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Spaccio di Stupefacenti: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermata

Un individuo, condannato per spaccio di stupefacenti (vendita di marijuana), ha presentato ricorso in Cassazione. L’uomo contestava l’attendibilità del testimone, la presunta abrogazione del reato (abolitio criminis) e l’omessa concessione della particolare tenuità del fatto e delle circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale. I motivi erano infondati o non proponibili, poiché le questioni non erano state sollevate in appello o erano troppo generiche. La condanna è stata confermata, e il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 28216 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 28216/2022)

Introduzione: Comprendere l’Inammissibilità del Ricorso Penale

Nel complesso panorama del diritto penale, la fase del ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio. Qui si valuta la corretta applicazione della legge, non i fatti. Comprendere l’inammissibilità ricorso penale è cruciale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento giudiziario. Questa sentenza della Corte di Cassazione offre un esempio chiaro di come e perché un ricorso possa essere dichiarato inammissibile, confermando una condanna per spaccio di stupefacenti. Analizziamo i dettagli di questo caso per capire meglio le dinamiche processuali e le ragioni dietro una decisione così definitiva.

I Fatti: La Condanna per Spaccio di Stupefacenti

La vicenda inizia con la condanna di un individuo, che chiameremo “Il Ricorrente”, per spaccio di stupefacenti. La sentenza di primo grado, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) di Torre Annunziata, lo aveva riconosciuto colpevole della vendita di 2,2 grammi di marijuana. La Corte d’Appello di Napoli aveva poi confermato questa condanna.

I fatti risalgono al 2014. Le Forze dell’Ordine fermarono un giovane, che chiameremo “L’Acquirente”, trovato in possesso di marijuana. L’Acquirente dichiarò di aver acquistato la droga dal Ricorrente. Successivamente, L’Acquirente presentò una denuncia contro il Ricorrente, affermando di essere stato minacciato qualora avesse rivelato l’accaduto alle autorità.

Le Contestazioni del Ricorrente e l’Inammissibilità del Ricorso Penale

Il Ricorrente, tramite il suo difensore, ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando diverse contestazioni. Tra queste, la presunta inattendibilità delle dichiarazioni di L’Acquirente, l’asserita “abolitio criminis” (cioè l’eliminazione del reato) per i cannabinoidi, e vizi procedurali nella raccolta delle prove. Ha inoltre lamentato la mancata concessione della “particolare tenuità del fatto” (un beneficio che esclude la punibilità per reati di scarsa gravità) e delle “circostanze attenuanti generiche” (elementi che possono ridurre la pena), oltre alla “sospensione condizionale della pena” (la possibilità di non eseguire la pena detentiva a determinate condizioni).

La Posizione della Cassazione sulla Valutazione delle Prove

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente i motivi di ricorso. Ha ritenuto che le contestazioni relative alla valutazione delle prove fossero infondate. I giudici di merito avevano considerato attendibile la testimonianza di L’Acquirente. Questa valutazione si basava sull’assenza di contraddizioni intrinseche nelle sue dichiarazioni e sulla loro specificità. La difesa del Ricorrente non aveva contestato adeguatamente queste dichiarazioni, e non era stato riscontrato alcun “intento calunniatorio” (l’intenzione di accusare falsamente) da parte di L’Acquirente. Inoltre, era emerso che il Ricorrente aveva svolto attività illecite simili in passato.

L’Abolitio Criminis e la Legge sullo Spaccio di Stupefacenti

Un punto centrale del ricorso riguardava la presunta “abolitio criminis” per i reati legati ai cannabinoidi. Il Ricorrente sosteneva che le modifiche legislative avrebbero abrogato la norma incriminatrice. La Cassazione ha chiarito che, secondo la giurisprudenza consolidata, non si è verificata alcuna abrogazione della norma relativa allo spaccio di stupefacenti (Art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990). Le sentenze della Corte Costituzionale avevano ripristinato il testo originario della legge, senza intaccare la validità del comma specifico applicato al caso del Ricorrente.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso Penale è Stato Dichiarato Inammissibile

La Corte ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale per diverse ragioni. Molti dei motivi sollevati dal Ricorrente non erano stati adeguatamente proposti in appello, rendendoli non esaminabili in Cassazione. Altri motivi sono stati giudicati troppo generici, non fornendo elementi specifici per contestare le decisioni dei giudici precedenti. La motivazione della sentenza impugnata è stata ritenuta logica e coerente, sia per l’affermazione di responsabilità che per il trattamento sanzionatorio. La Cassazione ha sottolineato che il Ricorrente svolgeva l’attività illecita in modo autonomo e aveva mantenuto un comportamento minaccioso, giustificando così l’esclusione di benefici come la sospensione condizionale della pena e le circostanze attenuanti generiche.

Le Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità del Ricorso Penale

In definitiva, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale. Questa decisione comporta la conferma della condanna inflitta al Ricorrente. Come conseguenza pratica, l’individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questo caso evidenzia l’importanza di formulare ricorsi specifici e di sollevare tutte le questioni rilevanti nei gradi di giudizio precedenti, per evitare che un ricorso venga dichiarato inammissibile.

Cos’è l’inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
L’inammissibilità di un ricorso in Cassazione si verifica quando il ricorso non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo alla Corte di esaminarne il merito. Questo può accadere se i motivi sono generici, non sono stati sollevati nei gradi precedenti o non riguardano violazioni di legge.

Quando un reato di spaccio di stupefacenti può essere considerato di ‘particolare tenuità’?
Un reato di spaccio di stupefacenti può essere considerato di ‘particolare tenuità’ (Art. 131 bis c.p.) quando il danno o il pericolo causato è minimo, ad esempio per la quantità esigua di sostanza o le modalità della condotta. Tuttavia, la valutazione dipende da molti fattori e non viene applicata se il comportamento è abituale o grave.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Le conseguenze di un ricorso inammissibile sono la conferma della sentenza impugnata e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, spesso viene imposto il versamento di una somma di denaro alla Cassa delle Ammende, come sanzione per l’impugnazione ritenuta infondata o non procedibile.

Termini giuridici

Inammissibilità
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il merito.
Abolitio criminis
Si verifica quando una legge successiva elimina un reato, rendendo non più punibili i fatti commessi in precedenza.
Tenuità del fatto
Una causa di non punibilità che si applica quando il reato commesso è di scarsa gravità, per esempio per il danno o pericolo minimo causato.
Circostanze attenuanti generiche
Elementi non specifici previsti dalla legge che possono ridurre la pena, come la condotta dell'imputato o le sue condizioni personali.
Sospensione condizionale della pena
Un beneficio che permette di non eseguire la pena detentiva, a condizione che il condannato non commetta altri reati entro un certo periodo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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