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Circostanza attenuante del lucro: niente sconto con 450 euro

L’Imputato, condannato per spaccio di lieve entità, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità e l’eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la circostanza attenuante del lucro richiede che sia il guadagno sia l’evento pericoloso siano minimi. Nel caso specifico, il sequestro di 450 euro esclude la speciale tenuità del profitto. Inoltre, la determinazione della pena è stata ritenuta corretta e adeguatamente motivata. L’Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 4081 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 4081/2022)

Quando lo spaccio è di lieve entità e si spera nello sconto di pena

La compravendita di sostanze stupefacenti comporta gravi conseguenze penali per i soggetti coinvolti. Tuttavia la legge italiana prevede trattamenti sanzionatori diversi in base alla reale gravità del fatto commesso. Quando l’attività di spaccio presenta dimensioni ridotte si applica una specifica fattispecie attenuata. Molti imputati cercano di ottenere un ulteriore sconto di pena invocando la circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità. Questa attenuante si applica quando il danno patrimoniale o il guadagno economico risulta minimo. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema specifico analizzando i limiti di applicabilità del beneficio. La decisione chiarisce come i giudici debbano valutare il valore economico complessivo del reato.

Come funziona la circostanza attenuante del lucro nei reati di droga

La circostanza attenuante del lucro richiede una doppia verifica estremamente rigorosa da parte del giudice di merito. Questa attenuante si applica ai delitti determinati esclusivamente da motivi di guadagno economico. Il codice penale impone che sia il lucro perseguito sia l’evento dannoso siano caratterizzati da speciale tenuità. Nel settore degli stupefacenti questa regola si scontra spesso con la realtà dei sequestri effettuati dalle forze dell’ordine. La giurisprudenza ammette la compatibilità teorica tra lo spaccio di lieve entità e questa attenuante. Tuttavia il giudice deve valutare concretamente il denaro contante trovato in possesso del soggetto. Se la somma supera una certa soglia il beneficio non può trovare applicazione. La valutazione non si limita a una stima astratta ma analizza il contesto dell’azione criminosa.

Il calcolo della pena e la motivazione del giudice

Un altro aspetto cruciale della decisione riguarda la quantificazione della sanzione da parte del tribunale. L’imputato contesta frequentemente la pena quando questa si allontana dal minimo edittale previsto dalla legge. La legge impone al giudice l’obbligo di motivare la scelta della sanzione applicata. Questa motivazione non deve essere necessariamente una spiegazione dettagliata e prolissa di ogni singolo parametro. Il giudice adempie al suo dovere quando dichiara di ritenere la pena adeguata o congrua. L’utilizzo di questi termini dimostra che il magistrato ha valutato globalmente tutti gli elementi del caso concreto. La gravità del reato e la capacità a delinquere rappresentano i criteri guida fondamentali per la decisione. Se la pena si colloca in una fascia media la motivazione sintetica risulta pienamente legittima.

Le motivazioni: i limiti alla circostanza attenuante del lucro nel caso specifico

La Suprema Corte ha respinto le tesi difensive analizzando i dettagli del sequestro effettuato. Gli agenti di polizia avevano trovato l’imputato in possesso di quattrocentocinquanta euro in contanti. Questa somma di denaro non può essere considerata di speciale tenuità secondo i parametri correnti. La circostanza attenuante del lucro richiede infatti un valore economico quasi irrilevante per la vittima e per la società. Quattrocentocinquanta euro rappresentano una cifra significativa nel mercato dello spaccio al dettaglio. I giudici hanno quindi escluso la presenza del primo requisito fondamentale per la concessione dell’attenuante. La mancanza di anche uno solo dei requisiti di legge rende impossibile l’applicazione dello sconto di pena. La decisione della Corte d’Appello era corretta e priva di vizi logici.

Le conclusioni: la dichiarazione di inammissibilità e le spese di giustizia

La Cassazione ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile per la manifesta infondatezza dei motivi proposti. Questa decisione comporta pesanti conseguenze finanziarie per il ricorrente. La legge prevede che la dichiarazione di inammissibilità obblighi il condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre il ricorrente deve versare una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. I giudici hanno fissato questa sanzione pecuniaria nella misura di tremila euro. Questa misura punisce la presentazione di ricorsi palesemente infondati che intasano inutilmente la macchina della giustizia penale. L’imputato perde definitivamente la causa e deve farsi carico di tutte le sanzioni stabilite.

Quando si applica la circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità nei reati di droga?
Si applica quando sia il guadagno economico ottenuto o cercato dal colpevole, sia il pericolo creato dall’azione, sono di entità piccolissima.

Una somma di quattrocentocinquanta euro può essere considerata di speciale tenuità?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che il sequestro di una simile somma esclude la speciale tenuità del profitto economico.

Come deve motivare il giudice la scelta della pena per lo spaccio?
Il giudice adempie al dovere di motivazione definendo la pena adeguata o congrua, senza dover spiegare dettagliatamente ogni singolo parametro.

Termini giuridici

Circostanza attenuante
Elemento accessorio del reato che, se presente, comporta una riduzione della pena applicata dal giudice.
Speciale tenuità
Caratteristica di un danno o di un lucro talmente minimo da giustificare una punizione significativamente più lieve.
Inammissibilità
La condizione per cui un ricorso non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti di legge.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme versate da chi perde i ricorsi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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