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Inammissibilità ricorso: quando i motivi sono generici

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità di un ricorso contro una condanna per appropriazione indebita. La decisione si fonda sulla genericità e sulla mancanza di correlazione dei motivi di ricorso rispetto alla sentenza impugnata, ribadendo che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. La declaratoria di inammissibilità ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 12 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39053 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 39053/2024)

Inammissibilità del Ricorso in Cassazione: La Lezione sulla Specificità dei Motivi

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre un’importante lezione sui requisiti formali del ricorso, sottolineando come la genericità delle doglianze conduca inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità ricorso. Questo principio è fondamentale per chiunque intenda impugnare una decisione giudiziaria, poiché evidenzia la necessità di un’argomentazione precisa e direttamente collegata alle motivazioni del provvedimento contestato.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da un ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Roma, che aveva confermato una condanna per il delitto di appropriazione indebita, previsto dall’art. 646 del codice penale. L’imputato, non soddisfatto della decisione di secondo grado, decideva di adire la Corte di Cassazione, affidando il suo ricorso a due distinti motivi.

Il primo motivo lamentava una presunta violazione di legge e un vizio di motivazione riguardo all’affermazione della sua responsabilità penale. Il secondo, invece, contestava l’eccessività della pena inflitta e l’applicazione di una circostanza aggravante.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Corte Suprema, con l’ordinanza in esame, ha respinto in toto le argomentazioni del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La decisione, sebbene concisa, è densa di significato e ribadisce principi consolidati della procedura penale.

Le Motivazioni: La Specificità come Requisito per Evitare l’Inammissibilità Ricorso

La Corte ha analizzato separatamente i due motivi di ricorso, evidenziandone le criticità che hanno portato alla decisione finale.

Il primo motivo è stato giudicato inammissibile per mancanza di specificità. I giudici hanno sottolineato che il ricorso era manchevole nell’indicare una chiara correlazione tra le ragioni esposte nell’atto di impugnazione e quelle argomentate dalla Corte d’Appello nella sentenza impugnata. In pratica, il ricorrente non può ignorare le motivazioni del giudice precedente, ma deve confrontarsi criticamente con esse. La genericità, intesa non solo come indeterminatezza ma anche come assenza di un dialogo con la decisione contestata, rende il motivo di ricorso non scrutinabile nel merito, determinandone l’inammissibilità ai sensi dell’art. 591, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale.

Anche il secondo motivo, relativo alla quantificazione della pena, è stato ritenuto manifestamente infondato. La Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Tale potere deve essere esercitato nel rispetto dei criteri guida fissati dagli articoli 132 e 133 del codice penale (gravità del reato, capacità a delinquere del reo, ecc.). Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha ritenuto che il giudice d’appello avesse adeguatamente motivato la sua decisione, facendo riferimento a elementi ritenuti decisivi. Pertanto, non sussistevano i presupposti per un intervento correttivo da parte del giudice di legittimità.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza funge da monito per avvocati e assistiti: la redazione di un ricorso per Cassazione richiede rigore e precisione. Non è sufficiente esporre un generico dissenso rispetto alla sentenza impugnata. È, invece, indispensabile costruire un’argomentazione puntuale che demolisca, punto per punto, il ragionamento del giudice del grado precedente. L’inosservanza di questo onere argomentativo trasforma l’impugnazione in un atto sterile, destinato a scontrarsi con una pronuncia di inammissibilità ricorso, con conseguente aggravio di spese e sanzioni. La discrezionalità del giudice di merito sulla pena, se correttamente motivata, resta un baluardo difficilmente superabile in sede di legittimità.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile per ‘mancanza di specificità’?
Un ricorso è inammissibile per mancanza di specificità quando i motivi presentati sono generici e non si confrontano criticamente con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata, omettendo di creare una correlazione diretta tra le proprie ragioni e quelle del giudice precedente.

La Corte di Cassazione può modificare la quantità della pena decisa da un altro giudice?
Generalmente no. La determinazione della pena è un potere discrezionale del giudice di merito. La Corte di Cassazione può intervenire solo se la motivazione è palesemente illogica, contraddittoria o viola la legge, ma non per riesaminare la valutazione del giudice che ha portato a una certa condanna.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso penale è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, stabilita dal giudice, in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che ne impedisce l'esame nel merito a causa della mancanza di requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Mancanza di specificità
Vizio di un motivo di ricorso che si verifica quando le censure sono formulate in modo generico, senza un confronto critico e puntuale con le argomentazioni della decisione impugnata.
Discrezionalità del giudice
Potere del giudice di decidere, entro i limiti fissati dalla legge, basandosi su una valutazione ponderata delle circostanze specifiche del caso, come nella determinazione della pena.
Cassa delle ammende
Ente pubblico finanziato con le somme derivanti da sanzioni pecuniarie, destinato a finanziare programmi di reinserimento dei detenuti e di miglioramento delle strutture carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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