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D.P.R. 115/2002

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Accordo verbale fornitura: è valido senza contratto?
La Corte d'Appello di Salerno si è pronunciata su un caso di inadempimento contrattuale relativo a una fornitura di latte. La Corte ha stabilito che un accordo verbale fornitura, stipulato prima dell'entrata in vigore della legge che impone la forma scritta per i contratti agroalimentari, è da considerarsi pienamente valido. Di conseguenza, in assenza di un contratto scritto che provi l'esistenza di una clausola penale per merce non conforme, la parte acquirente non può ridurre unilateralmente il pagamento. La sentenza conferma che l'onere di provare patti specifici, come le penali, in un accordo verbale ricade su chi intende farli valere.
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Onorario avvocato: calcolo in cause a valore indeterminato
La Corte di Appello di Salerno ha rigettato l'appello di un cliente contro il suo ex legale, confermando la decisione di primo grado sul pagamento dell'onorario avvocato. La sentenza chiarisce che, anche in presenza di una richiesta economica specifica, l'uso di formule aperte rende il valore della causa 'indeterminabile' ai fini del calcolo del compenso. La Corte ha inoltre respinto le accuse di responsabilità professionale del legale per mancanza di prova del nesso causale tra la condotta e il presunto danno.
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Occupazione sine titulo: la prova del danno non basta
Un proprietario fa appello per ottenere un risarcimento per occupazione sine titulo di un suo immobile. La Corte d'Appello rigetta la richiesta, confermando la decisione di primo grado. La sentenza stabilisce che per ottenere il risarcimento non è sufficiente dimostrare l'occupazione illegittima, ma è necessario allegare e provare specificamente il danno subito, come la perdita di concrete opportunità di locazione o vendita. La sola violazione del diritto di proprietà non genera un risarcimento automatico.
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Buoni Postali Q/P: il timbro prevale sulla stampa
La Corte d'Appello di Salerno ha stabilito che per i buoni postali Q/P, i tassi di interesse sono quelli della nuova serie indicata dal timbro, anche se questo non copre interamente la stampa originale. La visibilità dei vecchi tassi non crea un legittimo affidamento per il risparmiatore, confermando la decisione del Tribunale.
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Eventus Damni: quando è legittimo il fondo patrimoniale?
La Corte d'Appello di Salerno ha respinto l'appello di un creditore che chiedeva la revoca di un fondo patrimoniale. La decisione si basa sulla mancanza del cosiddetto 'eventus damni', ovvero il pregiudizio concreto per il creditore. Il tribunale ha ritenuto che il debitore avesse ampiamente dimostrato di possedere altre risorse sufficienti a saldare il debito, rendendo l'azione revocatoria infondata. Inoltre, il creditore è stato condannato per lite temeraria per aver proseguito la causa nonostante le prove della solvibilità del debitore.
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Mutatio libelli: no a nuove domande in corso di causa
Una società correntista ha impugnato una sentenza di primo grado, chiedendo in appello la rettifica del proprio saldo debitorio per addebiti non contestati tempestivamente. La Corte d'Appello ha rigettato l'impugnazione, qualificando la nuova richiesta come una inammissibile *mutatio libelli*, ovvero una modifica non consentita della domanda iniziale. La decisione sottolinea che le pretese devono essere definite all'inizio del processo, non potendo essere introdotte nuove questioni in una fase avanzata della causa.
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Estinzione anticipata: rimborso costi up-front
Il Tribunale di Torino ha confermato il diritto del consumatore al rimborso proporzionale di tutti i costi, inclusi quelli 'up-front', in caso di estinzione anticipata del finanziamento. La decisione, in linea con la sentenza Lexitor della CGUE e la pronuncia della Corte Costituzionale, stabilisce che tale principio si applica anche ai contratti stipulati prima del 2021, rigettando l'appello della società finanziaria e confermando l'uso del criterio di calcolo pro-rata temporis.
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Rimborso volo cancellato: no se rifiuti la riprotezione
La sentenza analizza un caso di appello riguardante una richiesta di rimborso per un volo cancellato a causa di circostanze eccezionali (droni in aeroporto). I passeggeri avevano rifiutato l'offerta di riprotezione della compagnia aerea per il giorno successivo, organizzando autonomamente un nuovo viaggio due giorni dopo da un'altra città. Il Tribunale ha respinto la loro richiesta di rimborso per le spese aggiuntive (nuovo volo, hotel, trasporti), stabilendo che il rifiuto dell'offerta di riprotezione limita il diritto del passeggero al solo rimborso del biglietto originale. L'accettazione della riprotezione è un presupposto per il diritto all'assistenza e al rimborso di costi accessori.
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Rimozione impianto fotovoltaico: chi paga i costi?
Un'ordinanza del Tribunale di Venezia chiarisce la responsabilità per la rimozione di un impianto fotovoltaico pericoloso. Il proprietario dell'impianto è stato ritenuto responsabile anche dei costi di smaltimento dei pannelli sandwich sottostanti, in quanto considerati parte funzionalmente integrante dell'intera struttura, nonostante non fossero esplicitamente menzionati nel contratto di leasing. Il tribunale ha respinto il reclamo della società, confermando che l'onere della rimozione impianto fotovoltaico e delle sue componenti accessorie spetta al proprietario dell'impianto stesso.
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Donazione di modico valore: la consegna è sufficiente?
Il Tribunale di Bari ha stabilito che una donazione di modico valore di titoli azionari è valida con la semplice consegna materiale (traditio), senza necessità di un atto formale. Tuttavia, ha chiarito che questa validità non è sufficiente per obbligare la banca emittente a registrare il trasferimento di proprietà. Per il transfert di titoli nominativi è necessario seguire la procedura formale prevista dalla legge, come un atto autentico. L'appello principale è stato rigettato, mentre quello incidentale sulle spese è stato accolto.
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Decadenza compenso CTU: la guida completa
Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha confermato la decadenza compenso CTU in caso di richiesta presentata oltre il termine di 100 giorni. Il caso riguardava l'opposizione di un ente pubblico al decreto di liquidazione emesso in favore di un consulente tecnico che aveva depositato l'istanza di pagamento ben oltre il termine perentorio previsto dall'art. 71 del D.P.R. 115/2002. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, revocando il decreto e chiarendo che l'ignoranza della legge non costituisce errore scusabile, ribadendo la perentorietà del termine.
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Mansioni superiori: quando la qualifica non spetta
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di mansioni superiori e il relativo adeguamento retributivo, sostenendo di svolgere compiti di un livello più alto. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, confermando la decisione di primo grado. La sentenza chiarisce che, per ottenere la qualifica superiore, non è sufficiente l'esperienza o lo svolgimento di attività complesse. È indispensabile dimostrare di possedere autonomia decisionale, responsabilità diretta e potere di gestione, elementi che nel caso specifico mancavano, poiché ogni atto del lavoratore necessitava dell'approvazione finale di un superiore.
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Licenziamento malattia: attività extra lavorativa
La Corte d'Appello di Trieste ha confermato la legittimità di un licenziamento per giusta causa inflitto a una lavoratrice in malattia. La dipendente, assente per lombosciatalgia, è stata sorpresa da un investigatore privato a compiere attività (come fare la spesa e sollevare pesi) ritenute incompatibili con il suo stato di salute e potenzialmente idonee a ritardarne la guarigione. La Corte ha qualificato tale condotta come una violazione degli obblighi di correttezza e buona fede, a prescindere dalla violazione delle fasce di reperibilità. La decisione sottolinea come il lavoratore in malattia debba astenersi da qualsiasi comportamento che possa pregiudicare un rapido recupero, giustificando altrimenti la sanzione espulsiva.
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Rapporto di lavoro subordinato: prova e requisiti
Un collaboratore, la cui attività era intrecciata con una relazione personale con l'amministratrice, ha perso l'appello per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha stabilito che, nonostante l'ampio coinvolgimento, mancava la prova fondamentale dell'assoggettamento al potere direttivo e di controllo del datore di lavoro, elemento indispensabile per qualificare il rapporto come subordinato.
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Contratto franchising: oneri e validità del know-how
Un affiliato (franchisee) ha perso un appello con cui cercava di invalidare un contratto franchising. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo che il know-how fornito dall'affiliante (franchisor) era adeguato e che gli obblighi informativi precontrattuali erano stati rispettati. La risoluzione del contratto per inadempimento del franchisee, che non pagava le royalties e utilizzava fornitori non autorizzati, è stata quindi ritenuta legittima.
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Termine lungo appello: quando decorre nel rito lavoro
La Corte d'Appello di Trieste ha dichiarato inammissibile un appello in materia di previdenza perché depositato oltre il termine lungo semestrale. La sentenza chiarisce che, nel rito del lavoro, se il giudice legge la sentenza completa di motivazioni in udienza, il termine lungo appello di sei mesi decorre da quella data, non da una successiva comunicazione della cancelleria. La presenza o meno degli avvocati alla lettura è irrilevante se vi hanno rinunciato.
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Impugnazione tardiva: appello inammissibile per errore
Una madre impugna un decreto in materia di affidamento del figlio minore, ma commette un errore procedurale applicando le nuove norme della Riforma Cartabia a un procedimento iniziato prima della loro entrata in vigore. La Corte d'Appello rileva l'errore d'ufficio e dichiara l'impugnazione tardiva, in quanto il termine corretto secondo il vecchio rito era di soli 10 giorni. L'appello viene dichiarato inammissibile con condanna alle spese.
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