LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Bonifico a un truffatore: esclusa la responsabilità della banca

Un’azienda disponeva un bonifico domiciliato di 4.100 euro, ma la somma veniva incassata da un truffatore. L’azienda ha quindi citato in giudizio l’istituto di pagamento per negligenza. La Corte di Cassazione ha però escluso la responsabilità della banca per pagamento. I giudici hanno stabilito che l’istituto aveva agito con la diligenza professionale richiesta, identificando chi si era presentato all’incasso tramite carta d’identità e codice fiscale e verificando la corrispondenza dei dati con l’ordine telematico. Di conseguenza, l’istituto di pagamento non è stato condannato al risarcimento del danno.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 18 aprile 2026 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 8558 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 1 n. 8558/2026)

Bonifico a un truffatore: quando la banca non è responsabile

Un recente caso giudiziario ha chiarito i confini della responsabilità della banca per pagamento in situazioni complesse come le truffe. La vicenda riguarda un’azienda che si è vista sottrarre una somma di denaro destinata a un creditore. Un truffatore è riuscito a incassare i soldi al posto del legittimo beneficiario. L’azienda ha ritenuto l’istituto di pagamento responsabile per non aver verificato adeguatamente l’identità della persona allo sportello. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha offerto una prospettiva diversa, basata su un’analisi rigorosa degli obblighi di diligenza dell’intermediario finanziario.

I fatti: un bonifico domiciliato finito nelle mani sbagliate

La storia inizia quando un’Azienda ordina un pagamento di 4.100 euro tramite un servizio chiamato ‘bonifico domiciliato’. Questo strumento permette al destinatario di ritirare i soldi in contanti presso uno sportello, previa identificazione, anziché vederseli accreditare su un conto corrente. Purtroppo, una persona sconosciuta si è presentata allo sportello dell’istituto di pagamento. Questa persona, pur non essendo il vero creditore, era in possesso di tutti i dati corretti del beneficiario. L’impiegato, dopo aver controllato i documenti, ha consegnato il denaro. L’Azienda, scoperto l’inganno, ha chiesto il risarcimento del danno, accusando l’istituto di essere stato negligente.

La diligenza professionale come metro di giudizio

Il punto centrale della controversia è il concetto di ‘diligenza professionale’. Quando si parla di banche e istituti di pagamento, la legge non richiede una diligenza generica, come quella del ‘buon padre di famiglia’. Richiede invece una diligenza qualificata, specifica del settore. L’istituto di pagamento deve adottare tutte le cautele e le verifiche che ci si aspetta da un operatore esperto e prudente. L’Azienda sosteneva che l’istituto non avesse raggiunto questo standard, consentendo a un impostore di riscuotere la somma. L’istituto, al contrario, affermava di aver seguito tutte le procedure previste.

La valutazione della responsabilità della banca per pagamento

La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione. I giudici hanno dovuto stabilire se l’operato dell’istituto di pagamento fosse stato sufficientemente accurato. L’impiegato allo sportello aveva acquisito una copia della carta d’identità e del certificato di codice fiscale della persona che si era presentata. Aveva poi verificato che i dati anagrafici su questi documenti corrispondessero esattamente a quelli inseriti dall’Azienda nell’ordine di bonifico telematico. Secondo i giudici, questo comportamento era in linea con gli standard di diligenza richiesti. L’istituto non aveva altri elementi forniti dal cliente per poter sospettare di una frode.

Le motivazioni della Cassazione sulla responsabilità della banca per pagamento

La Corte ha respinto il ricorso dell’Azienda. La motivazione si fonda su un principio chiaro: la responsabilità della banca per pagamento non è automatica. L’istituto è responsabile solo se il suo comportamento è negligente. In questo caso, l’intermediario ha dimostrato di aver adempiuto correttamente ai suoi obblighi. Ha eseguito le verifiche imposte dalle procedure e dal contratto. Non poteva fare di più, poiché non erano presenti anomalie evidenti sui documenti presentati dal truffatore. La Corte ha quindi concluso che l’attività svolta era coerente con i principi e gli standard di diligenza professionale richiesti a un operatore finanziario.

Conclusioni: l’onere della prova e le conseguenze

La sentenza stabilisce che l’istituto di pagamento non deve rispondere del danno. L’Azienda ha perso la causa e ha dovuto pagare le spese legali. Questo caso insegna che, per ottenere un risarcimento, non basta dimostrare di aver subito un danno. È necessario provare che la banca o l’intermediario ha commesso un errore, violando i propri doveri di diligenza. Se l’operatore dimostra di aver seguito scrupolosamente le procedure di identificazione e verifica, la sua responsabilità è esclusa, anche se il pagamento finisce nelle mani di un truffatore.

Cos’è un bonifico domiciliato?
È una modalità di pagamento che consente al beneficiario di ritirare una somma di denaro in contanti presso uno sportello fisico, come un ufficio postale, dopo essere stato identificato.

Quando una banca è responsabile se paga la persona sbagliata?
La banca è responsabile se non agisce con la diligenza professionale richiesta, ad esempio omettendo di controllare adeguatamente i documenti di identità di chi incassa il denaro o ignorando evidenti anomalie.

Cosa ha fatto correttamente l’istituto di pagamento in questo caso?
Ha acquisito e verificato la carta d’identità e il codice fiscale della persona allo sportello, controllando che i dati corrispondessero a quelli indicati nell’ordine di pagamento telematico ricevuto dal cliente.

Termini giuridici

Bonifico domiciliato
Un ordine di pagamento che permette al beneficiario di ritirare la somma in contanti presso uno sportello, invece di riceverla su un conto corrente.
Diligenza dell'argentarius
Lo standard di attenzione e perizia, superiore a quello medio, che la legge richiede a una banca o a un intermediario finanziario nello svolgimento delle sue attività.
Onere della prova
Il principio secondo cui chi intende far valere un proprio diritto in un processo deve dimostrare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
Quietanza di pagamento
Un documento scritto con cui chi riceve un pagamento dichiara di averlo ricevuto, liberando così il debitore.
Mandato
Il contratto con cui una parte (il mandatario, in questo caso l'istituto di pagamento) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra (il mandante, il cliente).

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)