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Assegno ad personam: stipendio salvo ma senza vecchia polizza

Un dipendente pubblico, trasferito per legge da una società partecipata a un Ministero, ha richiesto il ricalcolo del proprio trattamento economico. Il lavoratore pretendeva che nel calcolo dell’assegno ad personam venissero incluse alcune voci accessorie (premi di produzione, indennità e valore della polizza sanitaria) godute in precedenza. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del Ministero. I giudici hanno confermato l’inclusione delle indennità e del premio di produzione, in quanto corrisposti in modo fisso e continuativo. Al contrario, hanno escluso il valore della polizza sanitaria integrativa, poiché il trasferimento ha comportato la cessazione della vecchia assicurazione, sostituita dalle tutele previdenziali ministeriali. Di conseguenza, l’assegno ad personam deve essere rideterminato escludendo solo la quota della polizza sanitaria.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 22535 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 22535/2023)

Il trasferimento pubblico e la tutela dello stipendio

Il passaggio di un dipendente da un ente pubblico o da una società partecipata a un’amministrazione statale solleva spesso accesi dibattiti sulla conservazione dello stipendio. La legge garantisce la tutela del livello retributivo originario attraverso l’erogazione di un assegno ad personam (somma concessa per evitare la perdita economica). Questo strumento compensa la differenza se il nuovo stipendio base risulta inferiore a quello precedente. Tuttavia, la determinazione di questo importo genera frequenti conflitti tra i lavoratori e la pubblica amministrazione. Il caso in esame riguarda un dipendente trasferito per legge da una nota società stradale pubblica a un Ministero. Il lavoratore ha richiesto il ricalcolo del proprio trattamento economico complessivo. Egli voleva inserire nell’assegno alcune indennità e il valore di una polizza sanitaria integrativa.

Le voci contestate per il calcolo dell’assegno ad personam

Il nucleo della controversia risiede nell’esatta individuazione delle voci retributive da considerare fisse e continuative. Il Ministero ha escluso dal calcolo iniziale diverse indennità e benefici. Tra questi figuravano il premio di produzione, l’indennità di bilinguismo, l’indennità di rischio e l’indennità di funzione. Inoltre, l’amministrazione ha escluso il valore economico della polizza sanitaria integrativa stipulata dal precedente datore di lavoro. Il lavoratore ha promosso un giudizio per ottenere il riconoscimento di tutte queste voci. Nei primi due gradi di giudizio, i magistrati di merito hanno dato ragione al dipendente. Essi hanno ordinato al Ministero di ricalcolare l’assegno ad personam includendo ogni singolo elemento richiesto. Il Ministero ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare questa decisione, ritenendola contraria alle norme vigenti.

La distinzione tra retribuzione fissa e variabile

La difesa dell’amministrazione pubblica si basava sulla natura delle voci contestate. Secondo il Ministero, il contratto collettivo applicabile presso il precedente datore di lavoro qualificava tali indennità come retribuzione variabile. Di conseguenza, queste somme non potevano considerarsi fisse e continuative per il calcolo della differenza retributiva. La Corte di Cassazione ha chiarito che la qualificazione formale presente nel contratto collettivo non è vincolante per il giudice. I magistrati devono analizzare la concreta modalità di erogazione delle somme nel corso del rapporto di lavoro. Se un’indennità viene pagata regolarmente ogni mese senza legami con obiettivi specifici, essa assume natura fissa. Questo principio tutela l’affidamento del lavoratore sulla stabilità delle proprie entrate mensili complessive, evitando penalizzazioni ingiustificate.

Le motivazioni della sentenza sul calcolo dell’assegno ad personam

La Suprema Corte ha accolto solo parzialmente il ricorso del Ministero, confermando la maggior parte delle tutele per il lavoratore. I giudici hanno stabilito che il premio di produzione e le varie indennità di funzione, rischio e bilinguismo devono essere inclusi nell’assegno ad personam. L’analisi delle buste paga ha dimostrato che queste somme venivano erogate in modo costante e indipendente dal raggiungimento di risultati aziendali. Al contrario, la Corte ha escluso il valore della polizza sanitaria integrativa. I giudici hanno spiegato che il pagamento del premio assicurativo era strettamente legato alla vigenza del contratto con la vecchia società. Con il trasferimento al Ministero, quel rapporto assicurativo è cessato. Il lavoratore beneficia ora delle tutele previdenziali e assistenziali offerte dalla cassa del Ministero. Mantenere anche il valore economico della vecchia polizza avrebbe comportato un ingiustificato arricchimento, superando la funzione di garanzia dell’assegno.

Le conclusioni sul diritto del lavoratore

La decisione della Corte di Cassazione stabilisce un important equilibrio tra la tutela del lavoratore e il corretto uso delle risorse pubbliche. Il Ministero deve ricalcolare l’assegno ad personam inserendo il premio di produzione e le indennità accessorie stabili. Il valore della polizza sanitaria integrativa rimane invece definitivamente escluso dal conteggio complessivo. Il lavoratore ottiene la conferma della quasi totalità dei suoi diritti economici. Il Ministero, a causa della sua prevalente sconfitta, deve farsi carico delle spese legali dei precedenti gradi di giudizio e di gran parte di quelle del giudizio di legittimità. Questa pronuncia offre una guida chiara per tutti i futuri passaggi di personale tra comparti diversi della pubblica amministrazione, garantendo trasparenza e certezza del diritto.

Quali voci dello stipendio precedente si conservano nel trasferimento?
Si conservano tutte le voci del trattamento economico fondamentale e accessorio che hanno carattere fisso e continuativo, accertate in base alle concrete modalità di erogazione mensile.

Cos’è l’assegno ad personam e quando viene concesso?
Si tratta di una somma erogata al lavoratore trasferito per coprire la differenza negativa tra il vecchio stipendio più alto e il nuovo stipendio base inferiore.

Perché la polizza sanitaria integrativa è stata esclusa dal calcolo?
La polizza è stata esclusa perché legata a un contratto assicurativo ormai cessato e sostituito dalle nuove tutele assistenziali offerte dall’amministrazione di destinazione.

Termini giuridici

Assegno ad personam
Somma di denaro concessa al lavoratore per evitare che il suo stipendio diminuisca a seguito di un trasferimento o di un cambio di contratto.
Reformatio in peius
Principio giuridico (divieto di riforma in peggio) che impedisce di peggiorare la situazione economica o giuridica di un soggetto rispetto a quella precedente.
Trattamento accessorio
Parte della retribuzione che si aggiunge allo stipendio base, legata a particolari condizioni di lavoro o prestazioni.
Soccombenza
Situazione in cui una parte perde la causa in tribunale, venendo solitamente condannata a pagare le spese legali.
Giudizio di legittimità
Fase del processo svolta davanti alla Corte di Cassazione, che verifica solo la corretta applicazione delle leggi e non riesamina i fatti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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