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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che, dopo aver presentato ricorso contro una condanna per ricettazione, ha formalizzato la rinuncia al ricorso stesso. La Corte, applicando il codice di procedura penale, ha dichiarato il ricorso inammissibile con una procedura semplificata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44696 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 44696/2023)

La Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Analisi di un’Ordinanza di Inammissibilità

Nel percorso processuale, l’impugnazione rappresenta uno strumento fondamentale di garanzia. Tuttavia, cosa accade quando la parte che ha presentato un’impugnazione decide di fare un passo indietro? La rinuncia al ricorso è un atto formale con conseguenze procedurali precise e definitive, come illustrato da una recente ordinanza della Corte di Cassazione.

L’ordinanza in esame chiarisce gli effetti immediati di tale atto, trasformando un ricorso pendente in una declaratoria di inammissibilità, con relative conseguenze economiche per il rinunciante.

Il Caso in Esame: Dalla Ricettazione alla Rinuncia

La vicenda processuale ha origine da un ricorso presentato alla Corte di Cassazione da un imputato, condannato dalla Corte d’Appello di Milano per il delitto di ricettazione. L’imputato, attraverso i motivi di ricorso, contestava la sua responsabilità penale e chiedeva, in subordine, che il reato venisse riqualificato come furto.

Tuttavia, prima che la Corte potesse esaminare il merito della questione, l’imputato ha presentato una formale rinuncia al ricorso, pervenuta alla cancelleria della Corte nel mese di luglio 2023. Questo atto ha cambiato radicalmente il corso del procedimento.

La Decisione della Corte sulla Rinuncia al Ricorso

Di fronte alla rinuncia espressa, la Suprema Corte non ha potuto fare altro che prenderne atto e applicare le disposizioni del codice di procedura penale. L’articolo 591, comma 1, lettera d), stabilisce infatti che l’impugnazione è inammissibile quando vi è rinuncia.

Inoltre, i giudici hanno osservato che, trattandosi di un’ipotesi di inammissibilità per espressa rinuncia, la legge consente di utilizzare una procedura semplificata, cosiddetta de plano. Ai sensi dell’art. 610, comma 5-bis del codice di procedura penale, la Corte può decidere senza una formale udienza pubblica, sulla base dei soli atti, data l’evidenza della causa di inammissibilità.

Le Conseguenze Economiche dell’Inammissibilità

La dichiarazione di inammissibilità non è priva di conseguenze per il ricorrente. La Corte, infatti, oltre a chiudere il procedimento, ha condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali. A ciò si è aggiunta la condanna al versamento di una somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista per i casi di inammissibilità del ricorso.

Le Motivazioni

La motivazione della Corte è lineare e si fonda su una precisa applicazione della normativa processuale. La rinuncia al ricorso è un atto volontario e dispositivo della parte che estingue il diritto a ottenere una pronuncia sul merito dell’impugnazione. La legge, a fronte di tale atto, impone al giudice di dichiarare l’inammissibilità senza procedere oltre. La procedura de plano è stata ritenuta adeguata proprio perché la rinuncia elimina ogni questione controversa da discutere in udienza, rendendo la decisione un atto dovuto.

Le Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: la rinuncia al ricorso è un atto irrevocabile che pone fine al giudizio di impugnazione. Le parti devono essere consapevoli che tale scelta non solo rende definitiva la sentenza impugnata, ma comporta anche specifiche conseguenze economiche, quali la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria. La decisione della Corte, sebbene di natura procedurale, serve da monito sull’importanza di ponderare attentamente ogni passo all’interno del processo.

Cosa succede se si rinuncia a un ricorso in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, il che significa che non lo esamina nel merito. Di conseguenza, la sentenza impugnata diventa definitiva.

La rinuncia a un ricorso ha conseguenze economiche?
Sì, come stabilito in questa ordinanza, la parte che rinuncia al ricorso viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.

Perché la Corte ha deciso ‘de plano’, cioè senza udienza?
La Corte ha utilizzato la procedura semplificata ‘de plano’ perché la legge la prevede specificamente per i casi di inammissibilità dovuti a una rinuncia espressa, essendo una questione che non richiede alcuna discussione in udienza.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che impedisce al giudice di esaminarlo nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge, come nel caso di una rinuncia.
De plano
Espressione latina che indica una procedura semplificata con cui il giudice decide senza una formale udienza, basandosi solo sugli atti scritti, quando la questione è di evidente e immediata soluzione.
Cassa delle ammende
Ente pubblico finanziato con le somme derivanti da condanne pecuniarie, che utilizza i fondi per programmi di reinserimento dei detenuti e per il miglioramento delle strutture carcerarie.
Ricettazione
Reato commesso da chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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