Obbligo di Presentazione e Ricorso in Cassazione: Quando è Inammissibile?
L’ordinanza in esame offre un importante chiarimento sui requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione, in particolare quando si contesta la violazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La Corte Suprema ha ribadito un principio fondamentale: un ricorso non può essere una semplice fotocopia dei motivi già presentati in appello, ma deve confrontarsi criticamente con la decisione impugnata. Analizziamo insieme i dettagli del caso e le conclusioni della Corte.
I fatti del caso
Un soggetto veniva condannato in primo e secondo grado alla pena di un anno e tre mesi di reclusione per aver violato più volte l’obbligo di presentazione presso il commissariato. Questo obbligo gli era stato imposto dal Questore come misura di prevenzione, connessa alla sua partecipazione a gruppi ultras, per impedirgli di prendere parte a disordini durante le competizioni sportive. L’imputato decideva di contestare la condanna presentando ricorso per cassazione, sostenendo che il fatto non sussistesse e lamentando un vizio di motivazione nella sentenza d’appello.
La genericità del ricorso e l’obbligo di presentazione
Il ricorrente, nel suo unico motivo, chiedeva l’assoluzione, ma la Corte di Cassazione ha immediatamente rilevato la debolezza dell’argomentazione. Il ricorso, infatti, si limitava a riproporre le stesse doglianze già esposte nell’atto di appello, senza però analizzare e contestare in modo specifico le ragioni per cui la Corte d’Appello le aveva respinte. La giurisprudenza è costante nell’affermare che un ricorso così formulato è inammissibile, poiché non svolge la sua funzione critica nei confronti del provvedimento impugnato, ma si limita a una sterile ripetizione.
Le motivazioni della Corte di Cassazione
La Corte ha smontato le argomentazioni difensive, sottolineando alcuni punti chiave. In primo luogo, ha giudicato irrilevante la circostanza che la partita si fosse svolta ‘a porte aperte’ o ‘a porte chiuse’. L’obbligo di presentazione è una misura di prevenzione finalizzata al controllo del soggetto, e questa esigenza non viene meno a seconda delle modalità di svolgimento dell’evento sportivo.
In secondo luogo, la Corte territoriale aveva già evidenziato un fatto cruciale: l’imputato era inserito in un gruppo ultras. Tale appartenenza rendeva, secondo i giudici, ‘poco credibile’ che egli non fosse a conoscenza del calendario degli incontri della squadra e, di conseguenza, del suo dovere di presentarsi in commissariato. L’obbligo di informarsi è un corollario implicito della misura stessa. Stante la manifesta infondatezza e la genericità del ricorso, la Corte lo ha dichiarato inammissibile.
Conclusioni: le conseguenze dell’inammissibilità
La decisione ha avuto conseguenze significative per il ricorrente. In base all’art. 616 del codice di procedura penale, la dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta non solo la condanna al pagamento delle spese processuali, ma anche a una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. In questo caso, la somma è stata quantificata in 3.000 euro. La sentenza ribadisce quindi un monito importante: un ricorso in cassazione deve essere tecnicamente ben costruito, specifico e critico verso la decisione precedente. In caso contrario, il rischio è non solo di vedere confermata la condanna, ma anche di subire ulteriori sanzioni economiche.
Cosa succede se un ricorso per cassazione si limita a ripetere i motivi dell’appello?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione richiede che i motivi del ricorso si confrontino criticamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, non che si limitino a riproporre le stesse questioni già respinte.
La circostanza che una partita si svolga a porte chiuse incide sull’obbligo di presentazione in commissariato?
No, secondo la Corte questa circostanza è irrilevante. L’obbligo di presentazione è una misura di prevenzione finalizzata al controllo della persona, e tale esigenza di controllo non dipende dalle modalità di svolgimento dell’evento sportivo.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
La parte che ha presentato il ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in 3.000 euro.