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Legge 335/1995 — Anno 2023

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Altri anni per Legge 335/1995

Contributo di solidarietà: stop ai prelievi delle Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possono ridurre trattamenti già determinati per esigenze di bilancio, poiché tale prelievo rientra nelle prestazioni patrimoniali riservate alla legge statale ex art. 23 Cost. La decisione ribadisce la tutela del principio del pro-rata e condanna l'ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi delle Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sui trattamenti pensionistici già in essere. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre prelievi forzosi che non incidano sui criteri di calcolo della pensione, ma che si configurino come vere e proprie prestazioni patrimoniali. Tale imposizione è riservata esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione, rendendo nulle le delibere interne dell'ente che tentano di ridurre le pensioni già determinate.
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Prescrizione contributi previdenziali: nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione contributi previdenziali viene interrotta dalla regolare notifica delle cartelle esattoriali. Se l'agente della riscossione rimane inerte, l'ente creditore ha diritto a richiedere il risarcimento del danno, che può essere quantificato dal giudice in via equitativa. Inoltre, l'interruzione della prescrizione è considerata un'eccezione in senso lato, pertanto il giudice può rilevarla d'ufficio se i fatti interruttivi risultano dai documenti ritualmente acquisiti nel processo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri pensionati. La decisione stabilisce che gli enti privatizzati non possono ridurre trattamenti pensionistici già determinati, poiché ciò violerebbe il principio del pro-rata e la riserva di legge prevista dall'Art. 23 della Costituzione. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme trattenute indebitamente è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria, rigettando la tesi della prescrizione quinquennale.
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Massimale pensionabile: validità per lo spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo dal d.P.R. 1420/1971 continua ad applicarsi anche alla Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla pretesa di una lavoratrice di ricalcolare la pensione senza il limite giornaliero, sostenendo l'abrogazione della vecchia norma. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che le riforme del 1995 e del 1997 non hanno eliminato tale tetto, necessario per l'equilibrio finanziario del sistema.
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**Massimale pensionabile**: novità per lo spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il **massimale pensionabile** giornaliero previsto per i lavoratori dello spettacolo continua ad applicarsi anche alla quota B del trattamento pensionistico. La sentenza chiarisce che non vi è stata alcuna abrogazione tacita della normativa del 1971 da parte delle riforme successive, in quanto il limite retributivo è essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali speciali. La decisione ribalta l'orientamento di merito che escludeva il tetto per le anzianità maturate dopo il 1992.
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Massimale pensionabile: la Cassazione sulla quota B
La Corte di Cassazione ha chiarito che il **Massimale pensionabile** previsto dal d.P.R. n. 1420 del 1971 continua ad applicarsi anche alla quota B delle pensioni per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La controversia nasceva dalla pretesa di una pensionata di ottenere la riliquidazione del trattamento senza l'applicazione del tetto retributivo, sostenendo che il d.lgs. n. 182 del 1997 avesse implicitamente abrogato tale limite. Gli Ermellini hanno invece stabilito che non vi è alcuna incompatibilità tra le norme e che il massimale è essenziale per garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale.
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Prescrizione contributiva: calcolo del termine INPS
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo della prescrizione contributiva relativa alla Gestione separata INPS per l'anno 2009. Un professionista aveva contestato una richiesta di pagamento sostenendo l'avvenuta estinzione del debito. Mentre i giudici di merito avevano fissato la decorrenza del termine al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha rilevato che, per effetto di una proroga governativa, il termine iniziale doveva essere individuato nel 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo del termine impedisce la formazione del giudicato interno, rendendo necessario un nuovo esame per verificare se la richiesta dell'ente sia giunta prima della scadenza effettiva.
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Gestione Separata INPS: sanzioni e professionisti
Un professionista tecnico ha impugnato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per l'attività svolta in parallelo al lavoro dipendente. La Corte d'Appello aveva confermato la pretesa dell'ente previdenziale, ma il ricorrente ha sollevato dubbi sulla prescrizione dei crediti e sulla legittimità delle sanzioni applicate. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione sanzionatoria e i recenti interventi della Corte Costituzionale, ha deciso di rimettere la causa alla sezione ordinaria per un approfondimento nomofilattico sulla Gestione Separata INPS.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privatizzato sulle pensioni già in essere. La decisione ribadisce che gli enti non possono esercitare poteri impositivi riservati allo Stato, né ridurre trattamenti già determinati violando il principio del pro rata. Il prelievo forzoso è stato giudicato privo di base legale, obbligando l'ente alla restituzione delle somme trattenute al pensionato.
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Prescrizione contributiva: calcolo della decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione contributiva per i professionisti iscritti alla Gestione Separata. Il caso riguarda un avvocato a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto contributi per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, fissando la decorrenza al 16 giugno 2010. Tuttavia, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, stabilendo che il termine di prescrizione deve decorrere dal 6 luglio 2010, in virtù delle proroghe dei versamenti stabilite per i soggetti sottoposti agli studi di settore. La decisione chiarisce che il giudice deve individuare d'ufficio il corretto termine di scadenza per il calcolo dei cinque anni.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni dei propri iscritti. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possiedono il potere di istituire prelievi di natura tributaria, poiché tale competenza è riservata esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'Art. 23 della Costituzione. La decisione ribadisce che tali trattenute violano il principio del pro rata e non possono essere giustificate dalla semplice autonomia gestionale dell'ente, condannando la Cassa alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. I giudici hanno stabilito che tali enti non possiedono il potere di imporre prelievi forzosi su trattamenti già determinati, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione. La decisione ribadisce che l'autonomia gestionale delle Casse non può violare il principio del pro rata né trasformarsi in un potere impositivo di natura tributaria, condannando l'ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre prelievi forzosi sui trattamenti già determinati, poiché tale potere è riservato esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione. L'autonomia degli enti si limita alla definizione dei criteri di calcolo per le prestazioni future e non può tradursi in una tassazione impropria delle pensioni già maturate.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno stabilito che l'autonomia degli enti previdenziali non permette di istituire prelievi forzosi sui trattamenti già determinati, poiché tale potere è riservato esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'Art. 23 della Costituzione. La decisione obbliga l'ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute ai pensionati o ai loro eredi, ribadendo che la stabilità di bilancio non può giustificare violazioni della riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali.
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Fondo Elettrici: guida al ricalcolo della pensione
Un pensionato iscritto al Fondo Elettrici ha richiesto il ricalcolo del proprio trattamento pensionistico invocando l'applicazione delle regole del regime generale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che i limiti previsti dalla normativa di armonizzazione rappresentano tetti massimi e non diritti a incrementi automatici. Poiché la pensione percepita era già inferiore a tali soglie, non sussisteva alcun diritto a un importo superiore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità nelle contestazioni dei calcoli effettuati dall'ente previdenziale, ribadendo la centralità della parola_chiave nel sistema di calcolo retributivo.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida mobilità
La Corte di Cassazione ha confermato che i crediti vantati dall'ente previdenziale per oneri derivanti dalla cosiddetta mobilità lunga sono soggetti alla prescrizione contributi previdenziali quinquennale. Il caso ha riguardato una società di telecomunicazioni a cui l'ente chiedeva il rimborso di somme erogate ai lavoratori licenziati. La Suprema Corte ha chiarito che tali oneri, essendo correlati al finanziamento della contribuzione figurativa, rientrano nell'ampia categoria dei contributi previdenziali e non possono essere soggetti alla prescrizione ordinaria decennale.
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Pensione supplementare: i nuovi requisiti INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pensione supplementare è un beneficio autonomo rispetto al trattamento principale. Per determinare i requisiti necessari al suo ottenimento, non conta la data di maturazione della pensione di vecchiaia, bensì la normativa vigente al momento della presentazione della domanda amministrativa. Nel caso di specie, una contribuente aveva richiesto la pensione supplementare dopo l'entrata in vigore della Riforma Fornero, pretendendo però l'applicazione del precedente regime più favorevole. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, negando l'estensione delle clausole di salvaguardia a questa specifica prestazione.
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Ricorso per Cassazione: i rischi dell’inammissibilità
Una società di capitali ha impugnato un verbale ispettivo degli enti previdenziali che contestava il mancato pagamento di contributi per tre lavoratori e violazioni sul minimale contributivo. Dopo la conferma della condanna nei primi due gradi di giudizio, l'impresa ha presentato un Ricorso per Cassazione articolato in sei motivi. La Suprema Corte ha dichiarato l'impugnazione inammissibile a causa della formulazione confusa dei motivi, che sovrapponevano censure di diritto e vizi di motivazione tra loro incompatibili. Inoltre, la Corte ha rilevato che la ricorrente mirava impropriamente a una rivalutazione dei fatti storici, operazione preclusa in sede di legittimità.
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Totalizzazione contributiva: guida alla rivalutazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel calcolo della quota di pensione tramite totalizzazione contributiva, le retribuzioni devono essere rivalutate fino alla data della domanda. L'ente previdenziale nazionale contestava tale rivalutazione, sostenendo che generasse una duplicazione illegittima. La Corte ha invece chiarito che la rivalutazione delle retribuzioni (legata al costo della vita) è distinta dalla capitalizzazione dei contributi (legata al PIL), rendendo necessaria l'applicazione di entrambi i criteri per garantire l'equità del trattamento pensionistico.
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