Ricorso Inammissibile: Quando i Motivi d’Appello Vincolano la Cassazione
La presentazione di un ricorso in Cassazione è una fase delicata e tecnica del processo penale. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda un principio fondamentale: non è possibile sollevare in sede di legittimità questioni che non siano state specificamente contestate nel precedente grado di appello. L’inosservanza di questa regola porta a una declaratoria di ricorso inammissibile, con conseguenze significative per l’imputato. Analizziamo insieme questa decisione per comprenderne la portata.
I Fatti del Processo
La vicenda processuale ha origine da una sentenza di primo grado emessa dal Tribunale, che condannava una persona alla pena di quattro mesi di reclusione e 688,00 euro di multa per un reato previsto dalla legge sugli stupefacenti (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990), riqualificando l’originaria imputazione. Nella stessa sede, l’imputata veniva assolta dall’accusa di furto aggravato per non aver commesso il fatto.
Successivamente, la Corte d’Appello confermava integralmente la decisione di primo grado. L’appello si concentrava esclusivamente su due punti: la richiesta di concessione delle circostanze attenuanti generiche nella loro massima estensione e la presunta sproporzione del trattamento sanzionatorio. La Corte territoriale, tuttavia, rigettava tali doglianze, ritenendole infondate.
La Decisione della Corte di Cassazione e il Ricorso Inammissibile
Contro la sentenza d’appello, la difesa proponeva ricorso per Cassazione, lamentando un presunto difetto di motivazione. Secondo la ricorrente, la Corte d’Appello avrebbe utilizzato argomentazioni generiche e apodittiche, non assolvendo così al proprio onere motivazionale.
La Suprema Corte, tuttavia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione principale di tale decisione risiede in un principio cardine del diritto processuale: l’effetto devolutivo dell’appello. I motivi presentati nel ricorso per Cassazione erano, infatti, diversi e più ampi rispetto a quelli sollevati in appello. Mentre in appello si era discusso solo delle attenuanti e della pena, in Cassazione si contestava la motivazione sulla responsabilità in termini generali, un tema che non era stato oggetto del precedente gravame.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte ha spiegato che, in base al combinato disposto degli artt. 606, comma terzo, e 609, comma secondo, del codice di procedura penale, non è possibile dedurre in Cassazione questioni non prospettate nei motivi di appello. Questa regola serve a evitare che la Corte di Cassazione sia chiamata a valutare un difetto di motivazione su un punto che non è stato sottoposto al controllo della Corte d’Appello, perché non specificamente contestato.
Nel caso di specie, la Corte territoriale aveva compiutamente motivato sulle uniche questioni che le erano state devolute, ovvero la mancata concessione delle attenuanti generiche e la congruità della pena. Il tema della responsabilità penale, non essendo stato oggetto dei motivi d’appello, era rimasto estraneo al giudizio di secondo grado e, di conseguenza, non poteva essere introdotto per la prima volta in sede di legittimità.
Inoltre, la Corte ha sottolineato la genericità del ricorso, il quale si limitava a denunciare un’assenza di motivazione in modo astratto, senza alcun riferimento concreto alle argomentazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorso inammissibile è stato sanzionato con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende, in applicazione del principio consolidato secondo cui chi introduce colpevolmente una causa di inammissibilità deve sopportarne le conseguenze economiche.
Le Conclusioni
Questa ordinanza offre un’importante lezione pratica sulla strategia processuale. Dimostra in modo inequivocabile l’importanza di formulare atti di appello completi e specifici, che coprano tutti i punti della sentenza di primo grado che si intendono contestare. Qualsiasi aspetto tralasciato in appello non potrà essere recuperato in Cassazione. La decisione evidenzia come un’impugnazione non correttamente impostata non solo sia destinata al fallimento, ma comporti anche ulteriori costi per l’imputato. Pertanto, è cruciale definire con precisione sin dal secondo grado di giudizio l’intero perimetro delle questioni da sottoporre al vaglio del giudice.
È possibile presentare in Cassazione motivi di ricorso diversi da quelli discussi in Appello?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che non possono essere dedotte questioni non prospettate nei motivi di appello. Il ricorso che introduce nuovi argomenti è dichiarato inammissibile, a meno che non si tratti di questioni rilevabili d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
Cosa succede se un ricorso per Cassazione viene dichiarato inammissibile?
In caso di inammissibilità, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle Ammende. In questo caso, la somma è stata fissata a 3.000,00 euro.
Perché la Corte ha ritenuto il ricorso anche generico?
La Corte ha ritenuto il ricorso generico perché la ricorrente si è limitata a lamentare un’assenza di motivazione in modo astratto, senza fornire riferimenti concreti alla sentenza d’appello e senza contestare specificamente le ragioni che la corte territoriale aveva fornito per negare le attenuanti generiche e confermare la pena.