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Perdita di chance: il Comune risarcisce gli eredi del dipendente

Il Lavoratore ha contestato la mancata assegnazione di un incarico di responsabilità da parte dell’Amministrazione Comunale, avvenuta senza una reale valutazione comparativa dei curricula e senza motivazione. Gli eredi del Lavoratore hanno chiesto il risarcimento dei danni. La Corte d’Appello ha accolto la domanda, riconoscendo il danno da perdita di chance. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell’Amministrazione Comunale. La Suprema Corte ha stabilito che l’illegittimo diniego di una posizione organizzativa lede un’entità patrimoniale autonoma, risarcibile in via equitativa. L’Amministrazione Comunale perde la causa ed è condannata a pagare le spese legali.

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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 1884 Anno 2022 (Cass. civ. sez. lavoro n. 1884/2022)

Il diritto al risarcimento per la perdita di chance nel pubblico impiego

L’illegittimo diniego di un incarico di responsabilità nella pubblica amministrazione può costare molto caro all’ente pubblico inadempiente. Quando un dipendente meritevole viene escluso da una selezione interna senza una corretta valutazione dei suoi meriti, si configura un danno concreto e risarcibile. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema delicato, confermando che il lavoratore ha diritto al risarcimento per la perdita di chance. Questa figura giuridica tutela la concreta occasione perduta di ottenere un miglioramento professionale ed economico. Non si tratta di una semplice speranza, ma di un valore economico reale che entra nel patrimonio del dipendente.

Il caso: la mancata promozione senza spiegazioni

Un dipendente di un’Amministrazione Comunale ha contestato la procedura per il conferimento di alcune posizioni organizzative di rilievo. L’ente pubblico aveva assegnato questi incarichi di direzione senza effettuare una reale valutazione comparativa dei curricula dei candidati idonei. Inoltre, l’amministrazione non aveva fornito alcuna motivazione scritta per giustificare la scelta dei profili selezionati, violando i doveri di correttezza e buona fede. Il Lavoratore possedeva titoli culturali e professionali eccellenti, tra cui una laurea e una solida esperienza nel settore di riferimento. Nonostante ciò, l’amministrazione ha preferito altri candidati i cui titoli sono rimasti del tutto oscuri persino durante il processo. Dopo il decesso del dipendente, i suoi eredi hanno deciso di proseguire la battaglia legale per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal loro caro congiunto.

Come si calcola il danno da perdita di chance

Il danno da perdita di chance non coincide semplicemente con la somma delle retribuzioni che il lavoratore avrebbe percepito se avesse ottenuto l’incarico desiderato. Si tratta infatti di un danno futuro che consiste nella perdita della mera possibilità di conseguire un vantaggio economico. Il giudice deve quindi effettuare una valutazione preventiva e complessa. Questa analisi serve a verificare la reale probabilità che il dipendente aveva di vincere la selezione se questa si fosse svolta regolarmente. Per quantificare la somma finale, il magistrato utilizza un metodo di liquidazione equitativa (valutazione secondo giustizia). Egli prende come parametro di riferimento le retribuzioni perse, ma riduce l’importo in percentuale in base alla probabilità di successo che il lavoratore avrebbe avuto.

Le motivazioni della sentenza sulla perdita di chance

Nelle motivazioni della sentenza sulla perdita di chance, la Suprema Corte ha chiarito che l’assegnazione delle posizioni organizzative richiede sempre una motivazione espressa e dettagliata. Gli enti locali non possono agire con totale discrezionalità senza confrontare i curricula degli aspiranti in modo oggettivo. La mancanza di trasparenza e l’omessa esibizione dei documenti dei candidati scelti creano una presunzione a favore del lavoratore escluso. Nel caso specifico, la Corte d’Appello ha applicato correttamente questi principi di diritto. I giudici di merito hanno accertato che il dipendente, se fosse stato valutato correttamente, avrebbe ottenuto l’incarico con un grado di ragionevole certezza.

Le conclusioni sul caso specifico

Le conclusioni della vicenda vedono la netta sconfitta dell’Amministrazione Comunale davanti ai giudici di legittimità. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell’ente pubblico, confermando la condanna al pagamento di oltre trentaduemila euro a favore degli eredi del lavoratore. L’amministrazione deve inoltre farsi carico delle spese del giudizio, liquidate in cinquemila euro oltre agli accessori di legge. Questa importante decisione lancia un messaggio chiaro e inequivocabile a tutti gli enti pubblici. La trasparenza e la meritocrazia nelle procedure selettive non sono elementi facoltativi, ma obblighi precisi. La violazione di queste regole comporta sempre l’obbligo di risarcire i dipendenti ingiustamente danneggiati.

Cosa si intende per perdita di chance nel pubblico impiego?
Si tratta della perdita concreta e documentata della possibilità di ottenere un incarico di rilievo o una promozione a causa di una procedura di selezione illegittima o non trasparente.

Come viene calcolato il risarcimento per questo tipo di danno?
Il giudice calcola il risarcimento in via equitativa, valutando la probabilità percentuale che il dipendente aveva di ottenere l’incarico e usando come parametro le retribuzioni non percepite.

L’amministrazione pubblica può assegnare incarichi di responsabilità senza motivazione?
No, l’amministrazione deve sempre fornire una motivazione espressa e procedere a una valutazione comparativa dei curricula di tutti i candidati per garantire la trasparenza.

Termini giuridici

Perdita di chance
La perdita concreta di un'occasione favorevole di conseguire un vantaggio economico o professionale futuro.
Posizione organizzativa
Un incarico temporaneo di elevata responsabilità e direzione all'interno di una pubblica amministrazione.
Valutazione comparativa
Il confronto oggettivo tra i curricula e i titoli dei candidati per scegliere il profilo più idoneo.
Liquidazione equitativa
La determinazione del risarcimento da parte del giudice secondo giustizia e buon senso, quando non è possibile calcolare il danno con precisione.
Giudizio di rinvio
La fase del processo che si svolge davanti a un giudice di pari grado a quello che ha emesso la sentenza annullata dalla Cassazione, per applicare il principio stabilito da quest'ultima.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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