Ricorso Generico: Quando la Cassazione Dichiara l’Inammissibilità
L’impugnazione di una sentenza è un diritto fondamentale, ma deve rispettare precise regole formali. Un ricorso generico, ovvero privo di motivi specifici, rischia di essere dichiarato inammissibile, con conseguenze economiche per chi lo presenta. L’ordinanza n. 31642/2024 della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di questa dinamica, sottolineando l’importanza di redigere atti di impugnazione chiari e dettagliati.
I Fatti del Caso
Il caso ha origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Venezia. Il ricorrente lamentava una violazione di legge e un difetto di motivazione da parte dei giudici di secondo grado in merito a due aspetti cruciali: la determinazione del trattamento sanzionatorio e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. In sostanza, l’imputato riteneva la pena inflitta troppo severa e ingiustificata la negazione di uno sconto di pena.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito delle questioni sollevate (la congruità della pena o la concessione delle attenuanti), ma si è fermata a un livello preliminare, quello dei requisiti di ammissibilità dell’atto stesso. Oltre a respingere il ricorso, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: la Genericità del Ricorso come Vizio Insanabile
La Corte ha fondato la sua decisione sull’articolo 581, comma 1, lettera d), del codice di procedura penale. Questa norma impone che i motivi di impugnazione indichino specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. Nel caso di specie, il ricorso generico si limitava a enunciare un dissenso rispetto alla decisione della Corte d’Appello, senza però:
- Specificare gli elementi concreti: non venivano indicati i passaggi della sentenza impugnata ritenuti errati o illogici.
- Argomentare le censure: mancava un’analisi critica che spiegasse perché la motivazione dei giudici di appello fosse inadeguata.
La Cassazione ha evidenziato che la motivazione della sentenza di secondo grado era, al contrario, adeguata. Di fronte a tale motivazione, il ricorrente avrebbe dovuto contrapporre argomentazioni puntuali. La genericità dell’atto ha impedito alla Corte di Cassazione di esercitare il proprio ruolo di controllo, non essendo stati forniti gli strumenti per individuare con precisione i rilievi mossi.
Conclusioni: L’Importanza della Specificità negli Atti Giudiziari
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: non è sufficiente lamentare un’ingiustizia, ma è necessario dimostrarla attraverso un’argomentazione precisa, puntuale e ancorata agli atti processuali. Un ricorso generico non solo è inefficace, ma espone il ricorrente a ulteriori costi. La decisione serve da monito sull’importanza di affidarsi a una difesa tecnica che sappia redigere atti di impugnazione conformi ai requisiti di specificità richiesti dalla legge, trasformando il dissenso in una critica giuridicamente strutturata e ammissibile.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto “del tutto generico”, in quanto non indicava gli elementi specifici a sostegno della censura, non consentendo così al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi alla sentenza impugnata.
Quali erano i motivi del ricorso originale?
L’unico motivo del ricorso era la presunta violazione di legge e il difetto di motivazione riguardo alla determinazione del trattamento sanzionatorio e al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.