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Inammissibilità del ricorso: Cassazione conferma pena

La Corte di Cassazione, con ordinanza del 28 marzo 2024, ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato da un’imputata contro la sentenza della Corte d’Appello che ne determinava il trattamento sanzionatorio. Il ricorso è stato ritenuto generico e volto a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano motivato la pena sulla base della condotta processuale, dei precedenti penali e della gravità del reato commesso durante la detenzione domiciliare. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 8 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15757 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 15757/2024)

Inammissibilità del Ricorso: Quando l’Appello in Cassazione è Generico

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale del nostro sistema processuale: l’inammissibilità del ricorso quando questo si limita a una critica generica della sentenza impugnata, senza individuare vizi specifici. Questa decisione offre spunti importanti sulla corretta formulazione dei motivi di ricorso e sui limiti del giudizio di legittimità.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un’imputata avverso una sentenza della Corte d’Appello. La ricorrente lamentava un vizio di motivazione esclusivamente in relazione al trattamento sanzionatorio che le era stato inflitto, ritenendolo eccessivamente severo. L’obiettivo era ottenere una mitigazione della pena decisa nel secondo grado di giudizio.

La Decisione della Corte di Cassazione e l’Inammissibilità del Ricorso

La Suprema Corte ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. I giudici hanno stabilito che il motivo addotto non superava il vaglio preliminare di ammissibilità. In sostanza, il ricorso non presentava argomentazioni giuridiche idonee a contestare la logicità e la correttezza legale della decisione della Corte d’Appello, ma si risolveva in una richiesta di nuova valutazione dei fatti.

La conseguenza diretta di questa dichiarazione di inammissibilità è stata la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione su argomentazioni chiare e precise. In primo luogo, ha evidenziato come il ricorso fosse formulato in termini generici. Anziché contestare specifici errori di diritto o vizi logici nella motivazione della sentenza impugnata, la difesa si era limitata a sollecitare nuovi apprezzamenti di merito, proponendo una lettura alternativa dei fatti che si sovrapponeva a quella, tutt’altro che illogica, del giudice precedente.

La Corte ha poi sottolineato che la decisione della Corte d’Appello era, al contrario, ben motivata e giuridicamente ineccepibile. I giudici di secondo grado avevano negato sia le circostanze attenuanti generiche sia una mitigazione della pena basandosi su una pluralità di elementi concreti:

  1. La condotta processuale dell’imputata.
  2. La vita antecedente ai fatti e i plurimi precedenti penali, seppur risalenti nel tempo.
  3. La pericolosità dell’oggetto trasportato fuori dall’abitazione.
  4. Il particolare contesto del reato: la violazione era stata commessa da una persona già sottoposta alla misura alternativa della detenzione domiciliare, un fattore che denota una maggiore gravità della condotta.

Questi elementi, complessivamente considerati, costituivano una base solida e plausibile per la determinazione della pena, rendendo la critica della ricorrente una mera e inammissibile richiesta di rivalutazione.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

L’ordinanza in esame ribadisce un principio cardine del giudizio di Cassazione: la Corte Suprema non è un terzo grado di merito. Il suo compito non è rivalutare i fatti, ma assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge. Un ricorso per Cassazione, per essere ammissibile, deve denunciare vizi specifici della sentenza (violazione di legge o vizio di motivazione palesemente illogico o contraddittorio), non può limitarsi a esprimere un dissenso generico rispetto alla valutazione del giudice di merito.

Questa pronuncia serve da monito: la presentazione di un ricorso generico non solo è inefficace, ma comporta anche conseguenze economiche negative per il ricorrente, come la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Per quale motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché, nella sostanza, era generico e sollecitava un nuovo apprezzamento dei fatti, proponendo una valutazione alternativa a quella del giudice di merito, attività non consentita nel giudizio di legittimità davanti alla Corte di Cassazione.

Quali elementi ha considerato la Corte d’Appello per negare una pena più mite?
La Corte d’Appello ha basato la sua decisione su diversi fattori concreti: la condotta processuale dell’imputata, i suoi precedenti penali, la pericolosità dell’oggetto legato al reato e, soprattutto, il fatto che il crimine sia stato commesso mentre la persona si trovava già in detenzione domiciliare.

Quali sono le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e, come in questo caso, al versamento di una somma di denaro (tremila euro) in favore della Cassa delle ammende, in mancanza di elementi che escludano la colpa nella proposizione del ricorso.

Termini giuridici

Ordinanza
Un provvedimento del giudice che decide su questioni procedurali nel corso di un processo, distinguendosi dalla sentenza che decide sul merito della causa.
Inammissibilità
Una sanzione processuale che impedisce l'esame nel merito di un'impugnazione o di un'istanza, poiché priva dei requisiti formali e sostanziali previsti dalla legge.
Trattamento sanzionatorio
L'insieme della pena (quantità e tipologia) stabilita dal giudice a seguito della condanna per un reato.
Circostanze attenuanti generiche
Fattori non specificati dalla legge che il giudice può valutare per diminuire la pena, tenendo conto delle particolarità del caso e del reo.
Ricorrente
La parte che presenta un ricorso alla Corte di Cassazione per contestare una decisione di un giudice di grado inferiore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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