La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alle autorità rumene in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'interessato non aveva fornito prove sufficienti del suo radicamento quinquennale in Italia. Elementi come la sua ammissione di risiedere stabilmente in Italia solo da tre anni, la sua presenza in Romania per commettere il reato e durante il processo, e il fatto che i legami documentati fossero principalmente a nome della madre, sono stati ritenuti decisivi per escludere la possibilità di scontare la pena in Italia.
Continua »