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Apprendistato e anzianità: la validità del computo

La controversia riguarda il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del CCNL e degli accordi sindacali che escludevano tale computo. La Corte d’Appello aveva stabilito che l’apprendistato deve essere considerato utile ai fini dell’anzianità in caso di prosecuzione del rapporto. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con l’estinzione del processo a seguito della rinuncia formale al ricorso da parte della società ricorrente, accettata dai lavoratori coinvolti.

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Pubblicato il 16 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 2749 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 2749/2023)

Apprendistato e anzianità di servizio: le tutele del lavoratore

Il riconoscimento dell’anzianità maturata durante il periodo di apprendistato rappresenta un tema centrale nel diritto del lavoro contemporaneo. La questione riguarda la possibilità per i contratti collettivi di escludere o limitare il computo di tale periodo ai fini degli scatti di anzianità. La giurisprudenza si è spesso interrogata sulla natura delle norme che regolano questo istituto, valutando se la contrattazione collettiva possa derogare a quanto previsto dalla legge in favore del lavoratore.

Il caso e la decisione della Corte d’Appello

La vicenda trae origine dal ricorso di alcuni dipendenti di una società di trasporti ferroviari. I lavoratori contestavano la validità di alcune clausole del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e di successivi accordi sindacali. Tali clausole escludevano il computo dell’intero periodo di apprendistato dal calcolo degli aumenti periodici di anzianità. I giudici di merito avevano inizialmente dato ragione ai lavoratori, dichiarando la nullità di tali disposizioni contrattuali.

Secondo la Corte d’Appello, la normativa vigente all’epoca dei fatti imponeva che il periodo di formazione fosse considerato utile a tutti i fini dell’anzianità di servizio qualora il rapporto fosse proseguito come contratto a tempo indeterminato. Questa interpretazione si fonda sul carattere imperativo delle norme di legge, che non possono essere scavalcate da accordi tra sindacati e datori di lavoro se peggiorative per il dipendente.

La natura imperativa delle norme sull’apprendistato

Un punto cardine della discussione riguarda l’articolo 19 della Legge 25/1955. Tale norma stabilisce che il periodo di apprendistato deve essere computato nell’anzianità di servizio. La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che non esiste una differenza sostanziale tra le espressioni normative che indicano il periodo come utile o computato. Entrambe mirano a garantire che la fase iniziale del rapporto non venga ignorata nella progressione economica del lavoratore.

Inoltre, la disciplina deve essere letta in armonia con i principi dell’Unione Europea. La parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro vieta discriminazioni che possano penalizzare i lavoratori in base alla tipologia contrattuale iniziale o all’età, garantendo una tutela uniforme durante l’intera carriera professionale.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso presentato dalla società, non è entrata nel merito della questione giuridica a causa di un evento processuale sopravvenuto. La società ricorrente ha infatti presentato una formale rinuncia al ricorso. Tale atto è stato accettato dai lavoratori controricorrenti, portando alla richiesta congiunta di estinzione del giudizio.

Le motivazioni della decisione risiedono dunque nell’applicazione dell’articolo 390 del codice di procedura civile. Quando la parte che ha proposto l’impugnazione rinuncia formalmente alla stessa e tale rinuncia viene accettata dalle altre parti, il giudice deve limitarsi a dichiarare la fine del processo. Questo comporta che la sentenza della Corte d’Appello, favorevole ai lavoratori, diventi definitiva.

Le conclusioni

L’estinzione del giudizio conferma l’importanza di una gestione attenta delle clausole contrattuali relative all’apprendistato. Sebbene in questo specifico caso la Cassazione non abbia emesso una nuova sentenza di merito, il consolidamento della decisione di secondo grado ribadisce un principio fondamentale: i diritti derivanti dall’anzianità di servizio sono protetti da norme che la contrattazione collettiva non può facilmente aggirare. Le aziende devono quindi valutare con estrema cura la conformità dei propri accordi aziendali e collettivi rispetto ai principi di legge e alla giurisprudenza prevalente per evitare contenziosi seriali e onerosi.

Il periodo di apprendistato deve essere contato per gli scatti di anzianità?
Sì, secondo la normativa e l’orientamento giurisprudenziale prevalente, il periodo di apprendistato è utile ai fini dell’anzianità di servizio se il rapporto di lavoro prosegue oltre la fase formativa.

I contratti collettivi possono escludere l’apprendistato dal calcolo dell’anzianità?
Le clausole dei contratti collettivi che escludono tale computo sono spesso considerate nulle poiché contrastano con norme imperative di legge poste a tutela del lavoratore.

Cosa succede se una parte rinuncia al ricorso in Cassazione?
La rinuncia al ricorso, se accettata dalle altre parti, determina l’estinzione del giudizio e rende definitiva la sentenza emessa nel grado precedente.

Termini giuridici

Apprendistato
Contratto di lavoro a contenuto formativo finalizzato all'acquisizione di competenze professionali specifiche.
Anzianità
Periodo di tempo maturato alle dipendenze di un datore di lavoro, rilevante per diritti economici e normativi.
Estinzione
Cessazione anticipata del processo dovuta a rinuncia agli atti o inattività delle parti.
Rinuncia
Atto formale con cui una parte dichiara di non voler proseguire l'azione giudiziaria intrapresa.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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