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Estinzione del giudizio: la Cassazione e la rinuncia

Un’ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo. In una controversia tra un lavoratore e un ente pubblico, le parti hanno presentato ricorso principale e incidentale contro la decisione della Corte d’Appello. Tuttavia, prima della discussione, hanno raggiunto un accordo e rinunciato agli atti. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà delle parti, ha dichiarato l’estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali data la rinuncia reciproca.

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 27871 Anno 2024 (Cass. civ. sez. lavoro n. 27871/2024)

Estinzione del Giudizio: Quando l’Accordo tra le Parti Chiude la Causa in Cassazione

L’estinzione del giudizio rappresenta una delle modalità con cui un processo può concludersi senza una decisione nel merito. Ciò accade quando le parti, attraverso un accordo o una rinuncia agli atti, manifestano la volontà di non proseguire la controversia. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di questo istituto, mostrando come un accordo transattivo possa porre fine a una complessa disputa di diritto del lavoro anche nell’ultimo grado di giudizio.

I Fatti del Caso: La Controversia sul “Cantiere Scuola-Lavoro”

La vicenda trae origine dalla domanda di un lavoratore contro un ente comunale. Il lavoratore chiedeva il riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro intercorso per diversi anni sulla base di contratti qualificati come “cantiere scuola-lavoro”. Le sue richieste includevano il pagamento di differenze retributive, la riassunzione in servizio con inquadramento nella categoria C del CCNL Regioni e Autonomie Locali, e il risarcimento dei danni.

La Corte d’Appello, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva accolto solo in minima parte le pretese del lavoratore. Pur negando la natura subordinata del rapporto, aveva riconosciuto il diritto a una compensazione economica sulla base dell’art. 2126 c.c., ravvisando l’esistenza di un rapporto di fatto per un impiego parziale di sei ore settimanali in attività non riconducibili ai progetti formativi originari.

L’Approdo in Cassazione e la Svolta Processuale

Insoddisfatti della decisione di secondo grado, sia l’ente comunale (con ricorso principale) sia il lavoratore (con ricorso incidentale) si sono rivolti alla Corte di Cassazione, sollevando diverse censure.

Tuttavia, prima che la Suprema Corte potesse esaminare nel merito i motivi di ricorso, è intervenuto un fatto nuovo e decisivo: le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale per definire la controversia. A seguito di questa transazione, l’ente ha depositato un atto di rinuncia al proprio ricorso, a cui è seguita l’accettazione e un’analoga rinuncia da parte del lavoratore.

Le Motivazioni: La Dichiarazione di Estinzione del Giudizio

Di fronte alla rinuncia reciproca, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che applicare le norme procedurali che disciplinano tale evenienza. Ai sensi dell’art. 390 del Codice di procedura civile, la parte può rinunciare al ricorso finché non sia cominciata la relazione all’udienza. Tale rinuncia, se accettata dalle altre parti costituite che vi abbiano interesse, comporta l’estinzione del procedimento.

La Corte ha verificato la sussistenza delle condizioni processuali, ovvero la formale rinuncia di entrambe le parti, e ha quindi dichiarato l’estinzione del giudizio di legittimità. Per quanto riguarda le spese legali, l’art. 391, comma 4, del Codice di procedura civile stabilisce che, in caso di rinuncia, il rinunciante deve rimborsare le spese alle altre parti, salvo diverso accordo. In questo specifico caso, poiché le parti avevano reciprocamente accettato la rinuncia nel contesto di un accordo complessivo, la Corte non ha emesso alcuna pronuncia sulle spese, che si intendono regolate privatamente tra le stesse.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Rinuncia al Ricorso

La decisione evidenzia l’importanza degli strumenti di definizione alternativa delle controversie, come la transazione, che possono essere utilizzati efficacemente in qualsiasi stato e grado del giudizio, compreso quello di legittimità. L’estinzione del giudizio non porta a una sentenza che afferma chi ha torto o ragione, ma prende atto della volontà delle parti di porre fine alla lite. L’accordo transattivo diventa la nuova fonte che regola i loro rapporti, sostituendosi a qualsiasi potenziale pronuncia giudiziale. Questa soluzione consente alle parti di ottenere una certezza immediata, evitando i tempi e le incertezze di un’ulteriore fase processuale.

Cosa succede se le parti si accordano dopo aver presentato ricorso in Cassazione?
Se le parti raggiungono un accordo, possono depositare un atto di rinuncia al ricorso. Se la rinuncia è accettata dalle altre parti, la Corte di Cassazione dichiara l’estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia legale.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del giudizio in questo caso?
La Corte ha dichiarato l’estinzione perché entrambe le parti, dopo aver sottoscritto un accordo transattivo, hanno formalmente rinunciato ai rispettivi ricorsi (principale e incidentale), soddisfacendo così le condizioni previste dall’articolo 390 del Codice di procedura civile.

Chi paga le spese legali in caso di estinzione del giudizio per rinuncia reciproca?
In questo caso, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali. Poiché le parti hanno reciprocamente accettato la rinuncia, ai sensi dell’articolo 391, comma 4, del Codice di procedura civile, le spese si considerano regolate dall’accordo privato raggiunto tra di loro.

Termini giuridici

Ricorrente principale
La parte che per prima impugna una sentenza, avviando il successivo grado di giudizio (in questo caso, il ricorso per cassazione).
Ricorrente incidentale
La parte che, dopo aver ricevuto la notifica del ricorso principale, decide a sua volta di impugnare la stessa sentenza su punti per lei sfavorevoli.
Causa petendi
L'insieme dei fatti e delle ragioni di diritto su cui si fonda una domanda giudiziale.
Transazione
Un contratto con cui le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già iniziata o ne prevengono una che potrebbe sorgere.
Rinuncia al ricorso
L'atto formale con cui una parte che ha presentato un'impugnazione dichiara di non volerla proseguire, determinando, se accettata, l'estinzione del giudizio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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