Un autista, sorpreso alla guida di un furgone sovraffollato in autostrada con un tasso alcolemico di 1,51 g/l, era stato assolto in primo grado per particolare tenuità del fatto. La Procura ha impugnato la decisione, sostenendo che il giudice avesse sottovalutato la pericolosità della condotta. La Corte di Cassazione, pur non decidendo nel merito, ha dato ragione alla Procura. Ha stabilito che l'impugnazione, sebbene presentata come ricorso, doveva essere considerata un appello. Di conseguenza, ha annullato la sentenza e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, riaprendo di fatto il processo a carico dell'autista.
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