LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Accertamento tecnico preventivo: l’INPS paga le spese di lite

Un cittadino ha avviato un ricorso per accertamento tecnico preventivo per verificare il proprio grado di invalidità al fine di iscriversi al collocamento mirato. Il Tribunale ha riconosciuto l’invalidità al 55% e ha condannato l’ente previdenziale al pagamento delle spese legali. L’istituto pubblico ha contestato la decisione, sostenendo che le spese dovessero gravare sulla Regione, ente competente a gestire le graduatorie di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l’ente della previdenza è l’unico soggetto che deve partecipare al giudizio di verifica medica. Di conseguenza, l’istituto deve pagare i costi di giudizio quando il cittadino vince la causa.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 31 agosto 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 35732 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 35732/2022)

Il funzionamento del ricorso per accertamento tecnico preventivo

I cittadini che presentano condizioni di disabilità possono richiedere specifici benefici lavorativi. La legge prevede l’istituto del collocamento mirato per facilitare l’accesso al mondo del lavoro. Prima di richiedere l’iscrizione nelle liste regionali, la persona deve dimostrare una determinata percentuale di invalidità civile. La procedura prevista dal nostro ordinamento impone il passaggio attraverso l’accertamento tecnico preventivo davanti al tribunale ordinario.

Questa fase giudiziale serve esclusivamente ad accertare lo stato di salute attraverso una perizia medica d’ufficio. Il ricorrente deve chiamare in causa l’ente previdenziale pubblico per ottenere il decreto formale. Spesso sorgono contrasti su chi debba farsi carico delle spese vive e degli onorari legali quando il giudice riconosce la disabilità richiesta.

La vicenda giudiziaria e il contrasto tra enti

Un lavoratore ha chiamato in giudizio l’istituto previdenziale e l’amministrazione regionale per ottenere il riconoscimento del requisito sanitario utile all’iscrizione nelle liste protette. Il medico nominato dal Tribunale ha quantificato una riduzione della capacità lavorativa nella misura del 55%. Il giudice ha omologato la perizia medica e ha condannato l’ente previdenziale a pagare le spese di lite.

L’istituto previdenziale ha impugnato il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione. La difesa pubblica ha sostenuto l’assenza di un proprio debito diretto verso il cittadino. L’ente ha affermato che la gestione del collocamento mirato compete esclusivamente alla Regione e che quindi l’amministrazione regionale avrebbe dovuto pagare le spese legali del processo.

Il ruolo dell’ente nell’accertamento tecnico preventivo

Il processo preventivo presenta una struttura autonoma e specifica. L’oggetto del giudizio preliminare riguarda unicamente l’accertamento delle condizioni sanitarie del cittadino. La causa non decide sull’erogazione materiale della prestazione economica o sul concreto inserimento in azienda.

Il cittadino indica il beneficio finale soltanto per dimostrare il proprio interesse ad agire. La legge individua l’ente di previdenza come unico contraddittore naturale per tutte le verifiche sanitarie in sede giudiziaria. La presenza di altre amministrazioni resta irrilevante ai fini della corretta instaurazione del processo.

Le motivazioni dei giudici sull’accertamento tecnico preventivo

I giudici di legittimità hanno respinto le tesi dell’ente previdenziale confermando il recente orientamento giurisprudenziale. La Corte ha ribadito che l’istituto pubblico detiene la legittimazione passiva esclusiva per l’intera fase di accertamento sanitario preliminare. L’ente rappresenta l’unica parte necessaria nel confronto peritale.

La Corte ha applicato in modo rigoroso la regola della soccombenza processuale. La parte che non riconosce spontaneamente lo stato invalidante deve sopportare i costi del giudizio se la perizia medica dà ragione al cittadino. La successiva utilizzazione del verbale sanitario verso altri enti pubblici non sposta la responsabilità economica delle spese legali.

Le conclusioni della Cassazione e le tutele per il cittadino

La sentenza stabilisce un principio fondamentale di chiarezza a tutela delle persone con disabilità. Il cittadino che ottiene la vittoria processuale non subisce i conflitti di competenza tra le diverse amministrazioni pubbliche. L’istituto previdenziale deve versare integralmente le spese legali liquidate dal magistrato quando l’invalidità trova pieno riscontro.

Il ricorso dell’ente pubblico è stato integralmente respinto con l’obbligo di versare un ulteriore importo del contributo unificato. La decisione consolida una linea rigorosa a garanzia dei diritti delle persone fragili e impedisce manovre dilatorie da parte degli enti statali.

Chi deve pagare le spese legali se il giudice riconosce l’invalidità?
L’ente previdenziale deve rimborsare le spese legali alla persona che vince il ricorso per l’accertamento sanitario.

Quale ente deve essere chiamato in giudizio per accertare l’invalidità?
L’ente previdenziale nazionale è l’unico soggetto che deve partecipare al giudizio di accertamento dello stato invalidante.

La Regione deve pagare le spese processuali se gestisce le liste del lavoro?
La Regione non risponde delle spese della fase peritale poiché la verifica medica riguarda esclusivamente l’ente previdenziale.

Termini giuridici

Accertamento tecnico preventivo
Procedura giudiziaria rapida davanti al giudice per verificare le condizioni sanitarie prima di avviare una causa completa.
Collocamento mirato
Insieme di strumenti e servizi per favorire l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Legittimazione passiva
Posizione del soggetto che ha il potere e il dovere giuridico di resistere in giudizio contro la richiesta altrui.
Principio di soccombenza
Regola secondo cui chi perde la causa deve rimborsare le spese legali sostenute da chi ha vinto.
Omologazione
Provvedimento con cui il giudice approva e rende vincolante l'accertamento medico svolto dal perito.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)