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Collocamento mirato

Definizione

L'insieme dei servizi e degli strumenti finalizzati a valutare e favorire l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento tecnico preventivo: l’INPS paga le spese di lite
Un cittadino ha avviato un ricorso per accertamento tecnico preventivo per verificare il proprio grado di invalidità al fine di iscriversi al collocamento mirato. Il Tribunale ha riconosciuto l'invalidità al 55% e ha condannato l'ente previdenziale al pagamento delle spese legali. L'istituto pubblico ha contestato la decisione, sostenendo che le spese dovessero gravare sulla Regione, ente competente a gestire le graduatorie di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'ente della previdenza è l'unico soggetto che deve partecipare al giudizio di verifica medica. Di conseguenza, l'istituto deve pagare i costi di giudizio quando il cittadino vince la causa.
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Patto di prova nullo: risarcita la lavoratrice invalida
Una lavoratrice invalida, assunta tramite collocamento mirato, ha impugnato il licenziamento per mancato superamento del periodo di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del patto di prova a causa della genericità delle mansioni indicate nel contratto individuale. Il documento rimandava genericamente a "lavori non rientranti nel ciclo produttivo" e a mansioni da specificare in seguito. La Suprema Corte ha stabilito che il patto di prova deve indicare in modo specifico e concreto i compiti affidati, soprattutto per i lavoratori disabili, per consentire una verifica oggettiva. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata a risarcire la lavoratrice con tutte le retribuzioni dovute fino alla scadenza naturale del contratto a termine.
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Assunzione obbligatoria disabili: i moduli non bastano
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione di oltre 18.000 euro inflitta a un'azienda per la mancata assunzione obbligatoria disabili nel periodo dal 2009 al 2012. L'Azienda sosteneva di aver adempiuto inviando i prospetti informativi e richiedendo l'avviamento del lavoratore, e che la cassa integrazione del 2012 sospendesse l'obbligo. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'invio dei moduli non sostituisce l'obbligo sostanziale di assunzione previsto dalle convenzioni precedentemente firmate e che la sospensione per crisi aziendale non copriva l'intero periodo di violazione.
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Opposizione accertamento tecnico preventivo: il caso
Una cittadina ha proposto opposizione ad un accertamento tecnico preventivo (ATP), lamentando sia una valutazione peritale incompleta sia un successivo aggravamento delle sue condizioni di salute. Il Tribunale ha rigettato il ricorso. La motivazione principale risiede nel fatto che la limitazione dell'indagine peritale era stata richiesta proprio dal legale della ricorrente. Inoltre, una successiva perizia sull'aggravamento ha concluso che l'intervento chirurgico subito aveva migliorato la condizione preesistente, non integrando i requisiti per l'handicap grave. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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