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Determinazione della pena: ricorso inammissibile per il condannato

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un condannato che contestava la determinazione della pena inflittagli. Il Tribunale e la Corte d’Appello lo avevano condannato per un reato, e lui lamentava che la pena base fosse stata fissata sopra il minimo edittale senza adeguata motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici precedenti avessero correttamente giustificato l’aumento della pena, basandosi sui numerosi precedenti penali del ricorrente. Di conseguenza, il condannato deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 26570 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 26570/2022)

La Determinazione della Pena: Un Caso di Ricorso Inammissibile

La determinazione della pena rappresenta uno degli aspetti più delicati del diritto penale. È il processo attraverso cui un giudice stabilisce l’entità della sanzione da infliggere a un condannato, considerando una serie di fattori previsti dalla legge. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti sui criteri di valutazione e sulla possibilità di contestare tale decisione. Questo caso specifico, che ha visto un ricorso dichiarato inammissibile, evidenzia l’importanza di una solida motivazione da parte dei giudici di merito e il ruolo dei precedenti penali nella valutazione complessiva.

Il Fatto: La Condanna e la Contestazione sulla Determinazione della Pena

La vicenda ha avuto inizio con la condanna di un cittadino, che chiameremo “Il Ricorrente”, da parte del Tribunale. Egli è stato ritenuto colpevole di un reato e gli è stata inflitta una pena di sei mesi e venti giorni di reclusione, accompagnata da una multa di 1.400 euro. Questa decisione di primo grado è stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello, che ha esaminato il caso e ha ritenuto la sentenza del Tribunale corretta sia nei fatti che nell’applicazione del diritto.

La Decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello ha dunque ribadito la validità della condanna e della pena originariamente stabilite. I giudici d’appello hanno analizzato le argomentazioni difensive presentate e hanno concluso che non vi fossero elementi sufficienti per modificare la decisione del Tribunale. Hanno confermato che la valutazione delle prove e la conseguente irrogazione della sanzione erano state eseguite in maniera conforme alla legge.

Il Ricorso in Cassazione e la Contestazione sulla Determinazione della Pena

Nonostante la doppia conferma, Il Ricorrente ha deciso di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione. Il fulcro della sua impugnazione riguardava specificamente la determinazione della pena. Egli contestava il modo in cui i giudici dei gradi precedenti avevano calcolato la sanzione. In particolare, lamentava che la pena base fosse stata fissata al di sopra del “minimo edittale” (la pena minima prevista dalla legge per quel reato) senza che fosse stata fornita una motivazione adeguata e sufficiente a giustificare tale aumento. Il Ricorrente sosteneva che i giudici si fossero discostati dai parametri minimi senza una spiegazione convincente.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso sulla Determinazione della Pena è Inammissibile

La Suprema Corte ha esaminato attentamente il ricorso e ha dichiarato la sua inammissibilità. Ha spiegato che la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione solida e priva di errori logici o giuridici per l’aumento della pena base. Questo incremento, di soli quattro mesi rispetto al minimo edittale, era stato giustificato dalla presenza di numerosi e specifici precedenti penali a carico del Ricorrente. La Corte di Cassazione ha sottolineato che i giudici di merito avevano correttamente considerato la storia criminale dell’imputato, un elemento legittimo e rilevante nella determinazione della pena. La valutazione della pluralità di precedenti, infatti, costituisce un valido motivo per discostarsi dal minimo edittale, purché tale decisione sia adeguatamente argomentata. L’inammissibilità del ricorso è stata quindi motivata dalla sua manifesta infondatezza.

Le Conclusioni: L’Esito Definitivo per il Ricorrente

Con la dichiarazione di inammissibilità, la Corte di Cassazione ha posto fine alla vicenda giudiziaria. La condanna e la pena inflitta al Ricorrente sono state confermate in via definitiva. Oltre a ciò, la Suprema Corte ha condannato Il Ricorrente al pagamento delle spese processuali, che comprendono i costi sostenuti per il procedimento legale. Ha inoltre imposto il versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, un fondo pubblico destinato a sostenere le attività legate all’amministrazione della giustizia. Questa decisione ribadisce l’importanza di una motivazione chiara e completa da parte dei giudici nella determinazione della pena e funge da monito per chi intende proporre ricorsi privi di fondamento.

Cosa significa che un ricorso è “inammissibile”?
Un ricorso è inammissibile quando non può essere esaminato dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge, ad esempio se è manifestamente infondato o presentato in modo non corretto.

I precedenti penali possono influenzare la determinazione della pena?
Sì, i precedenti penali di un condannato sono un fattore che i giudici possono considerare per aumentare la pena base rispetto al minimo edittale, purché tale decisione sia adeguatamente motivata.

Chi paga le spese processuali in caso di ricorso inammissibile?
In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente viene solitamente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Dosimetria della pena
Il modo in cui un giudice calcola e stabilisce l'entità di una condanna, sia in termini di reclusione che di multa.
Minimo edittale
La pena minima prevista dalla legge per un determinato reato, al di sotto della quale il giudice non può scendere.
Ricorso inammissibile
Un'impugnazione (un tentativo di contestare una decisione) che non può essere esaminata dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge.
Spese processuali
I costi che una parte deve sostenere per il procedimento legale, inclusi onorari e contributi.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico alimentato dalle multe e dalle sanzioni pecuniarie, destinato a finanziare attività legate alla giustizia.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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