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Legge 160/2019

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TOSAP Agevolata per Servizi a Rete: Sconto anche a chi Produce
Una società di produzione di energia elettrica si opponeva alla richiesta di pagamento della TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) in misura piena per le sue condotte nel sottosuolo comunale. La società sosteneva di avere diritto alla TOSAP agevolata per servizi a rete, in quanto la sua attività, sebbene di sola produzione, è una fase essenziale e strumentale all'erogazione del servizio pubblico elettrico nazionale. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. Ha stabilito che l'intera filiera elettrica, dalla produzione alla distribuzione, costituisce un servizio a rete unitario. Di conseguenza, anche le imprese che si occupano della sola produzione svolgono un'attività strumentale al servizio pubblico e hanno diritto al regime fiscale di favore.
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Esenzione IMU beni merce: dichiarazione vecchia non salva dal Fisco
Una società immobiliare ha ricevuto un avviso di accertamento IMU per oltre 400.000 euro. L'azienda sosteneva di avere diritto all'esenzione IMU beni merce, ritenendo valida una dichiarazione presentata anni prima dal precedente proprietario costruttore. Il Comune, invece, pretendeva il pagamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere l'esenzione IMU beni merce è obbligatorio presentare una specifica dichiarazione ogni singolo anno. La mancata presentazione annuale fa perdere automaticamente il beneficio, anche se la situazione degli immobili non è cambiata. La vecchia dichiarazione non ha valore per gli anni successivi. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare l'imposta.
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Esenzione IMU Beni Merce: Dichiarazione omessa, beneficio perso
Una società immobiliare ha perso il diritto all'esenzione IMU beni merce per l'anno 2015 perché non ha presentato una specifica dichiarazione. L'azienda si era basata sulla dichiarazione presentata nel 2013 dal precedente proprietario, ritenendo che fosse ancora valida. Il Comune ha invece emesso un avviso di accertamento, contestando la mancanza dell'adempimento dichiarativo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio fondamentale: la dichiarazione per ottenere l'esenzione IMU beni merce deve essere presentata ogni anno, a pena di decadenza dal beneficio. Una vecchia dichiarazione, per di più di un altro soggetto, non ha alcun valore per gli anni successivi. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare l'imposta.
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Canone Unico Patrimoniale: la sua natura tributaria è definitiva
Un'azienda ha impugnato un avviso di pagamento relativo al Canone Unico Patrimoniale per l'esposizione di cartelli pubblicitari. La questione fondamentale era stabilire quale giudice avesse la competenza a decidere: quello tributario o quello ordinario. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risolto il dubbio, affermando la definitiva natura tributaria del Canone Unico Patrimoniale. La Corte ha stabilito che il CUP è a tutti gli effetti un tributo, sia quando riguarda l'occupazione di suolo pubblico sia quando concerne la pubblicità. Di conseguenza, la giurisdizione per tutte le relative controversie spetta esclusivamente al giudice tributario.
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IMU su Fotovoltaico: Macchinario esente o Fabbricato tassato?
Un'azienda ha chiesto il rimborso dell'IMU pagata per i suoi impianti fotovoltaici, sostenendo che si trattasse di 'macchinari' esenti e non di 'fabbricati' tassabili. Il Comune si è opposto, negando il rimborso. La questione è arrivata in Cassazione per definire la corretta tassazione IMU impianti fotovoltaici. Con questa ordinanza, la Corte non ha ancora deciso nel merito, ma ha scelto di rinviare la causa. L'obiettivo è discutere questo caso insieme ad altri simili per garantire una decisione uniforme su un tema così importante e diffuso. La questione, quindi, resta aperta in attesa della pronuncia finale.
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Soggettività passiva IMU leasing: chi paga se il contratto è risolto?
Una società di leasing ha ricevuto avvisi di accertamento IMU da un Comune per immobili il cui contratto era stato risolto per inadempimento dell'utilizzatore, il quale però non aveva ancora restituito i beni. La questione centrale riguarda la soggettività passiva IMU leasing in questa fase transitoria. La società di leasing ha contestato la richiesta, sostenendo di non essere il soggetto tenuto al pagamento. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito la controversia. Ha invece sospeso il processo perché la società ha aderito alla definizione agevolata (una sorta di sanatoria fiscale), rinviando la causa in attesa degli sviluppi di tale procedura. L'esito finale sulla responsabilità del pagamento resta quindi in sospeso.
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Leasing Risolto e IMU: la Società Paga Anche Senza Riconsegna
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione della soggettività passiva IMU leasing in caso di risoluzione anticipata del contratto. Un Comune aveva richiesto il pagamento dell'IMU a una società di leasing per il periodo successivo alla risoluzione del contratto, anche se l'utilizzatore non aveva ancora restituito l'immobile. La Corte ha stabilito che l'obbligo di pagare l'imposta cessa per l'utilizzatore al momento della risoluzione formale del contratto, non alla riconsegna fisica del bene. Di conseguenza, da quel momento, il soggetto passivo d'imposta torna ad essere la società di leasing, in qualità di proprietaria. La Corte ha quindi dato ragione al Comune, confermando che la società di leasing doveva pagare l'IMU per quel periodo.
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Vincolo pertinenziale IMU: il pozzo sul lotto sbagliato fa pagare
Una contribuente si oppone a degli avvisi di accertamento IMU, sostenendo che due terreni agricoli costituiscano pertinenza della sua abitazione principale. Il Comune contesta questa tesi, affermando che sui terreni in questione esiste solo un uliveto. La controversia ruota attorno alla localizzazione di alcuni manufatti (pozzo, forno) che proverebbero il legame funzionale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice precedente ha errato nel non verificare questo fatto decisivo. Non si può riconoscere il vincolo pertinenziale IMU se non si prova che le opere di servizio insistono esattamente sulle particelle oggetto di tassazione. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Esenzione IMU beni merce: salta per un fax? La Cassazione indaga
Una società costruttrice si è vista negare l'esenzione IMU beni merce per immobili invenduti. Il Comune ha emesso un avviso di accertamento sostenendo che l'azienda non avesse presentato la necessaria dichiarazione per ottenere il beneficio. La società ha replicato di aver inviato la documentazione via fax, ma i giudici precedenti hanno ritenuto la prova di dubbia attendibilità. La Corte di Cassazione, prima di emettere una sentenza definitiva, ha sospeso il giudizio. Ha disposto l'acquisizione dei fascicoli originali per verificare direttamente la prova dell'invio del fax. La questione centrale è se una prova incerta possa far perdere il diritto all'agevolazione fiscale.
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Esenzione IMU Alloggi Sociali: Accordo tra Fisco e Agenzia
Un'Agenzia Regionale per l'edilizia abitativa si oppone a un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune, sostenendo di avere diritto all'esenzione IMU per alloggi sociali. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dà ragione all'Agenzia, ritenendo sufficiente una prova presuntiva. Il Comune ricorre in Cassazione. Tuttavia, il procedimento viene sospeso. La Corte Suprema, infatti, prende atto della volontà delle parti di raggiungere un accordo per chiudere la controversia. La decisione finale sul merito dell'esenzione è quindi rinviata per permettere il perfezionamento della conciliazione.
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Scuola paritaria: retta bassa non garantisce l’esenzione IMU
Un istituto religioso si oppone a degli avvisi di accertamento IMU emessi da un Comune, sostenendo di aver diritto all'esenzione per gli immobili usati per l'attività didattica. Il Comune nega il beneficio, ritenendo che le rette scolastiche, seppur inferiori ai costi, non siano 'simboliche'. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere, sospende il giudizio. Una nuova legge ha infatti introdotto un criterio più oggettivo per l'esenzione IMU enti non commerciali, legandola al fatto che la retta media sia inferiore al costo medio per studente. La Corte ha quindi rinviato la causa a una pubblica udienza per valutare l'impatto di questa novità normativa sul caso specifico, senza ancora proclamare un vincitore.
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Esenzione IMU alloggi sociali: onere della prova o vizio formale?
Una società costruttrice si oppone a degli avvisi di accertamento IMU e TASI, sostenendo di aver diritto a un'esenzione per i suoi immobili qualificati come alloggi sociali. Il Comune contesta tale diritto, sollevando la questione sull'onere della prova per l'esenzione IMU, che ritiene a carico dell'azienda. La Corte di Cassazione, tuttavia, non si pronuncia sul merito della questione fiscale. Emette invece un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione per esaminare un potenziale vizio procedurale nel ricorso del Comune. La causa è stata rinviata a una pubblica udienza per risolvere questo dubbio preliminare, che potrebbe rendere l'intero ricorso inammissibile.
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Occupazione sine titulo: risarcimento e prova del danno
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato l'annullamento di un avviso di accertamento per occupazione sine titulo di un box auto. Il Comune non può utilizzare strumenti esecutivi per crediti risarcitori incerti e deve fornire prova rigorosa del danno subito, non potendosi considerare il pregiudizio come automatico o implicito.
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Occupazione sine titulo: risarcimento e prova
La Corte di Appello di Napoli ha confermato che il danno da occupazione sine titulo non è mai in re ipsa. Per ottenere il risarcimento, il proprietario deve allegare e provare la concreta possibilità di godimento del bene che è andata perduta. Nel caso di specie, un ente pubblico non ha fornito prove sufficienti sull'effettiva volontà di mettere a frutto un box-garage, rendendo generica la richiesta risarcitoria.
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Occupazione sine titulo: risarcimento e onere prova
La Corte d'Appello di Napoli chiarisce che per ottenere il risarcimento da occupazione sine titulo non basta il fatto dell'occupazione, ma serve la prova di una concreta opportunità di godimento perduta, respingendo il ricorso di un ente pubblico.
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Occupazione sine titulo: prova del danno
La Corte di Appello di Napoli ha confermato che il risarcimento per l'occupazione sine titulo di un immobile non può essere riconosciuto in automatico. Il proprietario ha l'onere di provare la concreta perdita della possibilità di godimento del bene, non essendo sufficiente la mera detenzione senza titolo da parte di terzi per configurare un danno risarcibile.
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Esenzione IMU abitazione principale: vivere in casa non basta
Una contribuente ha ricevuto diversi avvisi di accertamento per il mancato pagamento dell'IMU. La contribuente sosteneva di avere diritto all'esenzione IMU abitazione principale, poiché viveva stabilmente nell'immobile. Il Comune, però, ha negato il beneficio perché la sua residenza anagrafica era altrove. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio chiaro: per ottenere l'esenzione, non basta vivere in una casa. È necessario che nello stesso immobile coincidano sia la dimora abituale sia la residenza anagrafica del proprietario. I due requisiti sono entrambi indispensabili e non alternativi. Di conseguenza, il ricorso della contribuente è stato respinto e gli avvisi di accertamento confermati.
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Occupazione sine titulo: guida al risarcimento
La Corte d'Appello di Napoli ha rigettato il ricorso di un ente comunale che richiedeva indennità per l'occupazione sine titulo di un garage. La decisione conferma che il danno non può essere considerato in re ipsa, richiedendo invece l'allegazione specifica della concreta possibilità di godimento del bene andata perduta.
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Esenzione IMU: residenza diversa dei coniugi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente a cui era stata negata l esenzione IMU per l abitazione principale poiché il coniuge risiedeva in un altro Comune. I giudici, recependo l orientamento della Corte Costituzionale, hanno stabilito che il beneficio fiscale non può essere subordinato alla coabitazione dell intero nucleo familiare. La decisione chiarisce che l esenzione IMU spetta se il singolo possessore dimostra di avere nell immobile sia la residenza anagrafica che la dimora abituale, a prescindere dalle scelte abitative del coniuge.
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Esenzione IMU: doppia agevolazione per i coniugi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'Esenzione IMU a un contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro territorio comunale. La decisione si fonda sulla storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, che ha rimosso l'obbligo di residenza dell'intero nucleo familiare nello stesso immobile per accedere al beneficio fiscale. Di conseguenza, se il possessore dimostra di risiedere e dimorare abitualmente in un immobile, ha diritto all'agevolazione indipendentemente dalla residenza del coniuge.
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