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Ricorso generico: Cassazione e inammissibilità

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18943/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso generico avverso una sentenza della Corte d’Appello. Il motivo risiede nella formulazione delle censure, ritenute troppo vaghe e non specifiche, sia in merito alla responsabilità dell’imputato sia alla mancata concessione delle attenuanti. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo è di giudice di legittimità, non di merito, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 18943 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 18943/2024)

Ricorso Generico: Quando la Cassazione Dichiara l’Inammissibilità

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, una fase cruciale che richiede precisione e rigore tecnico. Un ricorso generico, privo di critiche specifiche e dettagliate, è destinato a scontrarsi con una pronuncia di inammissibilità, come dimostra la recente ordinanza n. 18943 del 2024 della Suprema Corte. Questo provvedimento ci offre l’occasione per approfondire i requisiti di ammissibilità di un ricorso e le gravi conseguenze di una sua formulazione imprecisa.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Bari. L’appellante contestava la decisione dei giudici di secondo grado su due fronti principali:

  1. La sua affermazione di responsabilità penale.
  2. La mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

Tuttavia, il ricorso è stato redatto in modo tale da non sollevare obiezioni puntuali e argomentate contro le motivazioni della sentenza impugnata. Si trattava, in sostanza, di una critica generale che mirava a ottenere un completo riesame del caso.

L’Analisi della Corte sul Ricorso Generico

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha immediatamente qualificato come ricorso generico, e quindi inammissibile. I giudici hanno sottolineato come il ricorrente si sia limitato a richiedere un “nuovo giudizio di merito”, un’attività che esula totalmente dalle competenze della Corte di Cassazione.

Il ruolo della Suprema Corte, infatti, è quello di giudice di legittimità: il suo compito non è rivalutare le prove o ricostruire i fatti (come farebbe un giudice di primo o secondo grado), ma verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione della sentenza impugnata sia logica e non contraddittoria. Per questo motivo, l’articolo 606 del codice di procedura penale elenca tassativamente i vizi per cui si può ricorrere in Cassazione.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha basato la sua decisione di inammissibilità su due pilastri fondamentali.

Primo, per quanto riguarda la responsabilità, il ricorso non formulava alcuna critica specifica all’apparato motivazionale della sentenza d’appello. L’enunciazione “promiscua e cumulativa” delle ragioni, senza un’analisi mirata dei presunti errori di diritto, ha reso il motivo del tutto generico e, di conseguenza, inaccettabile.

Secondo, in merito alla richiesta delle attenuanti generiche, la Corte ha specificato che il giudizio sulla determinazione della pena è sottratto al suo sindacato, a meno che la motivazione del giudice di merito non sia manifestamente illogica o del tutto assente. Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione ritenuta “del tutto sufficiente e non manifestamente illogica”, rendendo inammissibile anche questa censura.

Conclusioni: L’Importanza della Specificità nel Ricorso per Cassazione

La pronuncia in esame è un monito fondamentale: la redazione di un ricorso per Cassazione deve essere un esercizio di precisione giuridica. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso con la decisione impugnata. È indispensabile individuare con chiarezza i vizi di legittimità, argomentando punto per punto le ragioni per cui si ritiene che la sentenza sia errata in diritto o viziata nella motivazione. Un ricorso generico non solo non ottiene il risultato sperato, ma comporta anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, aggravando ulteriormente la sua posizione.

Perché un ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto “generico”. L’appellante non ha mosso critiche specifiche e motivate alla sentenza precedente, ma si è limitato a chiedere un nuovo e completo esame dei fatti, un’attività che non rientra nelle competenze della Corte di Cassazione.

Cosa significa che un motivo di ricorso è “generico”?
Significa che la critica alla sentenza impugnata è formulata in modo vago, promiscuo e cumulativo, senza individuare con precisione gli errori di diritto o i vizi logici della motivazione. Un ricorso generico non consente alla Corte di Cassazione di svolgere il proprio ruolo di giudice di legittimità.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta non solo il rigetto del ricorso nel merito, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Giudizio di merito
La fase del processo in cui il giudice valuta le prove e ricostruisce i fatti per decidere sulla questione principale. È distinto dal giudizio di legittimità.
Giudizio di legittimità
Il giudizio svolto dalla Corte di Cassazione, che controlla solo la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata, senza riesaminare i fatti.
Circostanze attenuanti generiche
Elementi non specificati dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, valutando la gravità del reato e la personalità del colpevole.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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