Per questo motivo, la disciplina delle sue prestazioni deve coordinarsi strettamente con le regole generali del sistema previdenziale pubblico. L’autonomia dell’ente non può giustificare la creazione di un regime previdenziale totalmente separato e penalizzante per gli iscritti.

Le motivazioni della sentenza sul cumulo pensione e reddito da lavoro

La Suprema Corte ha fondato la decisione sulla parificazione tra il regime previdenziale generale e quello sostitutivo dei giornalisti. La legge statale ha eliminato i limiti al cumulo pensione e reddito da lavoro per la generalità dei lavoratori iscritti all’INPS. Questa liberalizzazione si applica automaticamente anche ai trattamenti pensionistici erogati dalle forme di previdenza sostitutive. L’autonomia regolamentare dell’ente previdenziale non è assoluta e non può tradursi in un potere svincolato dalle leggi dello Stato. I regolamenti interni non possono introdurre un trattamento peggiorativo per gli iscritti rispetto a quello previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti. Di conseguenza, il giudice deve disapplicare la norma regolamentare interna che vieta il cumulo. L’equilibrio di bilancio dell’ente non può essere perseguito attraverso la compressione di diritti soggettivi perfetti garantiti dalla legge nazionale.

Le conclusioni sul cumulo pensione e reddito da lavoro

La decisione della Cassazione stabilisce un principio fondamentale di uguaglianza e tutela per tutti i lavoratori. L’accoglimento del ricorso del Giornalista comporta l’annullamento della sentenza d’appello e il rinvio della causa a un nuovo giudice. L’Ente Previdenziale non potrà più applicare il divieto assoluto di cumulo e dovrà restituire le somme indebitamente trattenute. Questa pronuncia conferma che l’autonomia finanziaria delle casse professionali deve sempre rispettare i diritti fondamentali dei pensionati garantiti dalla legge nazionale. I professionisti possono ora guardare al futuro con maggiore serenità, sapendo che il loro diritto a lavorare anche dopo il pensionamento è pienamente tutelato.

Un ente previdenziale privato può vietare il cumulo tra pensione e reddito da lavoro?
No, se l’ente gestisce una forma di previdenza sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria, deve applicare le stesse regole di cumulabilità previste per i lavoratori iscritti all’INPS.

Cosa succede se un regolamento interno dell’ente prevede un divieto di cumulo?
Il giudice deve disapplicare la norma del regolamento interno in quanto contraria alle leggi dello Stato che garantiscono la cumulabilità.

Quali sono le conseguenze pratiche per il pensionato che ha subito trattenute?
Il pensionato ha diritto all’annullamento delle trattenute e alla restituzione delle somme indebitamente trattenute dall’ente previdenziale.

Termini giuridici

Cumulo pensione e reddito da lavoro
La possibilità per un soggetto di percepire contemporaneamente un trattamento pensionistico e un reddito derivante da un'attività lavorativa.
Disapplicazione
La decisione del giudice di non applicare un regolamento o un atto amministrativo ritenuto illegittimo o in contrasto con una legge superiore.
Autonomia gestionale
Il potere di un ente di organizzare le proprie risorse e regole interne, che tuttavia deve rispettare i limiti imposti dalle leggi statali.
Ente privatizzato
Soggetto che, pur avendo assunto una forma giuridica privata come una fondazione, continua a svolgere funzioni pubbliche di previdenza e assistenza.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)