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Calcolo usura: la Cassazione boccia metodi astratti

Una società debitrice ha contestato un finanziamento sostenendo l’applicazione di tassi usurari. Il suo metodo per il calcolo usura prevedeva la somma di tutti i costi potenziali, inclusi interessi di mora e penali. La Corte di Cassazione ha rigettato questo approccio, affermando che il calcolo deve rispettare il principio di simmetria, confrontando valori omogenei con il TEGM ufficiale e non basandosi su scenari astratti o ipotetici. Di conseguenza, il ricorso della società è stato respinto.

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Calcolo Usura: No a Metodi Ipotetici, Sì al Principio di Simmetria

L’ordinanza n. 31816/2023 della Corte di Cassazione offre un’importante lezione sul corretto calcolo usura nei contratti di finanziamento. Con una decisione netta, i giudici supremi hanno ribadito che non è possibile utilizzare metodologie di calcolo astratte e ipotetiche, che sommano oneri disomogenei, per dimostrare il superamento del tasso soglia. La Corte ha invece riaffermato la centralità del principio di simmetria, secondo cui il confronto deve avvenire tra grandezze omogenee. Analizziamo i dettagli di questa pronuncia.

I Fatti del Caso

Una società in liquidazione si era opposta a un decreto ingiuntivo ottenuto da due istituti di credito per il mancato pagamento di rate di un finanziamento. La società sosteneva la nullità del contratto originario e del successivo atto di rinegoziazione a causa dell’applicazione di tassi usurari. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano respinto le ragioni della società, la quale ha quindi proposto ricorso per cassazione.

I Motivi del Ricorso e il Calcolo Usura Contestato

Il fulcro del ricorso si basava su due argomentazioni principali:

1. Errata metodologia di calcolo: La società ricorrente contestava alla Corte d’Appello di aver erroneamente seguito le istruzioni della Banca d’Italia, escludendo la nullità del contratto. Secondo la tesi della società, il calcolo usura avrebbe dovuto basarsi su una perizia tecnica di parte che adottava un criterio alternativo. Questo metodo prevedeva la determinazione del TEG (Tasso Effettivo Globale) del finanziamento considerando, fin dal momento della stipula, ogni possibile scenario di inadempimento. In pratica, si procedeva a sommare gli interessi corrispettivi con quelli moratori, includendo anche la penale pattuita per l’eventuale risoluzione anticipata del contratto. L’obiettivo era creare un tasso ‘applicato’ onnicomprensivo da confrontare con il tasso soglia.

2. Omesso esame di un fatto decisivo: La ricorrente lamentava che i giudici di merito non avessero considerato la presenza di una clausola contrattuale che prevedeva una penale per la risoluzione anticipata, ritenendo questo un fatto decisivo per il calcolo usura.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso, definendo infondato il primo motivo e inammissibile il secondo.

Le Motivazioni

La Corte ha smontato la metodologia di calcolo proposta dalla ricorrente, giudicandola in contrasto con i principi consolidati in materia di usura. I giudici hanno sottolineato che il criterio proposto è inaccettabile perché:

* Viola il principio di simmetria: La legge (in particolare la L. 108/1996) e la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. n. 19597/2020) impongono un confronto tra dati omogenei. Il TEG del singolo rapporto deve essere calcolato con le stesse modalità e includendo le stesse voci di costo previste per la determinazione del TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) pubblicato trimestralmente. Il metodo della ricorrente, invece, crea un ‘tasso applicato’ sommando valori eterogenei e ipotetici (interessi corrispettivi, moratori e penali), che non trovano corrispondenza nel TEGM di riferimento.
Si basa su una metodica astratta: Il calcolo proposto si fondava sulla simulazione di tutte le possibili ipotesi di inadempimento*, dalla prima all’ultima rata. Questo approccio è stato definito ‘astratto’ e distante da quello scelto dal legislatore, che richiede una valutazione oggettiva basata su dati concreti e non su scenari potenziali.
* Esclude erroneamente la penale dal calcolo: Riguardo al secondo motivo, la Corte lo ha dichiarato inammissibile per difetto di interesse. Anche se la penale fosse stata considerata, non avrebbe cambiato l’esito del giudizio. La giurisprudenza è concorde nel ritenere che la commissione di estinzione anticipata non costituisce una remunerazione per l’uso del denaro, ma un corrispettivo per lo scioglimento anticipato degli impegni. Pertanto, non può essere sommata agli interessi (né corrispettivi né moratori) ai fini della verifica dell’usura.

Le Conclusioni

L’ordinanza in commento rafforza un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Il calcolo usura non può essere affidato a metodologie creative e peritali che si discostano dai criteri normativi. Il principio di simmetria non è un mero formalismo, ma un’esigenza logica fondamentale per garantire un confronto equo e corretto tra il costo effettivo di un finanziamento e i tassi medi di mercato. La decisione serve da monito contro i tentativi di contestare la validità dei contratti bancari attraverso elaborazioni tecniche che, sebbene complesse, si rivelano giuridicamente infondate perché non rispettano i paletti fissati dalla legge e dalla giurisprudenza di legittimità.

È possibile utilizzare un metodo di calcolo dell’usura che sommi fin dall’inizio interessi corrispettivi e moratori, includendo anche penali e simulando tutti i possibili scenari di inadempimento?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale metodo è inammissibile perché mette insieme valori ipotetici e disomogenei, violando il principio di simmetria. Il calcolo dell’usura deve basarsi su criteri oggettivi e confrontare grandezze omogenee tra il Tasso Effettivo Globale (TEG) del singolo contratto e il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di riferimento.

Le istruzioni della Banca d’Italia per la rilevazione dei tassi sono sempre vincolanti nel calcolo dell’usura?
La sentenza chiarisce che il quadro normativo, definito dalla legge e dai decreti ministeriali, è il riferimento primario. Il punto centrale ribadito dalla Corte è che il confronto deve avvenire tra dati omogenei (principio di simmetria), come stabilito dalle Sezioni Unite, e non su metodologie alternative che si discostano da tale principio.

La penale per estinzione anticipata di un finanziamento rientra nel calcolo dell’usura?
No. La giurisprudenza consolidata, confermata in questa ordinanza, esclude la commissione di estinzione anticipata dal calcolo del tasso usurario. Essa non è considerata una remunerazione per l’utilizzo del denaro, ma un corrispettivo per lo scioglimento anticipato degli impegni contrattuali, e quindi non può essere sommata agli interessi per la verifica del superamento del tasso soglia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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