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D.L. 201/2011 — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per D.L. 201/2011

Contributo solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto dell'ente. Di conseguenza, i pensionati hanno diritto al rimborso delle somme trattenute, con un termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non quello ridotto di cinque anni previsto per i ratei pensionistici.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulla pensione di una professionista. La Corte ha stabilito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali, possono essere introdotti solo dalla legge (riserva di legge) e non dall'autonomia regolamentare dell'ente. Inoltre, ha confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Calcolo pensione salvaguardati: no al retributivo
Una lavoratrice, beneficiaria delle norme di 'salvaguardia', ha richiesto il ricalcolo della sua pensione interamente con il più favorevole sistema retributivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul calcolo pensione salvaguardati: le deroghe previste dalla legge riguardano esclusivamente i requisiti di accesso e la decorrenza della pensione, ma non il metodo di calcolo. Pertanto, anche per i 'salvaguardati', la quota di pensione maturata dopo il 1° gennaio 2012 deve essere calcolata con il sistema contributivo, come previsto dalla riforma Fornero.
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Pensione salvaguardia: sì per licenziamento collettivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23414/2024, ha stabilito che la pensione salvaguardia si applica anche ai lavoratori coinvolti in un licenziamento collettivo, il cui periodo di mobilità sia terminato prima della data critica del 4 dicembre 2011. La Corte ha chiarito che il licenziamento collettivo rientra nella categoria di 'risoluzione unilaterale' del rapporto di lavoro, garantendo così la tutela previdenziale prevista dalla legge. Questa decisione cassa la precedente sentenza d'appello che aveva negato il diritto alla pensione, affermando un principio di diritto a favore del lavoratore.
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Lavoro in prova: sì alla pensione in deroga
Un lavoratore si è visto negare la pensione in deroga (c.d. settima salvaguardia) perché, dopo la cessazione del rapporto principale, aveva svolto un breve periodo di lavoro in prova, non superato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il lavoro in prova non costituisce un rapporto di lavoro "a tempo indeterminato" stabile e definitivo, e pertanto non impedisce l'accesso al beneficio pensionistico. La Corte ha sottolineato che la finalità della norma è escludere solo chi ha trovato una nuova occupazione stabile, non chi ha tentato un reinserimento lavorativo tramite un periodo di prova poi fallito.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
Un professionista ha citato in giudizio il proprio ente previdenziale per l'applicazione di un prelievo sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ribadito che un contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale che solo una legge statale può introdurre, non i regolamenti interni di una Cassa di previdenza privatizzata. Di conseguenza, il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Pensione di vecchiaia in deroga: la Cassazione decide
Una lavoratrice ha richiesto la pensione di vecchiaia in deroga, sostenendo che aver raggiunto il requisito contributivo entro il 1992 la esentasse dai successivi aumenti dell'età pensionabile. La Corte di Cassazione ha respinto questa interpretazione, affermando che la deroga si applica solo al requisito contributivo e non a quello anagrafico. Tuttavia, ha accolto il ricorso della lavoratrice riguardo alla condanna al pagamento delle spese legali, annullandola poiché era stata presentata una valida dichiarazione di basso reddito che ne garantiva l'esonero.
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Ricongiunzione contributi: no effetto retroattivo
Un professionista si è visto negare la pensione di anzianità perché, alla data richiesta, non aveva i contributi necessari. I giudici di merito avevano dato ragione al lavoratore, ritenendo che una successiva domanda di ricongiunzione contributi avesse sanato retroattivamente la mancanza. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la ricongiunzione dei contributi non ha effetto retroattivo. I periodi contributivi unificati possono essere utilizzati solo dopo il perfezionamento della procedura e il relativo pagamento, non prima.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20701/2024, ha stabilito che una cassa di previdenza privatizzata non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà su pensioni già in essere. Tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, è materia di riserva di legge e non può essere introdotto da fonti regolamentari dell'ente. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale ha imposto un "contributo di solidarietà" sulle pensioni esistenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo tale prelievo, affermando che solo il legislatore statale, e non un ente autonomo, può imporre simili obbligazioni patrimoniali. La Corte ha inoltre confermato che il diritto a richiedere il rimborso è soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni, non a quella breve di cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
Una cassa di previdenza professionale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il prelievo illegittimo, affermando che solo lo Stato può introdurre prestazioni patrimoniali imposte, nel rispetto della riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Tetti retributivi dirigenti: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione sulla controversia riguardante l'applicazione dei tetti retributivi ai dirigenti di società a partecipazione pubblica. Il caso nasce dalla richiesta degli eredi di un dirigente defunto per il pagamento di emolumenti, contrastata dalla società datrice di lavoro che invocava il limite di 240.000 euro annui introdotto dal D.L. 66/2014. La Corte ha ritenuto la questione di tale novità e importanza nomofilattica da richiedere una trattazione approfondita, senza quindi decidere nel merito ma preparando il terreno per una sentenza di principio.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un professionista ha contestato l'applicazione di un contributo di solidarietà sulla propria pensione da parte della sua Cassa di previdenza. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, ribadendo che solo la legge dello Stato, e non gli enti previdenziali privatizzati, può imporre prestazioni patrimoniali. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, ma ha specificato che il termine di prescrizione si interrompe solo con la notifica dell'atto giudiziario all'ente e non con il suo semplice deposito in tribunale.
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Contributo solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi sono riservati alla legge statale. Ha inoltre chiarito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e che la prescrizione si interrompe solo con la notifica dell'atto giudiziario alla controparte, non con il semplice deposito in tribunale.
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Decorrenza pensione gestione separata e cumulo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cumulo di contributi tra la Gestione Separata e altre gestioni, la decorrenza della pensione di vecchiaia coincide con la data della domanda di cumulo e non con quella di maturazione dei requisiti. La decisione chiarisce che il montante contributivo finale si forma solo al momento della richiesta, determinando così l'inizio del trattamento pensionistico.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non i requisiti
Un lavoratore, pur avendo maturato i requisiti per la pensione nella Gestione Separata, ha presentato la domanda anni dopo, chiedendo di cumulare anche i contributi versati in un'altra gestione. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che la decorrenza della pensione in questi casi coincide con la data della domanda di cumulo, e non con quella di maturazione dei requisiti. Questo principio determina anche la decorrenza del successivo supplemento di pensione.
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Lavoro intermittente: no pensione in salvaguardia
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore autorizzato alla prosecuzione volontaria dei contributi prima della riforma pensionistica del 2011 non può beneficiare della clausola di salvaguardia se, successivamente, ha stipulato un contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato. Secondo la Corte, questo tipo di contratto rientra tra le attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato che precludono l'accesso al beneficio, indipendentemente dalla continuità dei versamenti contributivi.
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Perequazione assegni vitalizi: inclusi nel calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli assegni vitalizi percepiti per cariche elettive devono essere inclusi nel reddito pensionistico complessivo ai fini del calcolo della perequazione. La sentenza conferma l'efficacia retroattiva della normativa del 2015, che ha modificato le regole di rivalutazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, respingendo il ricorso di un pensionato che contestava la richiesta di restituzione delle somme da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha ritenuto che tale inclusione non viola il principio di legittimo affidamento, in quanto l'intervento legislativo era prevedibile e finalizzato a garantire l'equilibrio di bilancio e la solidarietà intergenerazionale.
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Pagamento differito TFS: dubbi sul prepensionamento
Un dipendente pubblico, collocato in prepensionamento forzato per esubero, si è visto posticipare l'erogazione della liquidazione. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione, ritenendo necessario un approfondimento in pubblica udienza sulla legittimità costituzionale del pagamento differito TFS quando il pensionamento non è una scelta ma un'imposizione, data la potenziale violazione dei principi di eguaglianza e giusta retribuzione.
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Pensionamento dirigenti medici: i limiti d’età
Un dirigente medico ha contestato il suo collocamento a riposo, sostenendo di avere il diritto di rimanere in servizio fino a 70 anni per raggiungere la massima anzianità contributiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo una chiara distinzione tra 'età lavorativa massima' (di norma 65 anni) e 'età pensionabile'. La possibilità di proseguire l'attività lavorativa è concessa solo per raggiungere i requisiti minimi per la pensione, non per massimizzarla. Questa ordinanza definisce i criteri per il pensionamento dei dirigenti medici.
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