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D.Lgs. 23/2015

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Licenziamento illegittimo: guida al risarcimento
Un autista viene licenziato per giustificato motivo oggettivo (riorganizzazione aziendale). L'azienda non si costituisce in giudizio e non fornisce alcuna prova a sostegno del licenziamento. Il Tribunale dichiara il licenziamento illegittimo ma, in assenza di prova sul numero di dipendenti superiore a 15, non dispone la reintegrazione, condannando invece l'azienda a un'indennità risarcitoria di sei mensilità.
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Licenziamento giusta causa: la valutazione del giudice
Un lavoratore viene licenziato per giusta causa a seguito di diverse negligenze e di una recidiva. Dopo una decisione favorevole in primo grado, la Corte d'Appello riforma la sentenza, ritenendo legittimo il licenziamento. La Corte di Cassazione, investita del caso, rigetta il ricorso del lavoratore, confermando che la valutazione dei fatti e della proporzionalità della sanzione spetta al giudice di merito. L'ordinanza sottolinea che il licenziamento per giusta causa è legittimo quando il comportamento del dipendente lede in modo irreparabile il rapporto di fiducia, e che il giudizio di Cassazione non può riesaminare le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Controllo a distanza lavoratore: il Telepass è illecito?
Un lavoratore è stato licenziato sulla base di dati provenienti da un dispositivo di telepedaggio aziendale e da un palmare. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che il datore di lavoro non aveva fornito l'adeguata informativa preventiva sull'uso del dispositivo di telepedaggio per il controllo a distanza del lavoratore. Di conseguenza, i dati raccolti sono stati ritenuti inutilizzabili a fini disciplinari e le restanti contestazioni non erano sufficienti a giustificare il recesso.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Una società di infrastrutture ha perso il suo ricorso in Cassazione riguardo la prescrizione dei crediti di lavoro di un dipendente. La Corte ha confermato che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine di cinque anni per la prescrizione crediti di lavoro inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto, a causa della diminuita stabilità del posto di lavoro che può generare timore nel lavoratore.
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Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine?
Un gruppo di lavoratori ha richiesto differenze retributive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13927/2024, ha stabilito che la prescrizione crediti lavoro quinquennale non decorre durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla sua cessazione. Questa decisione si basa sulle modifiche legislative (L. 92/2012 e D.Lgs. 23/2015) che hanno ridotto la stabilità del posto di lavoro, giustificando la sospensione del termine per timore di ritorsioni.
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Retribuzione feriale: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente collegate alle mansioni, come l'indennità di assenza dalla residenza e il premio irregolarità. Escluderle crea un deterrente illegittimo alla fruizione delle ferie, violando la normativa europea. La decisione conferma che lo stipendio durante le vacanze deve essere paragonabile a quello dei periodi lavorativi.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
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Prescrizione crediti lavoro: stop durante il rapporto
Con l'ordinanza n. 6903/2024, la Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che la prescrizione crediti lavoro è sospesa durante il rapporto. La decisione si fonda sulla mancanza di stabilità reale del posto di lavoro dopo le riforme del 2012 e 2015, che giustifica la decorrenza del termine solo dalla cessazione del rapporto. L'azienda è stata anche condannata per abuso del processo.
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Prescrizione crediti di lavoro: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6880/2024, ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando un principio consolidato in materia di prescrizione crediti di lavoro. La Corte ha stabilito che, a seguito delle riforme del mercato del lavoro (come la Legge n. 92/2012), il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non gode più di un regime di stabilità reale. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale per i crediti retributivi del lavoratore non decorre in costanza di rapporto, ma solo dalla sua cessazione, per via del timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro. La società ricorrente è stata anche condannata per abuso del processo.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza che riteneva illegittimo un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L'inammissibilità del ricorso cassazione è stata motivata dalla presentazione di questioni non sollevate nei precedenti gradi di giudizio e dalla condotta contraddittoria della ricorrente, che aveva accettato e utilizzato gli strumenti del rito processuale che poi ha contestato. La decisione conferma la condanna della società al pagamento di un'indennità risarcitoria al lavoratore.
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Retribuzione feriale: indennità incluse, lo dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le indennità variabili, se collegate alle mansioni, devono essere incluse nella retribuzione feriale. Un dipendente di una società di trasporti ha ottenuto il ricalcolo del suo stipendio per le ferie, includendo varie indennità. La Corte ha ribadito che la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria per non dissuadere dal godimento del riposo. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto, data la precarizzazione introdotta dalle recenti riforme.
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Retribuzione per ferie: quali indennità includere?
Un dipendente di una società di trasporti, con mansioni di capo treno, ha richiesto l'inclusione di varie indennità (di permanenza a bordo, di riserva, di efficientamento) nel calcolo della sua retribuzione per ferie. La Corte di Cassazione ha accolto la sua tesi, stabilendo che qualsiasi emolumento intrinsecamente legato alla prestazione lavorativa deve essere considerato nella base di calcolo, per non scoraggiare il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo, in linea con la direttiva europea. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla cessazione del rapporto.
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Retribuzione per ferie: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione per ferie deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come quelle di bordo o di riserva. La decisione, basata sul diritto europeo, mira a non scoraggiare il lavoratore dal godere del riposo, garantendogli una remunerazione analoga a quella dei periodi lavorativi. Rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti.
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Retribuzione ferie: calcolo e indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo della retribuzione ferie devono essere incluse tutte le indennità accessorie, anche variabili, se intrinsecamente collegate alla mansione e corrisposte con continuità. Escluderle costituirebbe un disincentivo a godere delle ferie, contrario al diritto UE. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: le voci variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2680/2024, ha stabilito che nella retribuzione feriale devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle di condotta e riserva, se intrinsecamente collegate alle mansioni svolte. Rigettato il ricorso di una società di trasporti che, applicando il contratto aziendale, le escludeva. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2677/2024, ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte dal lavoratore, come quelle di condotta e di riserva per i macchinisti. Conformandosi al diritto dell'Unione Europea, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie potrebbe dissuadere il lavoratore dal goderne. Ha inoltre rigettato l'eccezione di prescrizione, confermando che il termine per i crediti di lavoro non decorre in costanza di rapporto a causa della ridotta stabilità introdotta dalle riforme del 2012.
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Retribuzione ferie: incluse le indennità variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2427/2024, ha stabilito che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle per attività di condotta oraria o di riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando le decisioni dei giudici di merito. La motivazione si basa sul diritto dell'Unione Europea, che mira a garantire un riposo effettivo al lavoratore, evitando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze possa avere un effetto dissuasivo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative che hanno ridotto la stabilità del posto di lavoro.
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Prescrizione crediti di lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1067/2024, ha confermato che la prescrizione crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto se questo non è assistito da 'stabilità reale'. A seguito delle riforme del 2012, la ridotta tutela contro i licenziamenti illegittimi giustifica la sospensione del termine prescrizionale durante il rapporto, poiché il lavoratore potrebbe temere ritorsioni. La Corte ha rigettato il ricorso di due società di trasporto, consolidando un importante principio a tutela dei lavoratori.
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Premio di collaborazione: prevale il contratto individuale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 774/2024, ha stabilito che un accordo sindacale peggiorativo non può modificare un trattamento più favorevole, come un premio di collaborazione, previsto nel contratto individuale di lavoro. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto a seguito delle riforme sulla stabilità.
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Prescrizione crediti socio lavoratore: la nuova regola
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione dei crediti del socio lavoratore. Confermando un orientamento recente, ha chiarito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre in costanza di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. La decisione si fonda sulla constatazione che anche il socio lavoratore, a causa dell'incertezza sulla stabilità del suo posto e sulla tutela applicabile in caso di licenziamento, vive in una condizione di 'metus' (timore) che gli impedisce di far valere i propri diritti. Di conseguenza, la regola valida per i lavoratori subordinati privi di stabilità reale viene estesa anche a questa categoria, annullando la sentenza di merito che aveva dichiarato prescritti i crediti.
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