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Ricorso inammissibile: perché non basta ripetere i motivi

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in quanto i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La decisione sottolinea che l’impugnazione deve contenere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse doglianze. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 17 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 32198 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 32198/2024)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza dei Motivi Specifici

Quando si presenta un ricorso in Cassazione, non è sufficiente essere in disaccordo con la sentenza precedente. È fondamentale articolare una critica precisa e puntuale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito questo principio, dichiarando un ricorso inammissibile perché si limitava a ripetere le argomentazioni già presentate e respinte in appello. Questo caso offre uno spunto essenziale per comprendere i requisiti di ammissibilità delle impugnazioni nel nostro ordinamento.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine dalla condanna di un’imputata, confermata dalla Corte di Appello di Venezia, per un reato contro il patrimonio. La pena inflitta era di due mesi di reclusione e una multa. L’imputata, tramite il suo difensore, ha deciso di impugnare la sentenza di secondo grado presentando ricorso alla Corte di Cassazione. I motivi del ricorso erano due: l’erronea applicazione di una specifica aggravante e la manifesta illogicità nella determinazione della pena, ritenuta eccessiva.

I Motivi del Ricorso e la Decisione della Corte

La difesa ha contestato la decisione della Corte d’Appello, ma secondo la Suprema Corte, lo ha fatto in modo non conforme ai requisiti di legge. Invece di confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza di appello, il ricorso si è limitato a riproporre le stesse identiche considerazioni già sollevate nel precedente grado di giudizio. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni: Perché il ricorso è inammissibile?

La decisione della Corte si fonda su un principio cardine del diritto processuale penale: la funzione dell’impugnazione. Vediamo nel dettaglio le ragioni giuridiche che hanno portato a questa conclusione.

La Funzione Critica dell’Impugnazione

Come ribadito costantemente dalla giurisprudenza di legittimità, la funzione tipica di un’impugnazione è quella di svolgere una critica argomentata avverso il provvedimento che si contesta. L’atto di ricorso deve indicare specificamente, a pena di inammissibilità, le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono la richiesta di riforma della decisione. Contenuto essenziale è, quindi, un confronto puntuale e critico con le argomentazioni della sentenza impugnata. Se manca questo confronto, il ricorso perde la sua funzione e non può essere esaminato nel merito.

La Mera Ripetizione dei Motivi di Appello e il conseguente ricorso inammissibile

Nel caso di specie, i giudici hanno rilevato che i motivi del ricorso non si confrontavano affatto con la motivazione logica e congrua della Corte territoriale. Al contrario, reiteravano le medesime considerazioni critiche già espresse nell’atto di appello. Un ricorso per cassazione che si limita a riprodurre e reiterare gli stessi motivi già prospettati e motivatamente respinti in secondo grado, senza un confronto critico con gli argomenti usati nel provvedimento impugnato, è destinato inevitabilmente all’inammissibilità. È come se l’appellante ignorasse completamente le ragioni fornite dal giudice precedente, presentando di nuovo lo stesso scritto.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza è un monito importante per chiunque intenda presentare un ricorso in Cassazione. Non è una terza istanza di merito dove si possono semplicemente riproporre le proprie tesi. È un giudizio di legittimità, che richiede un’analisi tecnica e mirata dei presunti errori di diritto commessi dal giudice del grado precedente. Per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile, con le relative conseguenze economiche, è indispensabile che l’atto di impugnazione si concentri nel demolire, con argomenti giuridici specifici, le fondamenta logiche e legali della sentenza che si intende contestare.

Perché un ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile in questo caso?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte dalla Corte d’Appello, senza confrontarsi criticamente e in modo specifico con le motivazioni della sentenza impugnata.

Qual è la funzione tipica di un atto di impugnazione secondo la Corte?
Secondo la Corte, la funzione essenziale di un’impugnazione è quella di svolgere una critica argomentata contro il provvedimento che si contesta, indicando in modo specifico le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che fondano il dissenso.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che ne impedisce l'esame nel merito da parte del giudice a causa di vizi formali o della mancanza dei requisiti previsti dalla legge.
Ricorso per cassazione
Mezzo di impugnazione con cui si richiede alla Corte di Cassazione di verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici di merito, senza poter riesaminare i fatti del processo.
Doglianze
Nel linguaggio giuridico, sono le lamentele, le critiche o i motivi di contestazione sollevati in un atto di impugnazione contro una decisione giudiziaria.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con i proventi delle sanzioni pecuniarie penali, destinato a finanziare progetti per la prevenzione della criminalità e il reinserimento sociale dei condannati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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