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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi e Cassazione

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in materia di stupefacenti. La decisione si fonda sulla totale genericità dei motivi presentati, che non specificavano le ragioni di diritto e di fatto a sostegno della richiesta di annullamento, violando così i requisiti essenziali previsti dal codice di procedura penale.

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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27528 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 27528/2024)

Ricorso Inammissibile per Genericità: la Cassazione Fa Chiarezza

L’impugnazione di una sentenza è un diritto fondamentale, ma deve rispettare precise regole formali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio cardine della procedura penale: la specificità dei motivi. Quando un ricorso è vago e non argomentato, il suo destino è segnato e si scontra con una dichiarazione di ricorso inammissibile. Questo caso offre uno spunto cruciale per comprendere i requisiti essenziali per accedere al giudizio di legittimità.

Il Contesto del Ricorso: i Fatti

Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello che confermava la responsabilità penale di un imputato per un reato previsto dalla legge sugli stupefacenti (art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. 309/1990). L’imputato, non rassegnato alla condanna, decideva di presentare ricorso per cassazione, affidandosi a un unico motivo: un presunto vizio di motivazione della sentenza impugnata e la violazione dell’art. 129 del codice di procedura penale.

L’Approdo in Cassazione

Il ricorso giungeva così all’esame della Suprema Corte. Tuttavia, l’analisi dei giudici di legittimità non si è concentrata sul merito della colpevolezza o innocenza dell’imputato, ma si è fermata a un livello preliminare: la valutazione dei requisiti di ammissibilità dell’atto di impugnazione stesso.

La Genericità dei Motivi: un Ostacolo Insormontabile

La Corte ha immediatamente rilevato una carenza fondamentale nel ricorso presentato. L’articolo 581, lettera d), del codice di procedura penale, stabilisce che l’atto di impugnazione deve contenere l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. Questo requisito, nel caso di specie, era stato completamente disatteso.

Il ricorrente si era infatti limitato a chiedere l’annullamento della sentenza, senza però:

  • Indicare le ragioni a sostegno della sua tesi.
  • Individuare e analizzare specifici profili di censura contro la motivazione della Corte d’Appello.
  • Andare oltre mere affermazioni apodittiche e generiche.

Questa assoluta genericità dei motivi ha reso impossibile per la Corte comprendere su quali basi concrete e giuridiche si fondasse la doglianza, trasformando il ricorso in un atto puramente formale e privo di sostanza. Un ricorso inammissibile è la diretta conseguenza di tale impostazione.

Le Motivazioni della Cassazione

Nelle sue motivazioni, la Suprema Corte ha richiamato il quadro normativo di riferimento. L’inosservanza del disposto dell’art. 581, lettera d), integra una causa di inammissibilità prevista espressamente dall’art. 591, lettera c), del codice di procedura penale. La Corte ha sottolineato che un ricorso non può essere una semplice manifestazione di dissenso rispetto alla decisione impugnata. Deve, al contrario, essere uno strumento tecnico che dialoga criticamente con la motivazione della sentenza, evidenziandone con precisione le presunte falle logiche o le violazioni di legge.

Poiché il ricorso in esame era del tutto privo di questa specificità, i giudici non hanno potuto fare altro che dichiararlo inammissibile. La decisione ha comportato non solo la conferma della sentenza di condanna, ma anche un’ulteriore sanzione per il ricorrente.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia

La decisione della Cassazione è un monito importante: il diritto di impugnazione non è un’istanza generica di riesame. Per accedere al giudizio di legittimità è indispensabile formulare censure precise, dettagliate e argomentate. Un ricorso inammissibile non solo non ottiene il risultato sperato, ma comporta anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in tremila euro. Questa ordinanza rafforza il principio secondo cui la chiarezza e la specificità non sono meri formalismi, ma requisiti essenziali che garantiscono la serietà e la funzionalità del sistema giudiziario.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che il ricorso non specifica le ragioni di diritto e gli elementi di fatto su cui si basa, limitandosi a chiedere l’annullamento della sentenza senza argomentare in modo dettagliato contro la motivazione del giudice precedente.

Qual è la norma che impone la specificità dei motivi di ricorso?
L’articolo 581, lettera d), del codice di procedura penale richiede ‘l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta’.

Quali sono le conseguenze per chi presenta un ricorso inammissibile?
La parte che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che in questo caso ammontava a 3.000 euro.

Termini giuridici

Inammissibilità
Una condizione giuridica per cui un'impugnazione o un ricorso non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Ricorso per cassazione
L'ultimo grado di giudizio nel sistema legale italiano, con cui si impugna una sentenza non per riesaminare i fatti, ma per verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici precedenti.
Motivi di ricorso
Le argomentazioni specifiche, basate su elementi di fatto e ragioni di diritto, che una parte presenta per contestare una decisione giudiziaria e chiederne la riforma o l'annullamento.
Affermazioni apodittiche
Dichiarazioni presentate come verità assolute e indiscutibili, ma che sono prive di qualsiasi dimostrazione, argomentazione o prova a loro sostegno.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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