Il diritto agli aumenti contrattuali dipendenti in house
I lavoratori delle società partecipate hanno diritto a ricevere gli incrementi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Spesso queste aziende cercano di evitare i pagamenti invocando le regole sul blocco degli stipendi pubblici. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito questo aspetto fondamentale. I giudici hanno stabilito che gli aumenti contrattuali dipendenti in house devono essere pagati regolarmente a partire dalla data di rinnovo del contratto collettivo di riferimento.
La vicenda e il blocco degli stipendi pubblici
Il Lavoratore, ex dipendente di una società in house interamente controllata da un ente pubblico locale, ha chiesto il pagamento delle somme dovute per il rinnovo del contratto collettivo del settore terziario. L’Azienda ha rifiutato il pagamento. La società ha sostenuto di dover applicare il blocco delle retribuzioni previsto dalla legge per la pubblica amministrazione. La Corte d’Appello ha accolto solo in parte la richiesta del Lavoratore, escludendo gli aumenti per il periodo precedente al 2016. Il Lavoratore ha quindi presentato ricorso per ottenere il riconoscimento dei propri diritti fin dall’inizio del periodo di rinnovo contrattuale.
Perché le regole pubbliche non si applicano alle partecipate
Le società in house possiedono una natura giuridica privata anche se il loro capitale appartiene interamente a un ente pubblico. Questa caratteristica comporta l’applicazione delle regole del diritto privato per quanto riguarda i rapporti di lavoro. Le norme sul blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici non si estendono automaticamente a queste realtà aziendali. La legge prevede infatti un elenco specifico di amministrazioni pubbliche soggette a tali limiti. Le società partecipate che applicano contratti collettivi di diritto privato rimangono fuori da questo elenco. Di conseguenza, i dipendenti mantengono il diritto a ricevere gli adeguamenti salariali concordati dai sindacati nazionali.
Le motivazioni: l’importanza della contrattazione di secondo livello per gli aumenti contrattuali dipendenti in house
La Corte di Cassazione ha basato la propria decisione su un principio fondamentale legato alla contrattazione collettiva. I giudici hanno chiarito che solo la contrattazione di secondo livello (l’accordo sindacale integrativo aziendale) può modificare o ridurre i diritti economici dei lavoratori già riconosciuti dai contratti nazionali. Gli atti unilaterali dell’ente pubblico di controllo non hanno il potere di tagliare gli stipendi dei dipendenti della società in house. Nel caso esaminato, non è mai intervenuto alcun accordo sindacale aziendale volto a limitare la spesa per il personale. Per questa ragione, il rifiuto dell’Azienda di pagare gli aumenti contrattuali dipendenti in house è del tutto illegittimo. Il blocco della contrattazione pubblica non può impedire l’erogazione degli incrementi salariali di diritto privato maturati nel corso del tempo.
Le conclusioni: la vittoria del Lavoratore e il rinvio alla Corte d’Appello
La decisione della Suprema Corte rappresenta una vittoria importante per la tutela dei diritti dei lavoratori del settore delle partecipate pubbliche. I giudici hanno accolto il ricorso del Lavoratore e hanno annullato la decisione precedente. La causa torna ora davanti alla Corte d’Appello in una diversa composizione. Il nuovo giudice dovrà calcolare l’esatto importo delle somme dovute al Lavoratore a partire da aprile 2015, applicando i principi stabiliti dalla Cassazione. Questa pronuncia conferma che le società in house devono rispettare gli impegni contrattuali assunti a livello nazionale, garantendo la regolare erogazione degli aumenti salariali ai propri dipendenti.
Il blocco degli stipendi pubblici si applica ai dipendenti delle società in house?
No, il blocco delle retribuzioni previsto per le pubbliche amministrazioni non si estende automaticamente ai dipendenti delle società partecipate o in house che applicano contratti di diritto privato.
Come si possono ridurre gli stipendi dei dipendenti di una società partecipata?
La riduzione dei trattamenti economici può avvenire esclusivamente attraverso la contrattazione collettiva di secondo livello, cioè tramite un accordo con i sindacati, e mai con un atto unilaterale dell’ente pubblico.
Da quando decorrono gli aumenti salariali per i dipendenti delle società in house?
I dipendenti hanno diritto a ricevere gli aumenti salariali a partire dalla data di entrata in vigore del rinnovo del loro contratto collettivo nazionale di riferimento.