L’ordinanza della Corte di Cassazione in esame offre un chiaro esempio di come un’impugnazione possa essere rigettata senza nemmeno entrare nel merito delle questioni sollevate. Il concetto di ricorso inammissibile è fondamentale nel nostro sistema processuale, poiché funge da filtro per evitare che la Suprema Corte venga investita di questioni pretestuose o non correttamente formulate. Analizziamo come i giudici siano giunti a tale conclusione in un caso di esercizio abusivo della professione.
I Fatti del Caso
Un soggetto, precedentemente condannato sia in primo grado dal Tribunale di Padova che in secondo grado dalla Corte d’Appello di Venezia per i reati di falsità materiale (art. 482 c.p.) ed esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.), decideva di presentare ricorso per Cassazione. L’imputato basava la sua difesa su due motivi principali: contestava la logicità della motivazione della sentenza d’appello riguardo alla sussistenza del reato di esercizio abusivo e lamentava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con ordinanza del 9 ottobre 2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non ha comportato una nuova valutazione dei fatti, ma unicamente un controllo sulla validità dei motivi presentati. Di conseguenza, la condanna inflitta nei gradi di merito è diventata definitiva. Oltre a ciò, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Inammissibile?
La Corte ha basato la sua decisione su una valutazione critica dei motivi di ricorso, ritenendoli entrambi privi dei requisiti minimi per essere esaminati nel merito.
Primo Motivo: La Genericità e Ripetitività delle Censure
Il primo motivo, relativo alla presunta illogicità della motivazione sulla sussistenza del reato, è stato considerato una pedissequa reiterazione di argomenti già esposti e puntualmente respinti dalla Corte d’Appello. I giudici di legittimità hanno sottolineato che un ricorso in Cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse doglianze, ma deve svolgere una critica argomentata e specifica contro le ragioni della sentenza impugnata. In assenza di tale critica, il motivo è stato considerato non specifico e solo apparentemente fondato, quindi inammissibile.
Secondo Motivo: Il Diniego delle Attenuanti Generiche
Anche il secondo motivo è stato giudicato manifestamente infondato. La Corte ha osservato che la sentenza d’appello aveva fornito una motivazione logica e priva di vizi per negare le attenuanti generiche. A tal proposito, è stato richiamato un principio consolidato della giurisprudenza: nel motivare il diniego delle attenuanti, il giudice di merito non è tenuto a esaminare analiticamente tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli emersi, ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi. La valutazione della Corte d’Appello è stata quindi ritenuta corretta e insindacabile in sede di legittimità.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia
Questa ordinanza ribadisce un principio cruciale per chiunque intenda presentare un ricorso in Cassazione: non è sufficiente essere in disaccordo con una sentenza. È necessario formulare motivi specifici, che individuino vizi di legittimità (violazione di legge o vizi di motivazione) e non si limitino a riproporre argomenti di fatto già valutati. Un ricorso inammissibile non solo rende definitiva la condanna, ma comporta anche ulteriori oneri economici per il ricorrente, evidenziando l’importanza di un’attenta e professionale redazione dell’atto di impugnazione.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile se i motivi presentati sono generici, si limitano a ripetere argomentazioni già respinte nei gradi di merito senza una critica specifica alla sentenza impugnata, oppure se sono manifestamente infondati.
Il giudice è obbligato a considerare tutti gli elementi a favore dell’imputato per concedere le attenuanti generiche?
No. La Corte ha ribadito che, per motivare il diniego delle attenuanti generiche, è sufficiente che il giudice faccia riferimento agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza dover prendere in considerazione ogni singolo fattore favorevole o sfavorevole dedotto dalle parti.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile in ambito penale?
Quando un ricorso penale viene dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, il cui importo è stabilito dal giudice.