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Confisca nel patteggiamento: l’accordo non salva il bottino

Due soggetti hanno patteggiato la pena di un anno di reclusione per truffa aggravata finalizzata a ottenere erogazioni pubbliche e omessa comunicazione all’INPS di variazioni di reddito. Il giudice di merito ha però omesso di disporre la confisca della somma indebitamente percepita, pari a circa tremila euro. Il Procuratore generale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca nel patteggiamento è una misura di sicurezza obbligatoria per legge per questo tipo di reato e non può essere esclusa dall’accordo tra le parti. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente alla mancata confisca, rinviando la decisione al Tribunale per determinare l’esatto importo da sottrarre.

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Pubblicato il 23 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 15936 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 2 n. 15936/2022)

La confisca nel patteggiamento per truffa sulle erogazioni pubbliche

La questione della confisca nel patteggiamento rappresenta un tema centrale nel diritto penale moderno, specialmente quando si tratta di reati legati all’indebita percezione di fondi pubblici. Molti ritengono erroneamente che l’accordo sulla pena tra l’imputato e il pubblico ministero possa escludere l’applicazione di sanzioni patrimoniali. La Corte di Cassazione ha chiarito che lo Stato deve sempre recuperare le somme sottratte illecitamente. La decisione in esame affronta proprio questo scenario, stabilendo un confine netto tra lo spazio negoziale delle parti e i doveri inderogabili del giudice penale.

Il caso concreto e l’omissione del giudice

La vicenda trae origine da una truffa aggravata commessa da due cittadini per ottenere erogazioni pubbliche. I soggetti hanno omesso di comunicare all’INPS le variazioni del proprio reddito, percependo indebitamente somme non dovute. Successivamente, i due imputati hanno richiesto l’applicazione della pena su accordo delle parti, comunemente definita patteggiamento. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta, applicando la pena di un anno di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale. Il giudice ha tuttavia commesso un grave errore omissivo. Nella sentenza non ha disposto la confisca della somma di denaro che i soggetti avevano ottenuto illecitamente, quantificata in quasi tremila euro. Il Procuratore generale ha quindi proposto ricorso in Cassazione per contestare questa omissione e chiedere il recupero delle somme.

Il ruolo della confisca nel patteggiamento come misura obbligatoria

Il ricorso del Procuratore generale si basa su un principio giuridico molto chiaro. Esistono alcune conseguenze patrimoniali del reato che sfuggono completamente alla disponibilità delle parti. La confisca nel patteggiamento non può essere oggetto di trattativa, di sconti o di rinuncia bilaterale. Quando si procede per determinati reati gravi, come la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, il codice penale impone al giudice di ordinare sempre l’acquisizione dei beni o del denaro che costituiscono il profitto del reato. Questa misura di sicurezza serve a privare definitivamente il colpevole dei frutti economici dell’attività illecita, ripristinando l’equilibrio economico violato dal reato. Se il denaro originario non è più materialmente disponibile nei conti correnti degli imputati, il giudice deve disporre la misura per equivalente, aggredendo altri beni di valore corrispondente di proprietà dei condannati.

Le motivazioni: perché la confisca nel patteggiamento è obbligatoria

La Corte di Cassazione ha ritenuto pienamente fondato il ricorso del Procuratore generale. I giudici di legittimità hanno spiegato che la confisca del profitto del reato è una misura di sicurezza obbligatoria per legge. Questa assoluta obbligatorietà esclude la misura dal potere negoziale delle parti durante l’accordo di patteggiamento. Anche se la difesa e l’accusa non inseriscono la sanzione patrimoniale nel loro accordo scritto, il giudice ha il dovere autonomo e istituzionale di applicarla direttamente nella sentenza finale. La giurisprudenza consolidata delle Sezioni Unite ha già chiarito che la sentenza di patteggiamento è ricorribile in Cassazione se omette una misura di sicurezza obbligatoria. La natura imperativa della norma penale prevale sempre sulla natura consensuale del procedimento speciale, impedendo che l’accordo tra le parti si traduca in un ingiusto vantaggio economico per l’autore del reato.

Le conclusioni: l’annullamento della sentenza e il rinvio al Tribunale

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza del GUP del Tribunale di Perugia. L’annullamento non riguarda l’intera decisione o la pena concordata, ma si limita esclusivamente alla mancata applicazione della misura patrimoniale. I giudici di legittimità hanno disposto il rinvio del caso al Tribunale di Perugia. Il giudice di merito dovrà svolgere ulteriori accertamenti per determinare con esattezza l’importo del profitto del reato da sottoporre a confisca. Questa decisione conferma che il patteggiamento non costituisce una via di fuga per conservare i guadagni illeciti derivanti da truffe ai danni dello Stato.

La confisca del profitto può essere esclusa dall’accordo di patteggiamento?
No, la confisca del profitto del reato è una misura di sicurezza obbligatoria per legge e non rientra nel potere negoziale delle parti.

Cosa succede se il denaro ottenuto illecitamente non è più rintracciabile?
Il giudice deve ordinare la confisca per equivalente, aggredendo altri beni o somme di denaro di valore corrispondente di proprietà del condannato.

È possibile fare ricorso in Cassazione se il giudice dimentica di disporre la confisca?
Sì, il Procuratore generale o le parti possono proporre ricorso in Cassazione per contestare l’omissione di una misura di sicurezza obbligatoria.

Termini giuridici

Patteggiamento
Accordo tra l'imputato e il pubblico ministero sulla pena da applicare, che viene poi ratificato dal giudice riducendo i tempi del processo.
Confisca per equivalente
Provvedimento con cui lo Stato acquisisce beni del condannato per un valore pari al profitto del reato, quando non è possibile aggredire direttamente il profitto originario.
Misura di sicurezza
Provvedimento applicato per prevenire la commissione di nuovi reati o per sottrarre i mezzi e i frutti dell'attività illecita.
Annullamento con rinvio
Decisione della Cassazione che cancella in tutto o in parte la sentenza precedente e rimanda il caso a un giudice di merito per un nuovo esame.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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