Un proprietario presenta una pratica Docfa per attribuire al proprio immobile la categoria catastale A/2, relativa alle abitazioni civili. L'Agenzia delle Entrate rettifica la richiesta d'ufficio e impone la classificazione A/1, tipica degli immobili signorili. Il contribuente contesta l'avviso di accertamento evidenziando la reale consistenza dell'immobile, privo di isolamento termico, barriere acustiche e requisiti antisismici. I giudici di merito accolgono le ragioni del cittadino per difetto di motivazione dell'atto fiscale e assenza di elementi di pregio. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Fisco, confermando l'attribuzione della classe ordinaria e condannando l'erario alle spese di giudizio.
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