Un datore di lavoro può licenziare un dipendente per un reato commesso anni prima?
Sì, la Corte ha stabilito che è legittimo se l’azione disciplinare viene intrapresa tempestivamente dopo aver avuto piena e certa conoscenza della condanna penale definitiva, specialmente quando si tratta di un reato grave che lede la figura morale del lavoratore, anche se commesso al di fuori del contesto lavorativo.
L’attesa della sentenza definitiva rende automaticamente il licenziamento tardivo e illegittimo?
No. Secondo la sentenza, l’attesa della sentenza passata in giudicato non costituisce una violazione del principio di tempestività, ma una scelta prudente e giustificata, volta a fondare il provvedimento disciplinare su un accertamento certo e inoppugnabile dei fatti. Questo è particolarmente vero se il contratto collettivo lo prevede.
Il comportamento del lavoratore durante il processo penale ha rilevanza ai fini del licenziamento?
Sì, ha una rilevanza fondamentale. La Corte ha sottolineato che la condotta omissiva e non trasparente del lavoratore, che ha ripetutamente mancato di fornire al datore di lavoro informazioni complete e veritiere sulla sua situazione giudiziaria, ha contribuito a giustificare l’approccio cauto dell’azienda e ha rafforzato la legittimità del licenziamento finale.